venerdì, settembre 30, 2005

CINEMA: DELFINI-MARINES NEL CAST DEL PROSSIMO FILM DISNEY
Animali addestrati, aiuto dalla computer grafica

30 settembre 2005 - Gli animali-soldato saranno i protagonisti del prossimo film della Walt Disney. La casa di Topolino ha affidato agli sceneggiatori Brent Maddock e Steve Wilson il compito di scrivere una storia con soggetto gli animali utilizzati nel Programma Mammiferi Marini della Marina Militare americana. Si tratta di leoni marini e delfini, vere e proprie armi da guerra addestrate a San Diego (dove verra ambientata la pellicola) in grado di allertare i militari della presenza di un nemico, di immobilizzarlo sottacqua piazzandogli una sorta di 'manetta' sulle gambe collegata a una boa in superficie, o, se necessario, di inseguirlo a terra.
La prima recluta e' stata arruolata nel 1960 ma le prime missioni ufficiali risalgano alla Guerra del Vietnam. Da allora delfini e otarie sono stati utilizzati dai militari americani nelle acque del Golfo per lo sminamento e alcune otarie sono state utilizzate nel Golfo Persico per difendere la navi da Guerra americane dagli attacchi di mine e sabotatori. Altri mammiferi marini vengono invece utilizzati come incursori: sul loro dorso vengono piazzate delle cariche esplosive magnetiche che vengono attaccate alla chiglia della nave 'bersaglio' Ai produttori della pellicola, che sara' live-action anche se l'aiuto della computer grafica sara' indispensabile, manca solo un regista.

(ANSA)

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giovedì, settembre 29, 2005

Italia aderisce ad Accordo "Accobams" per difesa cetacei

Roma, 29 settembre 2005 - La salvaguardia di delfini e balene fa un passo avanti. L'Italia e' entrata ufficialmente a far parte di Accobams, l'accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mediterraneo e della zona atlantica adiacente, che include altri 17 Paesi (Albania, Bulgaria, Croazia, Francia, Georgia, Grecia, Libano, Libia, Malta, Monaco, Marocco, Portogallo, Romania, Spagna, Siria, Tunisia, Ucraina).
La collaborazione con il nostro Paese, in realta', e' stata avviata anni fa, sottolinea una nota del Segretariato di Accobams. Il ministero dell'Ambiente italiano ha, infatti, ''sempre contribuito alla crescita dell'Accordo'', sostenendo le attivita' scientifiche. L'ultimo esempio, in ordine di tempo, quello del corso di formazione sulle tecniche di monitoraggio dei cetacei svoltosi all'Isola d'Elba quest'estate.

(ANSA)

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giovedì, settembre 29, 2005

GIAPPONE:DA ABISSI DEL PACIFICO EMERGE CALAMARO GIGANTE
Grande come un autobus, è stato fotografato da due ricercatori

