mercoledì, agosto 31, 2005

Sempre più conosciute le aree marine protette

31 Agosto 2005

Le aree marine protette sono dei tratti di mare situati di solito in prossimità della costa, ma non solo, in cui le attività umane sono parzialmente o totalmente limitate. Vengono istituite per salvaguardare alcune zone marine particolarmente interessanti, ma con un ecosistema delicato che è necessario proteggere in modo adeguato.
Le aree marine protette sono sempre più numerose in Italia attualmente se ne contano una ventina con diversi vincoli di protezione.
Recentemente sono stati diffusi i primi dati di due diverse ricerche in corso di svolgimento per conto del Ministero dell’Ambiente da cui emerge che gli italiani frequentano sempre più le zone marine protette ed aumenta la conoscenza di questi particolari ambienti anche da parte degli agenti di viaggio.
Le due ricerche vengono svolte dall’Ispo (Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione) e dalla “Galileo”. Una delle due indagine si propone di verificare il livello di conoscenza dei parchi marini da parte degli italiani l’altra invece intende verificare la percezione e le esigenze delle agenzie di viaggio italiane riguardo i Parchi terrestri e marini.
Oltre ai primi dati delle due ricerche è stato presentato anche un progetto di comunicazione denominato “Scoprite la natura che è in voi: Le Aree protette, oltre ogni immaginazione” realizzato dal Ministero dell’Ambiente e dalla “Air One”, la maggiore compagnia area privata italiana, con lo scopo di far conoscere maggiormente il Sistema Nazionale delle Aree Marine Protette. Già dal maggio 2004 la nota compagnia aerea sta attuando per i propri clienti una efficace campagna informativa sui parchi marini e le aree protette.
Per svolgere questa campagna informativa sono stati utilizzati messaggi stampati sulle carte di imbarco e sulle salviette rinfrescanti e in futuro saranno realizzate fotografie di parchi ed aree marine sugli stessi aeromobili che fanno parte della flotta della “Air One”, ma anche una campagna radiofonica nazionale, e poi spot nelle sale cinematografiche delle città principali e gadget in omaggio con le essenze della particolare flora che si trova nei parchi nazionali.

A cura di
Claudio Gallucci
www.mareinitaly.it

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martedì, agosto 30, 2005

KATRINA: SALVATI DELFINI, IN PERICOLO TARTARUGHE
Neonati di tartaruga salvati da passanti e volontari

30 agosto 2005 - Tre delfini d'acqua salata sono stati salvati dal passaggio di Katrina che ha investito oggi il parco di divertimenti Marine Life sulla costa del Mississippi. I tre animali sono stati trasportati in una piscina di un mothel di Gulf Port e li sistemati in attesa che la furia degli elementi si calmasse.
Katelin, Cayenne Jonah hanno trovato alloggio al Best Western dove sono stati subito circondati dalle premure degli altri ospiti. "Non avevo mai visto un delfino da vicino", ha commentato Earlean Winters, una di questi.
Il passaggio di Katrina ha interferito con la stagione in cui le tartarughe marine depongono le uova: 350 neonati hanno sfidato la furia degli elementi sulle spiagge della Florida nei giorni scorsi.
Duecento di questi non sono riusciti a entrare in mare dopo essere usciti dall'uovo e sono rimasti bloccati dalle alghe nell'isola di Hutchinson. Altri 25 sono stati ributtati a riva dalle onde e salvati da passanti che li hanno portati al centro di raccolta del Marinelife Center di Juno Beach.

(ANSA)

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martedì, agosto 30, 2005

ANGELI A QUATTRO ZAMPE PER I BAMBINI DI CHERNOBYL

Sono i cani addestrati al salvataggio nautico dell’Associazione PEGASUS, che tutte le mattine vigilano(gratuitamente)l’attività in spiaggia dei bambini ospiti nella colonia di Loreto.

