Il solito "calabraghismo" all'italiana...
ANIMALISTI: SPADARE, DA ALEMANNO SI' A RETI ILLEGALI
Per placare pescatori Lipari, autorizzazione a reti oltre cinque chilometri
21 aprile 2005 - "Mi giunge notizia, da fonti attendibili, che ieri il ministro Alemanno, per placare gli animi degli irruenti pescatori di Lipari che minacciavano violente proteste, avrebbe concesso un decreto, autorizzando l'uso delle ferrettare dal 15 aprile al 31 luglio con reti di 5 chilometri nelle isole minori, disattendendo ancora una volta le normative europee e facendo un altro autogol". A denunciare il fatto e' Ilaria Ferri, direttore del settore cattivita' e ambiente marino dell'associazione Animalisti italiani.
La notizia l'ha data oggi al convegno "Spadare: analisi e valutazioni sull'utilizzo illegale delle reti pelagiche derivanti nel Mar Mediterraneo, a tre anni dal bando europeo". Come ricorda Ferri, infatti, dal primo gennaio 2002 "e' vietato a qualsiasi imbarcazione tenere a bordo ed effettuare attivita' di pesca con una o piu' reti da posta derivanti, o spadare". La ragione del divieto sta soprattutto nei numeri delle catture accidentali di cetacei documentate dall'Internationa whaling commission-Iwc: su una pesca, solo il 20% del pesce e' la specie cacciata (tonni o pescespada), l'altro 80% sono specie incappate nella rete e comunque uccise. Morirebbero cosi' almeno 8 mila cetacei l'anno, 50 mila dal 1999 al 2004.
Ma a quanto pare il bando (che autorizza comunque le ferrettare, spadare meno micidiali) non e' stato rispettato dai pescatori italiani: dal primo luglio 2004 a oggi, secondo i dati del comando generale delle Capitanerie di porto, come ha ricordato il tenente di vascello Fabio Rivalta, "sono stati effettuati 190 controlli e sequestrati 26.770 metri di rete spadara, in testa la marineria di Reggio Calabria, dove tale pratica e' diffusa, con 24 controlli e 82.300 metri di rete sequestrati, seguita da Palermo con 18 controlli e 66.700 metri e da Napoli con 20 controlli e 50.600 metri".
"Quest'attivita' del tutto illegale e' stata incentivata da una serie di ambigui provvedimenti del ministero delle Politiche agricole- spiega Ferri per Animalisti italiani- con il decreto del 27 marzo 2003 n.88 'Modalita' per l'aggiunta degli atterzzi da posta alle unita' gia' autorizzate alla ferrettara', la relativa circolare di Tripodi (Attilio, direttore generale Pesca al Mipaf, ndr) e il decreto che ridefinisce, in modo del tutto illeggitimo le reti da posta, in spregio a tutte le normative italiane e ai regolamenti europei vigenti". Insomma, "l'artificio legislativo messo in opera dal nostro governo- rincara la dose Ferri- e' da ritenersi illeggittimo perche' non in linea con i regolamenti europei".
La ferrettara e' una rete pelagica derivante con maglia molto stretta, 5 cm di lato, lunga solo 2 Km che deve essere utilizzata entro 3 miglia dalla costa, quindi in regola con la norma europea. Intanto, pero', cone fa notare Giancarlo Lauriano e ricercatore dell'Istituto centrale per la ricerca applicata al mare (Icram) "stenella e capodoglio sono in declino nel Mediterraneo, a causa delle catture accidentali, come gia' rilevato dall'Iwc nel 1990". La pesca con le spadare poi "e' particolarmente diffusa nel Tirreno meridionale- aggiunge- dove se ne svolge il 75% circa. Ma l'area e' fondamentale anche per il capodoglio: il maggior numero di spiaggiamenti si e' verificato tra maggio e agosto, e se vediamo qual e' l'attrezzo usato nel momento in cui maggiore e' il numero delle catture accidentali, quello e' la ferrettara".
(Ran/Dire)