29 settembre 2005 - Prima si e' avventato sull'enorme esca calata a 900 metri di profondita' nelle gelide acque del Pacifico settentrionale, poi ha iniziato a volteggiare coi suoi lunghissimi tentacoli e a risalire inesorabilmente come se stesse cercando l'altro capo dell'esca per liberarsene. Arrivato a qualche decina di metri dalla superficie ha lanciato i suoi lunghissimi tentacoli fino a che non e' riuscito ad agganciare la barca incollando le sue ventose alla fiancata. Ha allora ingaggiato una furiosa battaglia per liberarsi, ma dopo cinque ore ha mollato e riguadagnato i fondali e la liberta' lasciando in superficie il lungo tentacolo.
Sequenza dopo sequenza, un esemplare di ''Architeutis Princeps'', un calamaro gigante grande piu' di un autobus di otto metri, e' apparso oggi sugli schermi della tv giapponese che, anche se solo per pochi minuti, ha mandato in onda l'impressionante danza sottomarina ripresa da due scienziati di Tokyo.
L' incredibile scoop fotografico e' stato infatti realizzato da Tsunemi Kubodera, del Museo nazionale della scienza, e da Kyoichi Mori, che fa parte di un gruppo per l' osservazione delle balene, nel settembre di un anno fa. Ma solo oggi la notizia e' volata da Londra a Tokyo, dopo l'annuncio ufficiale della scoperta sulla rivista specializzata inglese ''Proceedings of the Royal Society''.
''E' stato emozionante fotografare i tentacoli del calamaro'', ha raccontato alla BBC Tsunemi Kubodera uno dei due ricercatori che sorvegliava le acque delle isole Ogasawara a circa mille chilometri da Tokyo.
I due giapponesi erano come sempre in balia della sorte e delle idilliache acque delle 'Galapagos d'oriente' aspettando il passaggio di qualche essere marino eccezionale, quando la loro macchina fotografica ha avvistato un tentacolo della gigantesca creatura marina e ha iniziato ad intravedere l'impressionante silhouette che si muoveva a un chilometro circa di profondita' e saliva inesorabile verso l'alto, fino a legarsi con un tentacolo alla barca.
Tsunemi Kubodera e Kyochi Mori hanno scattato 500 foto, senza, a quanto pare, perdere la calma e da bravi giapponesi hanno aspettato un anno prima di annunciare la formidabile scoperta scientifica, inviando tutta la documentazione alla prestigiosa Royal Society di Londra.
Il calamaro '' architeuthis'' ha combattuto per oltre cinque ore per sganciare il suo tentacolo impigliato nella barca, ma poi ha dovuto cedere e, per tornare libero nei fondali dell' oceano, ha dovuto rinunciare e lasciare ai due esperti giapponesi una prova della sua incredibile corporatura. Prova che ha fatto riflettere gli esperti per oltre un anno sull' esistenza di questa creatura gigante , mai vista prima e chissa' da quanti anni ''guerriera'' del Pacifico.
Un calamaro cosi' aggressivo non si era mai visto, hanno testimoniato i due scienziati giapponesi, che da oggi sono sotto il fuoco di fila di giornalisti e curiosi, disegnando un grafico che mostra questo ''colossale'' calamaro, forse il piu' grande e il piu' temuto abitatore degli abissi.
La specie 'architeuthis' e' conosciuta dagli esperti per essere una grande predatrice del mondo blu. La caratteristica piu' impressionante dei calamari giganti e' la coppia di lunghissimi tentacoli, distinti dagli otto piu' corti, hanno spiegato i due ricercatori precisando che, negli esemplari morti studiati finora, tali tentacoli costituivano i due/terzi della lunghezza totale.

Il calamaro gigante, secondo il biologo e faunista marino Sergio Angeletti, puo' raggiungere anche la misura di 26 metri, compresi i tentacoli (che da soli possono arrivare a 16 metri) e un peso di 8 tonnellate. Ma il record lo detengono i suoi occhi, ognuno dei quali puo' avere un diametro anche pari a 80 centimetri.
Un paio di modelli in polistirolo sono esposti al Museo di Storia Naturale di New York e al Museo Oceanografico di Montecarlo.
I calamari di 15 metri - sempre secondo Angeletti - hanno ventose di mezzo metro di diametro con un bordo di aculei cornei assai taglienti. ''La cosa e' singolare - afferma ancora il malacologo - poiche' nell'800, essendo state osservate sulla pelle dei capodogli cicatrici circolari fino a 1,30 metri, ritenendo il rapporto di accrescimento costante, gli studiosi dell'epoca avevano immaginato mostri di 259 metri e di oltre 1000 tonnellate. Ma la spiegazione delle cicatrici giganti e' molto piu' semplice: si trattava evidentemente di vecchie ferite sulla pelle di capodogli piccoli, la cui traccia si sarebbe accresciuta con la crescita dell'animale''.
Angeletti rivela che, essendo questo animale preda (oltre che predatore) dei capodogli, l'ambra grigia che viene trovata nello stomaco dei capodogli, altro non sarebbe che il becco mal digerito dei calamari giganti che forma un grosso calcolo nello stomaco di questi cetacei.
''Proprio il rapporto preda-predato con i capodogli - dice ancora il biologo milanese - spiega anche i tanti disegni dei secoli passati in cui si vede un veliero avvolto dai tentacoli di una piovra gigante. In realta' - osserva - la chiglia di una caravella somiglia molto, vista dal basso, al corpo di un capodoglio: ecco spiegati i disegni, frutto del ricordo di qualche scampato. E non si trattava di piovre, e nemmeno di grossi serpenti di mare, anche se la parte terminale del tentacolo del calamaro, si apre a triangolo, somigliando proprio alla testa di un cobra''.
Tornando a tempi piu' vicini a noi, Angeletti cita il caso riferito dai 12 naufraghi della nave per trasporto truppe 'Britannia', affondata dai tedeschi il 23 marzo 1941 al largo di Freetown. I militari riferirono che un loro compagno fu trascinato in mare dalla zattera e sbranato in meno di 30 secondi.