25 agosto 2005 - Ma chi sono i “bambini di Chernobyl” ? Sono un gruppo di 20 bambini accompagnati da 2 assistenti, provenienti da orfanotrofi di Ulukovje (paesino vicino Chernobyl, in Bielorussia) che, grazie Ad un’iniziativa dell’Associazione Lauretana Amici di Papa Giovanni XXIII, riescono a passare 1 mese di vacanza nel nostro Paese, ospitati da alcune famiglie marchigiane.
L’Associazione Lauretana Amici di Papa Giovanni XXIII di Loreto è un’Associazione laica costituita nel 2003 con 18 soci fondatori; oggi conta oltre 270 soci sparsi in tutto il territorio nazionale. Si ispira al pensiero ed alle opere di Papa Giovanni XXIII e si propone il perseguimento di finalità culturali e sociali ed in particolare cura iniziative dirette alla beneficenza ed all’assistenza in favore dell’infanzia abbandonata e bisognosa.
In attuazione a tale scopo è stato organizzato per il terzo anno consecutivo un soggiorno di un mese nel nostro Paese per 20 bambini bielorussi accompagnati da 2 assistenti, non solo per far trascorrere loro un periodo di vacanza ma anche per motivi di salute; sembrerebbe, infatti, che un solo mese di vita lontano da zone contaminate sia sufficiente ad un recupero fisiologico.
Durante questo periodo i bambini alloggiano a Loreto: tutte le mattine, come una colonia estiva, godono il nostro mare a Porto Recanati, in una spiaggia messa appositamente a disposizione dal Comune, il pomeriggio si dedicano ad attività culturali e sociali nel nostro territorio; nei fine settimana vengono ospitati dalle famiglie dell’Associazione.
…e chi sono gli “angeli a quattro zampe”? Sono i cani addestrati al salvataggio nautico dell’Associazione PEGASUS, che tutte le mattine vigilano (gratuitamente) l’attività in spiaggia dei bambini di Chernobyl garantendo la loro sicurezza durante i bagni in mare.
Non si può descrivere il sorriso e l’espressione di gioia stampato sul viso di questi bambini, bisogna vederlo per poter capire…. e dopo un primo approccio fatto di stupore e diffidenza, ora i cani sono diventati i loro migliori amici, li chiamano per nome uno ad uno (senza sbagliare), fanno il bagno insieme a loro e con loro giocano sulla spiaggia.
E quando sarà il momento di tornare a casa, questa volta quei bambini avranno un ricordo in più da portarsi dietro: la foto dei loro “angeli a quattro zampe”!!!

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lunedì, agosto 29, 2005

Katrina, delfini lasciano acquario per piscine alberghi

Washington, 29 agosto 2005 - Anche i delfini hanno dovuto lasciare le loro "gabbie" per mettersi in salvo dall'uragano Katrina. Sei cetacei di un acquario di Gulfport, nel Mississippi hanno abbandonato le loro vasche sulle rive del Golfo del Messico del Centre for Marine education and Research e sono stati "alloggiati" in due alberghi dell'entroterra. Le piscine degli hotel sono state appositamente riempite di acqua salata per i nuovi ospiti. Gli altri animali del centro che possono sopravvivere fuori dall'acqua sono stati posti in salvo al chiuso, ha spiegato alla Cnn il direttore del centro Mobi Solangi.

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domenica, agosto 28, 2005

AUSTRALIA: SQUALO DIVORA BIOLOGO DAVANTI COLLEGHI

E' il secondo attacco in pochi mesi in questo tratto di litorale nell'Australia meridionale

25 agosto 2005 - Un esperto biologo marino e' stato attaccato e divorato da un grosso squalo mentre raccoglieva campioni di uova di pesce, al largo della spiaggia di Adelaide, nello stato dell'Australia Meridionale. E' il secondo attacco mortale in otto mesi davanti a questo litorale.
Jarrod Stehbens, 23 anni, era in acqua quando lo squalo si e' avvicinato. Altri due colleghi, gia' riemersi e a bordo di un'imbarcazione di quattro metri, hanno dato l'allarme, ma Stehbens non li ha uditi. Il terzo ricercatore, Justin Rowntree, era pochi metri piu' profondo del compagno e ha visto lo squalo passargli a fianco e gettarsi addosso a Stehbens.
''Ho visto un'enorme massa bianca, e Jarrod che tentava di respingere il bestione. Dopo il primo attacco lo squalo e' tornato e gli ha preso tra i denti la gamba e l'ha portato piu' sotto. Jarrod sembrava abbastanza calmo, e cercava di liberare la gamba dalle fauci dello squalo'', ha raccontato ancora sconvolto Rowntree, che e' riuscito a risalire in barca, aiutato dai compagni. Secondo quanto i tre hanno riferito alla polizia, lo squalo avrebbe ripetutamente assalito il loro amico, portandolo sott'acqua ogni volta che riemergeva. I tre ragazzi hanno tentato di avvicinarsi, ma l'animale e' scomparso con la preda, lasciando dietro di se' solo la boa da subacqueo e le bombole. La polizia sta ancora cercando il corpo del giovane. E' la seconda volta che uno squalo uccide sul reef artificiale di Glenelg. Otto mesi fa era toccato ad un diciottenne, Nick Peterson, che stava cavalcioni di un tavola da surf tirata da una barca a motore.
In entrambi i casi i parenti non hanno voluto che si facesse una battuta di caccia per sopprimere lo squalo 'assassino'. Il padre di Jarrod Stehbens, David e' stato categorico: ''Mio figlio amava il mare, non vorrebbe certo vedere animali ammazzati cosi'.
Jarrod si era immerso con altri quattro colleghi dell'Universita' di Adelaide per raccogliere uova di seppie da analizzare. Glenelg reef e' un luogo popolare tra i subacquei per la grande quantita' di pesci presenti e i giovani avevano passato diverse ore a pescare. Due erano gia' risaliti in barca, e aspettavano i compagni, quando hanno avvistato lo squalo.
Tutto e' accaduto in pochi minuti, e i giovani inizialmente non hanno nemmeno saputo dire che tipo di squalo era, solo che ''era grosso, molto grosso''.
Keith Klemans, un pescatore locale, intervistato dai giornalisti ha detto che ''e' pieno di squali qui, li vediamo sempre e se non li vediamo contiamo i buchi che ci fanno nelle reti per prendersi i pesci. L'ultima cosa che mi verrebbe in mente di fare e di buttarmi in acqua qua sotto''. Un esperto di squali, Andrew Fox, ha sostenuto che tutti gli indizi, - dimensione dell'animale e modalita' dell'attacco - fanno pensare che si sia trattato di un grande squalo bianco, la specie piu' aggressiva al mondo, piuttosto comune in queste acque. Proprio due settimane fa la guardia costiera era stata allertata dall'equipaggio di un motoscafo che aveva avvistato uno di questi squali nuotare vicino la costa. La descrizione fornita parla di un animale di circa sei metri. Fino a mercoledi' non erano stati registrati altri avvistamenti.

