Quanto è musicale una balena?
di Dario Martinelli
"Gli animali cantano?": ecco una domanda alla quale almeno una dozzina di discipline scientifiche sono interessate a rispondere. Da quando il meccanicismo e il behaviourismo più radicali hanno cominciato - e giustamente - a perdere credibilità scientifica, il problema dei comportamenti estetici e - come dire - 'non solo utili' negli animali non umani si è reso sempre più spesso oggetto di discussioni interdisciplinari. Opinioni a riguardo provengono democraticamente dalla biologia e dalla semiotica, dalla psicologia e dalla filosofia. Alla fin fine - curiosamente - chi si occupa poco di musica animale è proprio la musicologia.
François Bernard Mâche, uno dei pochi a sottrarsi alla consuetudine antropocentrica della moderna musicologia (è a lui che si deve il conio del termine "zoomusicologia"), ritiene che la responsabilità principale sia da attribuirsi alla crescente sfiducia accademica nei confronti della cosiddetta universalità del fenomeno musicale, sfiducia che ha conosciuto il suo picco all'inizio del XX secolo. In altre parole, da Rameau a Schoenberg, la musica si è trasformata da entità persino trascendentale (si parlava di armonia delle sfere), a pura ed unica convenzione culturale (riservata agli esseri umani, e neanche tutti).
Che la verità stia nel mezzo anche questa volta? Il fatto è che la musicologia moderna non è mai stata sfiorata dal dubbio che - hai visto mai? - la musica possa essere un fenomeno non solo umano. Si sono fatti passi importanti per concetti come "comunicazione" (e infatti la zoosemiotica è oggi una disciplina rispettabile e rispettata) o "cognizione" (e infatti "cognitivo" è una parola-chiave nella moderna etologia), ma la musica, ai fini di questo (salutare) processo di 'antropo-decentrismo' (più che un neo- un caco-logismo), è ancora tabù.
È alla luce di questa lacuna e, probabilmente, di questo bisogno, che la zoomusicologia si pone in essere. In How musical is a whale? essa viene definita come "disciplina che studia l'uso estetico della comunicazione sonora presso gli animali". Come tutte le definizioni brevi ci sono più implicazioni che esplicazioni. Per cominciare, si fa a meno di usare la scottante e pericolosa parola "musica", sostituendola con l'altrettanto pericolosa - ma un po' più plausibile - "estetica". Questo per due motivi: da un lato, l'espressione "estetica" costituisce una premessa metodologica, mentre l'espressione "musica" è il vero e proprio fine teorico. Dall'altro, il riconoscimento di attività estetiche negli animali non umani è nelle scienze naturali ben più radicato del riconoscimento di attività espressamente musicali (e questo vale anche per gli inflazionatissimi termini "canto", "duetto", "coro", che gli etologi usano con piglio ben diverso da quello dei musicologi e dei musicisti).
Un'altra implicazione importante di questa definizione risiede nell'uso dell'espressione "comunicazione sonora", che esplicita un'appartenenza al partito dei semioticisti della musica, ovvero a coloro che ritengono la musica un fenomeno non solo introcettivo, ma anche e soprattutto estrocettivo. Poi. Nel parlare di "uso estetico", si tradiscono simpatie per un'interpretazione piuttosto darwiniana (se non addirittura morrisiana, con riferimento alla celebre Scimmia nuda) del fenomeno musicale e artistico in generale. Arte come qualcosa di funzionale, di utile, a suo modo di laico (che rinunci, ovvero, al credo trascendentalista). Per finire, nel parlare proprio di "animali", e non di "animali non umani", si ricorda che - in linea di principio - la zoomusicologia si dovrebbe occupare anche di musica umana, conformemente all'appartenenza della specie homo sapiens al regno animale. Per lo stesso motivo per cui Sebeok ricordava che l'antroposemiotica (o semplicemente semiotica, per i saussuriani incalliti) è parte della zoosemiotica, e non oggetto a sé stante. Ora, se ci si ritrova e ritroverà a parlare di zoomusicologia esclusivamente nello studio delle musiche degli altri animali, la cosa è imputabile solo al fatto che a occuparsi di musica umana è tutto il resto del mondo musicologico.

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