(ANSA)

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mercoledì, settembre 28, 2005

UN SATELLITE PER SALVARE... LO SQUALO BALENA
Il gigante dei mari spiato sott'acqua a meno mille metri

28 settembre 2005 - Lo squalo balena, il pesce piu' grande del mondo, puo' raggiungere i 20 metri di lunghezza e corre seriamente il rischio di estinguersi. Le ultime novita' sul 'gigante gentile' dei mari caldi, sulle sue abitudini alimentari, arrivano dalla barriera corallina del Belize, la seconda piu' grande al mondo che e' anche stata dichiarata Patrimonio dell'Umanita' dalle Nazioni Unite. Alcuni ricercatori hanno seguito le tracce degli squali balena mentre scendevano a mille metri di profondita' in cerca di cibo, grazie a trasmettitori elettronici piazzati sul dorso di alcuni esemplari.
Lo studio e' stato pubblicato dalla Wildlife Conservation Society e da scienziati dell'Universita' di York sul Royal Society Journal Interface. Secondo gli esperti queste informazioni potranno essere utili per pianificare attivita' ecoturistiche come il whale-watching. ''I nostri studi hanno mostrato che gli squali vivono a una profondita' maggiore di quella che credevamo. Addirittura quando sono a caccia di cibo arrivano fino a mille metri'' dice Rachel Graham, della Wildlife Conservation Society. ''A quella profondita' - continua l' esperta - la temperatura dell'acqua e' poco superiore agli zero gradi e questo spiega perche', nonostante vivano nei caldi mari tropicali, gli squali balena abbiano uno spesso strato di grasso appena sotto la pelle. Sono anni che gli scienziati cercavano spiegazioni a questa strana caratteristica degli enormi pesci''.
Durante la notte gli squali rimangono in acque poco profonde per nutrirsi di plancton, riservandosi di raggiungere le acque profonde e piu' fredde nelle ore calde. Spesso queste immersioni si concludono con una risalita velocissima, forse per assimilare in breve tempo una grande quantita' di ossigeno dopo aver trascorso molto tempo in acque meno ossigenate. Le notti di luna piena per gli squali balena sono vere e proprie 'notti bianche': interi branchi di 'cubera snapper', pesci della famiglia dei perciformi, si avvicinano alla costa per deporre le uova, di cui gli squali balena sono ghiotti. Ed e' stato proprio durante uno di questi banchetti che gli scienziati hanno posizionato i segnalatori.
Essi lanciavano a intervalli regolari aggiornamenti sulla temperatura, la pressione dell'acqua e la luminosita'. Questi apparecchi sono programmati per staccarsi dagli animali dopo un determinato periodo di tempo in modo che possano inviare i dati raccolti tramite un'e-mail spedita via satellite. Lo squalo balena (Rhincodon typus) nonostante la sua imponente stazza si nutre di plancton e la sua lentezza lo rende vulnerabile alle reti e agli arpioni dei pescatori. L'Unione Mondiale per la Conservazione (IUCN) l'ha inserito nella sua Lista Rossa delle specie minacciate come 'vulnerabile'. A causa della grande richiesta delle sue pinne per scopi alimentari, il loro commercio e' ora controllato dalla CITES, la Convenzione Internazionale che regola il commercio delle specie in pericolo.
In diverse parti del mondo - oltre al Belize nelle Filippine o nella riserva di Cape Range nella western Australia - sta crescendo un nuovo approccio, anche commerciale, verso lo squalo balena: quello del turismo legato all'osservazione in natura di questi pacifici giganti.
''La comprensione del comportamento degli squali balena nelle profondita' degli oceani ci aiutera' a sviluppare politiche di conservazione che minimizzeranno l'impatto del turismo su di essi'' ha dichiarato Rachel Graham. ''Ora sappiamo che e' importante difendere le zone di deposizione delle uova dei Cubera snapper per aiutare la conservazione dello squalo balena''.

(ANSA).

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mercoledì, settembre 28, 2005

PESCA A STRASCICO, ALEMANNO LA PROROGA A LAMPEDUSA
Lav attacca la "decisione irresponsabile" del Ministro delle Politiche Agricole