(ANSA)

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venerdì, agosto 26, 2005
Nel Tamigi sono sempre più frequenti gli avvistamenti di delfini, foche e focene
 
Londra, 25 agosto 2005 - Una famiglia di focene del porto e' stata avvistata dal ponte di Vauxall, appena sud del parlamento di Westminster, mentre le foche sono diventate visitatrici abituali di Canary Wharf e di Tower bridge. Il Tamigi, dall'estuario fin al centro di Londra, e' sempre piu' popolato da mammiferi marini, secondo uno studio fatto dalla Societa' Zoologica britannica.
La ricerca e' stata lanciata nel luglio 2004, facendo appello al pubblico. Le segnalazioni arrivate da allora sono 103 per un totale di 197 animali.
''I risultati - ha detto oggi la zoologa Renata Kowalik - confermano che i mammiferi marini sono dei frequentatori abituali del fiume. Con questo studio abbiamo colmato il vuoto nella conoscenza sulla fauna del Tamigi''.
Complessivamente sono stati avvistati 18 delfini, 62 focene e 117 foche di varie razze.
(ANSA)
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venerdì, agosto 26, 2005

MARGHERITA HACK: "A TRIESTE NE’ DELFINI NE’ PESCI IN PRIGIONE"

ll Presidente della Camera di Commercio di Trieste, Paoletti, afferma che non vi sarà alcun delfinario nel Parco del Mare, progetto multimiliardario per riqualificare il terrapieno di Barcolla, “ma varie strutture di ricerca destinate allo studio del mare”.

25 agosto 2005 - “Chiediamo al Presidente della Camera di Commercio di Trieste, Antonio Paoletti, di chiarire cosa intende dunque per “strutture di ricerca destinate allo studio del mare”-dichiara Ilaria Ferri Direttore dei Settore Cattività e Ambiente Marino dell’Associazione Animalisti Italiani - “Nessun tipo di ricerca può essere ancora basata sulla mancanza di rispetto e di senso etico ed è inaccettabile che si impegni, inoltre, denaro pubblico per costruire un acquario. Che siano pesci o delfini nessun animale deve essere rinchiuso, usato e sfruttato. Non accetteremo alcun progetto che preveda l’uso di animali per meri fini commerciali strumentalizzando lo scopo e l’utilità della ricerca: la ricerca e lo studio del mare si devono compiere in mare. E’ ora di piantarla con questo trend, purtroppo non solo italiano, di sfruttare, maltrattare e deprivare gli animali nel nome della falsa scienza, della pseudo ricerca scientifica e della conservazione. Il nostro socio Onorario, Il Prof. Marc Bekoff, ricercatore etologo e zoologo americano, sostiene che la scienza non è scienza se non è etica e per questo si deve rifiutare l’utilizzo strumentale degli animali. La vera ricerca è quella che si compie in natura, non in uno zoo o in un acquario-delfinario. Abbiamo coinvolto anche la Prof. Margherita Hack, nostra socia e sostenitrice, nel coordinamento contro la costruzione di qualunque tipo di prigione per animali. La Hack ci ha detto che gli animali le piacciono liberi!”
“Le ricadute positive per la città di cui tanto parla Paoletti”- dichiara Chiara Bernardoni del Direttivo Provinciale dei Verdi e responsabile del settore animali- “di certo non ci saranno, come è accaduto per il Bioparco di Roma di cui sono soci i Costa, coinvolti da Paoletti anche in questo progetto di Trieste. I guadagni ci saranno per le tasche di tutti gli imprenditori privati che saranno coinvolti nel progetto e che saranno pagati dai contribuenti della città, come accade a Roma, per un’ iniziativa che promette nuovamente di sfruttare gli animali. Forse Paoletti crede che i pesci abbiano meno diritti dei delfini?
Inoltre reputo scandaloso che si pensi di finanziare iniziative scientifiche ricorrendo a finanziamenti ricavati da progetti “ludici”, mi sembra un’offesa alla dignità della vera scienza.
Noi saremo qui a fermare qualunque progetto veda ancora lo sperpero di denaro pubblico, fatto già di per se assai grave, con l’aggravante che esso è utilizzato per rinchiudere a vita gli animali con il pretesto del progresso e della ricerca”.

www.animalieanimali.it
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giovedì, agosto 25, 2005

L'UNIVERSO IN UNA GOCCIA D'ACQUA. IL PLANCTON

Niente sembra essere più puro della limpida acqua di un mare azzurro. Invece, se ne osserviamo una goccia al microscopio o anche solo con una lente d'ingrandimento sotto luce adatta, vi vedremo apparire un pullulare di animali dalle stranissime forme. Bagnandoci nel mare ci ripugnerà allora aprire la bocca sapendo che la faremo divenire una caverna abitata da un brulichio di mostri, o meglio da un brulichio di plancton. La parola "plancton" da "plagtos", si trova già in Omero, col significato generale di tutto ciò che è libero nel mare. Ed è lo stesso significato che gli diede un secolo fa il tedesco Hensen. In senso stretto comprenderebbe i pesci e perfino le balene. Tuttavia nessun oceanografo vi assegnerebbe le sardine! Il termine è oggi più preciso, completato com'è da quello di "necton" (da "nectos", che nuota) indicante tutti gli esseri dotati di movimenti attivi e "bentos" o dall'aggettivo "bentico" da "benthos", fondo) per indicare gli esseri fissati sul fondo o che vi si posano frequentemente.

Il plancton, da questo punto di vista, è "pelagico" (da "pelagos", mare), poiché fa parte della massa delle acque. Vi si trovano vegetali, animali ed esseri che, come i batteri e i flagellati, stanno ai confini dei due regni. Vi sono erbivori e carnivori, vi sono larve e adulti, vi sono prede e predatori. Vi è tutto un universo. Meglio: vi è quasi tutto l'universo vivente, costituendo gli altri esseri - quelli che l'onda non porta né nutre - delle eccezioni, anzi delle anomalie.

La legge sembra essere generale: più gli organismi sono semplici, più grande è la massa totale delle loro popolazioni. Ne è una prova il fatto che gli esseri la cui "biomassa" è la più imponente nel mare, sono i Coccolitoforidi, organismi che i comuni mortali ignorano, che i trattati di storia naturale "liquidano" in poche righe e che per molto tempo sono persino sfuggiti all'osservazione: sono così piccoli (da 5 a 10 millesimi di millimetro) che passano attraverso la stoffa dei più sottili retini da plancton.

I geologi avevano osservato in certi calcari, soprattutto nelle crete, dei piccoli granuli a forma di dischi, di corone, di secchielli o di panieri senza fondo non più lunghi di un micron, che chiamarono "coccoliti". Ma non sapevano di quali organismi quelle particelle fossero i gusci. Quando scoprirono quegli organismi li chiamarono porta-coccoliti: Coccolitofori. Si capì che erano i più abbondanti tra gli animali. Quale ne sarà stato il pullulante numero nel Secondario, quando costruirono, per esempio, le scogliere a falesia della Manica e i branchi entro cui è stato aperto il famoso tunnel?