28 settembre 2005 - 18 armatori potranno continuare ad esercitare la pesca a strascico a largo di Lampedusa fino al 31 ottobre. Lo prevede una deroga del Ministro delle Politiche Agricole, On. Gianni Alemanno, pubblicata recentemente sulla Gazzetta ufficiale.
“Qualche lobby ha evidentemente tirato la giacchetta del Ministro, che si è subito affrettato ad emanare un decreto ad hoc - commenta Ennio Bonfanti, responsabile LAV settore Fauna -. Ancora una volta assistiamo ad un provvedimento nefasto di smantellamento progressivo delle regole della pesca marittima che va ad assecondare solo il profitto immediato piuttosto che mirare alla razionale tutela delle popolazioni ittiche. E’ irresponsabile autorizzare la pesca a strascico in ecosistemi così preziosi come i fondali delle Pelagie, in quanto l’impatto ambientale sarà disastroso”.
La LAV, infatti, ricorda come da autorevoli rapporti scientifici emerga che gli habitat dei fondali marini sono devastati dall'erosione meccanica esercitata nella pesca a strascico. Da tali studi risulta che il recupero di habitat così danneggiati è impossibile o molto lento e difficile. È pertanto opportuno vietare l'uso di reti a strascico e di attrezzi analoghi, tenuto conto che i pescherecci potranno continuare a pescare con attrezzi da traino che non vengono a contatto con il fondale ed altri attrezzi fissi.
“Le imbarcazioni a strascico rastrellano letteralmente i fondali distruggendo in larga parte l'ecosistema e le rare comunità di pesci – denuncia Maria Teresa D’Agostino, responsabile LAV settore Pesca e Itticoltura – ed il danno è paragonabile a quello di un bulldozer sulla foresta amazzonica. Si tratta di un tipo di pesca estremamente dannosa specie se praticata sottocosta ed a profondità inferiori a 50 metri, dove distrugge fondali, aree di riproduzione ed uccide le forme giovanili che si sviluppano in quegli ambienti”.
“In Sicilia la pesca è gestita ad uso e consumo delle istanze lobbistiche protese più a raschiare il fondo del barile nell'immediato, piuttosto che ad evitare il collasso delle popolazioni ittiche del Mediterraneo: prima le micidiali deroghe per la pesca del novellame – ricorda Ennio Bonfanti -, inopinatamente autorizzate dall’Assessore regionale Lo Monte; poi l’illegittimo decreto assessoriale sulle reti ferrettare per aggirare il divieto delle spadare, annullato dal TAR a seguito di ricorso della LAV. Ora la pesca a strascico consentita dal Ministro Alemanno! L'ambiente marino, considerato troppo spesso 'zona franca' in cui tutto sarebbe lecito, non può tollerare ulteriori saccheggi con sistemi di pesca inaccettabili e politiche sconsiderate come quelle attuate dalla Regione e dal Ministero”.

www.animalieanimali.it

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martedì, settembre 27, 2005

ALLARME, DELFINI "MILITARI" FORSE LIBERI IN GOLFO MESSICO
Sono stati addestrati a sparare ad attentatori subacquei

27 settembre 2005 - I delfini certamente sono tra gli animali piú amati da grandi e bambini. Quelli dell'esercito americano, peró, potrebbero trasformarsi in un grave pericolo per gli abitanti della regione del golfo. Secondo quanto riportato dal Guardian, alcuni delfini dell'esercito statunitense, addestrati per proteggere navi militari da terroristi subacquei e per identificare eventuali spie, potrebbero infatti essere stati liberati dall'uragano Katrina. Equipaggiati di "dardi tossici", i delfini potrebbero ora sparare a surfisti o subacquei scambiandoli per "nemici".
Secondo il quotidiano, trentasei delfini erano stanziati nel golfo del Messico, e i container dove erano tenuti sono stati danneggiati durante l'uragano. Questi animali vengono di solito controllati con apparecchi radar, e la domanda che ora preoccupa gli esperti è: "i delfini sono stati messi al sicuro prima di Katrina oppure no?". L'esercito non ha confermato alcuna sparizione.
La Marina americana inzió ad utilizzare delfini in operazioni militari nel 1989, controllando gli animali tramite elettrodi impiantati sotto la pelle. Per effetto della forte opposizione degli animalisti, le operazioni di "Cetacean Intelligence" sono divenute sempre piú segrete nel corso degli anni ma non sono affatto cessate. Stando a quanto riportato dai giornali, i delfini sono stati utilizzati anche per stanare le mine nascoste nei porti iracheni.

(Apc)

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lunedì, settembre 26, 2005

Ritorno in superficie

25 Settembre 2005 - È riuscita l’impresa sottomarina di Stefano Barbaresi e Stefania Mensa, i due coraggiosi sub che per ben dieci giorni hanno vissuto 24 ore su 24 in un apposito habitat allestito per loro nei fondali dell’isola di Ponza.
Si trattava di una prova scientifica per valutare le reazioni dell’organismo umano in condizioni “estreme”. I due sono stati costantemente seguiti da uno staff medico formato da numerosi specialisti. L’esperimento faceva parte del “Progetto abissi: la casa in fondo al mare” da una idea dell’“Explorer Team Pellicano” di Roma.
I protagonisti di questa formidabile esperienza sono riemersi tra i festeggiamenti di un gran numero di persone, giornalisti di tutto il mondo, esperti e semplici curiosi, che hanno accolto i due sub con un fragoroso applauso. In loro onore hanno suonato le sirene dei carabinieri e sono stati lanciati in cielo dei fuochi artificiali.
Prima di riemergere i due, compagni anche nella vita, si sono sottoposti a 6 ore e mezzo di decompressione. Buone le loro condizioni fisiche e forte l’entusiasmo per la difficile impresa portata a termine che segna un nuovo record di permanenza in fondo al mare.
Durante i dieci giorni trascorsi sott’acqua non hanno avuto particolari problemi, hanno dormito in apposite reti agganciate al fondo marino ed hanno usato un’apposita campana a tenuta stagna per i pasti, i bisogni fisiologici ed i controlli medici.
Adesso gli importanti dati raccolti durante l’esperimento saranno oggetto di studio da parte di qualificati ricercatori scientifici. Una replica della fantastica esperienza è prevista per il prossimo hanno e si pensa di trasformarla in un vero e proprio “reality show” con la presenza di più persone riprese costantemente dalle telecamere.

A cura di
Claudio Gallucci
www.mareinitaly.it

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domenica, settembre 25, 2005

E' SENZA LICENZA, "ZOOMARINE DEVE ESSERE CHIUSO"
Provincia di Roma ed associazioni animaliste si appellano a Ministro Matteoli contro l'impianto aperto a Torvaianica

24 settembre 2005 - ''Lo Zoo-Marine di Torvaianica ha aperto da sette giorni ma non ha l'autorizzazione necessaria per farlo. E' dunque una struttura aperta abusivamente e deve essere chiusa. Attendiamo che il ministero dell'Ambiente attivi le procedure di chiusura e applichi le relative sanzioni amministrative''. Lo ha dichiarato l'assessore all'Ambiente della Provincia di Roma Loredana De Petris.
L'assessore questa mattina ha presentato un dossier-denuncia sullo zoo delfinario della societa' 'Mundo Acquatico' nel corso di una conferenza stampa con proiezione di un video cui erano presenti anche Giovanni Guadagna, responsabile nazionale settore zoo e circhi della Lega Antivivisezione, Paolo Spicacci, coordinatore regionale dell'Ente Nazionale Protezione Animali per il Lazio e Daniela Britti dell'associazione Animalisti Italiani. Nel video si vedono delfini che piroettano a ritmo di sala e merengue e leoni marini che, all'interno dello zoo marine, ciondolano come clown.
''Non c'e' nessun accanimento - ha detto De Petris - ma semplicemente la nostra e' una richiesta perche' venga rispettata una legge dello Stato''. La contestazione alla struttura, iniziata fin dalla scelta dei terreni sui qual costruirla, si basa sul decreto legislativo n.73 entrato in vigore il 17 maggio scorso secondo il quale ''qualsiasi nuova struttura zoologica deve avere l'autorizzazione all'apertura decisa per decreto dal ministro dell'Ambiente di concerto con i ministri della Salute e delle Politiche Agricole''. ''Ma ad oggi questa autorizzazione non c'e' - ha ribadito ancora l'assessore - ce lo ha confermato proprio questa mattina anche il direttore generale del ministero dell'Ambiente Aldo Cosentino''.
Lo stop allo Zoo Marine puo' prevedere anche la sanzione da 15 a 90 mila euro ed il trasferimento degli animali. La chiusura della struttura, dove per entrare si pagano 21 euro, e' stato chiesta anche da Giovanni Guadagna. ''Mi chiedo che tipo di tranquillita' e quale grado di protezione siano garantiti a tutti gli animali dello Zoo Marine - ha detto il responsabile della Lega Antivivisezione - visto che il delfinario si trova a due passi da Pratica di Mare con i rumori degli aerei che li' vi atterrano e vi decollano, alle porte tra l'altro della capitale.
Provocatoriamente da oggi abbiamo aperto un contatore nel nostro sito www.infolab.com per contare i giorni che passano fino alla sua chiusura''.
''La legge 73 - ha aggiunto la De Petris - vieta di far assumere comportamenti innaturali agli animali e prevede la netta separazione anche con l'attivita' ludiche proprie di un acquafun. Altro che benessere psicofisico, altro che recupero dei cetacei spiaggiati in una struttura specifica che ancora non c'e'. Qui siamo di fronte - ha concluso l'assessore - ad un'operazione commerciale per la quale gli animali sono solo un mezzo da sfruttare. Abbiamo aspettato sette giorni prima di denunciare l'abuso perche' dopo questo periodo la normativa impone la chiusura degli impianti. Se non accadra' nulla, presentero' anche un ricorso in sede amministrativa''.