http://www.nautica.it/

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mercoledì, agosto 24, 2005

Mary G. al parco Oltremare

24 Agosto 2005 Mary G. il cucciolo di grampo recuperato nel porto di Ancona il 19 giugno scorso è stato trasferito al Parco Oltremare di Riccione. Dopo due mesi di cure, si è infatti conclusa la prima fase dell’intervento di emergenza.
Il suo trasferimento in una struttura più idonea, previsto per il mese di settembre, è stato anticipato al 20 agosto scorso onde evitare l’acutizzarsi di lesioni alle pinne provocatesi a causa della sua esuberanza nell’acqua bassa del Delphinarium.
La nuova struttura garantirà a Mary G. maggiore igiene e una migliore gestione in una fase delicata della sua riabilitazione. Grazie alla stretta collaborazione con la Fondazione Cetacea, il parco ha offerto con entusiasmo ospitalità a Mary G. e tutto quanto necessario per il suo mantenimento.
Per far visita a Mary G non è necessario possedere il biglietto di ingresso del parco Oltremare. È infatti possibile fare visita a Mary G. presso la vasca della Laguna di Oltremare, durante le visite guidate gratuite che si svolgono la mattina alle ore 9:00 e che sono condotte dalla Fondazione Cetacea.
Le visite devono essere necessariamente prenotate, telefonando a Oltremare (0541-4271) oppure inviando una e-mail a info@oltremare.org.

A cura di
Jada Mazzoli - www.mareinitaly.it

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martedì, agosto 23, 2005

A proposito del Delfinario a Trieste

A Trieste e' in progetto la costruzione di un delfinario.
Sul sito
www.Trieste.com stanno raccogliendo testimonianze contro questa iniziativa, in modo da far pressione sull'aministrazione locale.

Chi vuole inviare il proprio parere puo' farlo scrivendo direttamente nel sito:

http://www.trieste.com/campagne/delfinario.php


Grazie a tutti per la partecipazione,

Marina Berati

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categoria:petizioni
lunedì, agosto 22, 2005

Nuove norme per la difesa del mare

22 Agosto 2005 - Nuove severe misure a difesa del mare sono state varate recentemente dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli. Sono misure che riguardano le imbarcazioni da diporto ed intendono tutelare sia i bagnanti che la qualità delle acque soprattutto nelle zone più delicate.
Con la nuova direttiva pervenuta alle Capitanerie di Porto viene regolamentato lo svuotamento in mare dei servizi igienici della barca. Non si potrà effettuare questo tipo di operazione all’interno di approdi, ormeggi, nelle are marine situate davanti alle spiagge ed in ogni modo entro le tre miglia dalla costa.
Le necessarie operazioni di scarico si potranno effettuare oltre le tre miglia dalla costa in navigazione con rotta fissa ed alla massima velocità consentita. Il Ministro con una direttiva alle Capitanerie di Porto ed agli Uffici Circondariali Marittimi chiede che vengano emanate delle ordinanze per l’applicazione di queste nuove norme già a partire dalla stagione in corso.
Oltre ai controlli sulla nautica da diporto le motovedette della Capitaneria di Porto effettueranno particolari controlli nelle aree marine protette. Saranno controlli molto rigorosi con nessuna tolleranza per comportamenti non corretti verso il delicato ambiente marino. Le aree marine protette che saranno oggetto di una rigorosa sorveglianza sono, le isole Tremiti, Portofino, le Ciclopi, Capo Rizzuto, Baia, Torre Guaceto, Pianosa, l’sola di Ustica, Porto Cesareo, Capo Carbonara, la penisola del Sinis, isole Egadi, isola di Mal di Ventre, Punta Campanelle, Cinque Terre, Capo Gallo, Capo Caccia, isola dell’Asinara, Tavolara, Pelagie, Tor Paterno, Miramare, Gaiola.

A cura di
Claudio Gallucci

www.mareinitaly.it

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domenica, agosto 21, 2005
Alimenti: Allarme da Hong Kong, anguille cinesi a rischio cancro

Hong Kong, 19 ago. 2005 - Anguille cinesi a rischio cancro. L'allarme arriva dalle autorità sanitarie di Hong Kong, dove specifici test di laboratorio condotti su questi pesci importati dalla Cina hanno confermato la presenza del verde malachite: un sostanza chimica con proprietà antiparassitarie, che puo causare tumori e che è stata vietata in Usa e in Ue.

Il segretario di Hong Kong per la Sanità, York Chow, invita i cittadini alla prudenza. Ogni anno, infatti, Hong Kong importa dalla Cina oltre 500 tonnellate di anguille, tanto che il 90% delle anguille surgelate vendute sul territorio sono proprio di provenienza cinese. Sempre in questi giorni il governo di Hong Kong aveva messo in guardia i suoi cittadini anche contro la carne di maiale in arrivo dalla Cina, dopo che un caso di febbre suina e stato confermato in un macellaio di un supermercato.

(Red-Opa/Adnkronos Salute)

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