(ANSA)

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sabato, settembre 24, 2005

Marinerie aperte

23 Settembre 2005 - Nell’ultimo fine settimana di settembre (sabato 24 e domenica 25) e nel primo di ottobre (sabato 1 e domenica 2) tutte e nove le marinerie della riviera emiliano romagnola si apriranno alla visita.
Sono i luoghi straordinari dove vive e lavora la gente di mare. Dove la storia, la cultura e le tradizioni dei pescatori sono vive ed affascinanti, per quanto sconosciute ed a volte addirittura misteriose come le leggende che aleggiano attorno al mare, soprattutto quando si spengono i riflettori della stagione estiva.
Marinerie aperte vuole fare conoscere proprio questa realtà più intima, nascosta e profonda del nostro mare, di quella “fascia” di terra che ospita i porti, i fari, gli attrezzi della pesca e le imbarcazioni.
Un fitto calendario di attività turistico-culturali, ludiche e gastronomiche renderanno visibili, ma anche vivibili le nostre marinerie. Accompagnati dai pescatori stessi, da esperti del settore e personale preparato i turisti avranno la possibilità di sperimentare itinerari, incontri, laboratori ed eventi (molti dei quali specifici per bambini), diversi e unici per ogni singola marineria.
Nel doppio fine settimana sarà quindi possibile “trovare aperti” e visitare imbarcazioni da pesca, laboratori artigiani, cantieri navali, mercati ittici, mostre tematiche e musei legati al mare ed assaggiare direttamente in loco alcune prelibatezze gastronomiche a base di pesce che fanno di questa area d’Italia anche un vero e proprio “giacimento” del buon gusto.
L’iniziativa, coordinata dalla Regione Emilia Romagna - Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche, coinvolge tutte le nove marinerie della regione (da Nord a Sud): Goro, Comacchio-Porto Garibaldi, Marina di Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione e Cattolica.


Si parte da Goro (sabato 24 settembre e sabato 1 ottobre) con il “Circuito della vongola verace”, fra uscite in mare aperto per andare a raccogliere le vongole per poi gustarle, cucinate da abili pescatori.
Porto Garibaldi e Comacchio (domenica 25 settembre e domenica 2 ottobre) rappresentano “Le valli e il mare” ed il programma prevede, tra l’altro, la visita al mercato ittico ed al retificio di Porto Garibaldi, la visita in barca al Museo delle Valli, ma anche romantiche “passeggiate” lungo i canali di Comacchio a bordo delle tipiche imbarcazioni del Delta del Po. Ed ancora incontri, mostre e degustazioni del prodotto tipico della zona: l’anguilla.
A Marina di Ravenna (domenica 25 settembre e domenica 2 ottobre) i protagonisti saranno i “Mitili dei pescatori subacquei”, attraverso degustazioni, mostra fotografica, incontri con autori di libri sulla fauna marina, proiezioni di filmati sulle suggestioni dei fondali di questa parte di Adriatico.
Per Cervia (sabato 24 settembre e sabato 1 ottobre) “Il pesce e il sale” è un binomio inscindibile, o quasi, vista la presenza delle famose saline. Brevi lezioni di cucina, esperienza di pescaturismo a bordo di pescherecci, laboratori per bambini e degustazioni di pesce, visite ai luoghi della pesca ed alle saline sono gli ingredienti per questa località. Inoltre, sarà possibile visitare “Sestarte” una mostra d’arte, appositamente allestita per Marinerie Aperte, che testimonia come i giovani artisti vedono il mare.
A Cesenatico (domenica 25 settembre e domenica 2 ottobre) la protagonista è la “Canocchia dello strascico”: da non perdere le lezioni per cucinarla ma anche le degustazioni. E poi uscite in barca, la visita al bellissimo porto disegnato da Leonardo Da Vinci e all’ampliato Museo della Marineria.
A Bellaria-Igea Marina (sabato 24 settembre e sabato 1 ottobre) abili pescatori insegnano le caratteristiche della “Piccola pesca” attraverso visite guidate, mostre e dimostrazioni della “sbroccatura” delle reti (raccolta dei pesci dalle reti).
Rimini (Sabato 24 settembre e Sabato 1 ottobre) rende omaggio al “Pesce azzurro” con degustazioni, visite alle imbarcazioni, scuola di cucina e diverse iniziative dedicate ai bambini.
“La Saviolina e le altre” saranno in bella mostra a Riccione (domenica 25 settembre e domenica 2 ottobre). Si tratta del raduno delle imbarcazioni storiche della “Mariegola delle Romagne”. Inoltre la scuola di nodi e di vela e le degustazioni dei prodotti ittici locali.
Infine, per ordine puramente geografico, a Cattolica (Sabato 24 settembre e sabato 1 ottobre) la regina sarà la “Vongola poveraccia”, da degustare ma anche da conoscere attraverso visite ai luoghi della marinerie, incontri ed esperienze didattiche per bambini.
A tutti i partecipanti alle attività di Marinerie Aperte sarà data in omaggio la nuovissima “Guida ai luoghi della pesca della Regione Emilia-Romagna”.
Tutti gli eventi sono gratuiti perché Marinerie Aperte è finanziato dal progetto europeo “Marimed - la Pesca come fattore di sviluppo del Turismo sostenibile” approvato nell’ambito del Programma di Iniziativa Comunitaria INTERREG IIIB Medocc mediante l’apporto del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Oltre all’Italia vi partecipano Francia e Spagna con soggetti pubblici e privati.
L’obiettivo del progetto biennale (si concluderà nel maggio del 2006) è quello di favorire la collaborazione tra la pesca ed il turismo ed arricchire l’offerta turistica con nuove opportunità al fine di promuovere e valorizzare il patrimonio naturale, culturale e sociale dei porti del Mare Mediterraneo.
In caso di maltempo le attività all’aperto saranno annullate.
Per informazioni e prenotazioni: telefono 051 283013 (segreteria organizzativa operativa dal 01/09/05 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00).

www.mareinitaly.it

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venerdì, settembre 23, 2005

Mangiare sui cuscini (o sotto)

La chiamano "stella cuscino" per il suo aspetto gonfio e panciuto. La Choriaster granulatus è una grande stella marina che può raggiungere un diametro di 25 centimetri. Vive sulla barriera corallina e nei fondali della zona Indo-pacifica: si può incontrare infatti dalla costa orientale africana fino all'Oceano Pacifico occidentale.

Si nutre di animali morti e di "detriti", come viene chiamato il materiale organico decomposto che proviene principalmente dalle piante. Ma essa stessa può dar da mangiare ad altri abitanti del mare: è il caso di un gamberetto "commensale" (Periclimenes soror) che vive letteralmente sotto la stella, che comunque non ne trae né giovamento né danneggiamento.

tratto da www.focus.it

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venerdì, settembre 23, 2005

PESCA ABUSIVA VONGOLE MARGHERA, E' GUERRA INFINITA
In meno di cinque anni ben 150 arresti

23 settembre 2005 - Nuovo blitz del Nucleo Natanti dei carabinieri di Venezia contro il fenomeno della pesca abusiva di vongole nelle acque del Petrolchimico di Marghera, dove le analisi hanno riscontrato un'alta percentuale di sostanze inquinanti (mercurio e piombo). Risultato: sequestrate tre imbarcazioni e oltre 6 tonnellate di vongole, 10 persone denunciate.
Con quella di stanotte si e' di fatto perso il conto delle operazioni, delle denunce e del numero di tonnellate di molluschi sottratti al mercato e pescati in acque della laguna considerate ad alto grado di tossicita'. L'intervento odierno e' di fatto un'operazione-fotocopia di molte altre del passato che ha portato anche a moltissimi arresti tutti compiuti dai carabinieri. Negli ultimi anni sono stati circa 150 i pescatori di Chioggia finiti in carcere per il traffico di vongole tossiche (50 le tonnellate sequestrate), mentre piu' di 200 le persone denunciate e decine le cooperative coinvolte.
I militari dell'Arma lagunare hanno aumentato i controlli, ma nonostante cio' i ''caparozzolari'' proseguono nella loro attivita', uscendo di notte e caricando le barche di molluschi provenienti da acque vietate che vanno a finire sulle tavole.
Per i consumatori c'e' cosi' il rischio che le vongole non siano ''doc''. Un timore alimentato dal fatto che le attivita' di controllo dei carabinieri hanno spesso riguardato pescatori appartenenti a cooperative regolari di Chioggia che avevano pescato abusivamente nella acque a ridosso del Petrolchimico e in altre zone a rischio. Secondo stime ufficiose, alla luce anche dei quantitativi sequestrati, fanno pensare ad un giro composto da migliaia di tonnellate di prodotto potenzialmente dannoso, tanto che alcuni campioni delle vongole sequestrate alle analisi sono risultati tanto inquinati da non poter mai essere ''depurati''. Come e' risultato dalle indagini, la merce veniva comunque immessa sul mercato con documentazione, anche sanitaria, falsificata.
L'avvio della lotta su larga scala contro la pesca abusiva risale a diversi anni fa, ma dal 2000 ad oggi ha ottenuto significativi risultati. Questi i blitz piu' importanti: 29 LUGLIO 2000: Una quarantina di persone, tra cui 8 titolari di aziende di pesca e 2 proprietari di centri di vendita di molluschi, vengono denunciati. L'accusa e' di aver immesso sul mercato tonnellate di vongole falsificando i timbri e di fatto saltando i necessari controlli sanitari.

15 DICEMBRE 2001: Arrestati 7 pescatori (altri 45 denunciati) ai quali era stata gia' revocata la licenza di pesca.
Sequestrati 80 mila kg di vongole.
3 GIUGNO 2002: Arrestati 22 soci della cooperativa Nettuno per commercio di 2.800.000 chili di vongole pescate abusivamente (guadagno di 15 mln euro).
9 AGOSTO: Altre 3 arresti legati all'operazione del 3 giugno.
6 NOVEMBRE 2003: Arrestato il titolare della cooperativa Calipso di Chioggia, per aver venduto 150 mila chili di vongole (valore 750 mila euro) pescate abusivamente.
20 NOVEMBRE: Arrestato il legale rappresentante della cooperativa Alba Marina per aver immesso sul mercato in due mesi 50 mila kg di vongole tossiche (valore di 200 mila euro).
15 GENNAIO 2004: Tre arresti per ricettazione di ingenti quantita' di vongole proibite.
27 GENNAIO: Arrestati presidente e 4 soci cooperativa Katia pesca per aver venduto in 6 mesi 1500 tonnellate di vongole.
4 MARZO: Arrestati 7 soci Industrie ittiche Alto Adriatico creata per l'accusa allo scopo di vendere vongole tossiche.
23 MARZO: 5 arresti tra cui il socio occulto gestore della cooperativa Nettuno (22 arresti il 3 giugno 2002).
10 LUGLIO: 21 persone arrestate, tra cui il presidente e soci della Cooperativa Imperial. 300 tonnellate di merce abusivamente commercializzata per un giro d'affari all'ingrosso di un milione di euro. Dal 2000 vendute quasi 1500 tonnellate di vongole pescate abusivamente.
17 FEBBRAIO 2005: 7 arresti per aver venduto notevoli quantitativi di vongole ritenute estremamente tossiche.
2 LUGLIO: 9 arresti per un traffico di un ingente quantitativo di vongole prelevate inquinate.

(ANSA)

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giovedì, settembre 22, 2005

Traversata dell’Atlantico a remi

21 Settembre 2005 - Dopo il fallimento dello scorso anno Alex Bellini ci riprova. Quella che tenterà di nuovo quest’anno non è un impresa da poco, siamo veramente al limite delle possibilità umane.
Si tratta di attraversare, senza scalo, senza appoggio ed in solitaria, il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico utilizzando una speciale imbarcazioni a remi.
Alex Bellini è un atleta tenace originario di Aprica (Sondrio) che non si preoccupa del fatto che dovrà remare per ben 14 -15 ore al giorno. Lo scorso anno l’impresa fallì sugli scogli dell’isola di Formentera, alle Baleari, a causa del cattivo funzionamento dei pannelli solari che alimentavano la strumentazione di bordo. L’instancabile rematore aveva già percorso quasi mille chilometri in 23 giorni affrontando condizioni meteomarine veramente difficili.
Per l’impresa di quest’anno Bellini ha a disposizione una nuova imbarcazione, meno pesante della precedente, con cui dovrà percorrere gli 8.300 chilometri che lo separano da Fortaleza in Brasile. Il tempo della traversata viene stimato in 150-180 giorni.
L’impresa è ufficialmente iniziata il 18 settembre con la partenza da Genova e precisamente dal monumento di Quarto da dove partì anche la mitica impresa di Garibaldi. A salutare il formidabile atleta centinaia di entusiasti tifosi che lo hanno rumorosamente incitato.
Il rematore solitario ha dichiarato di essersi preparato meticolosamente e di non temere la noia e lo stress che pensa di sconfiggere ascoltando musica o con la lettura di un bel libro di avventure.
L’incredibile impresa chiamata “Grafoplast-Al-One 2005” potrà anche essere seguita su di un sito internet dove Bellini terrà un diario di bordo costantemente aggiornato tramite palmare: http://www.alexbellini.it .

www.mareinitaly.it

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