domenica, aprile 30, 2006

Davanti a Porto Torres, pesci e molluschi alla diossina

Secondo una relazione arrivata nei giorni scorsi al palazzo di giustizia sassarese, inviata dal direttore della sezione Inquinamento del Magistrato delle Acque di Venezia, pesci e molluschi nello specchio di mare davanti al porto industriale di Porto Torres in Sardegna sarebbero contaminati con altissime concentrazioni di diossine e di idrocarburi. Quello stesso porto dove tre anni fa ci fu il disastro ambientale del rogo della Panam Serena. Altissimi soprattutto i valori delle diossine e dei «policlorodibenzofurani» (in parole più semplici, derivati del ciclo produttivo del cloro e delle industrie). Ebbene, ci sarebbero già tre indagati per la presunta violazione del decreto Ronchi. Si tratta dei legali rappresentanti della Syndial, la società che ha ereditato il petrolchimico dall’Enichem, ma anche di quelli della Ineos Vinyls e della Sasol spa che operano all’interno dello stabilimento. La prima è la principale produttrice europea di cloruro di polivinile, la seconda produce alchilbenzene, toluene e benzene. L’inchiesta aperta dalla Procura sassarese tende a verificare se gli scarichi industriali possono avere avvelenato l’ecosistema marino di Porto Torres.

www.lifegate.it

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sabato, aprile 29, 2006

Recuperata tartaruga marina in difficoltà

Genova, 21 aprile 2006 - Un esemplare di tartaruga Caretta Caretta, recuperata nel canale di Porto Venere, nello spezzino, si trova ora ricoverata all'Acquario di Genova per alcuni controlli.
L'animale, di circa 50 centimetri di lunghezza, e' stato avvistato da un cittadino il quale ne ha segnalato la presenza al personale della Capitaneria di Porto della Spezia.
La tartaruga e' stata recuperata e consegnata al Nucleo operativo Cites, sezione della Spezia, della Forestale, che dopo aver constatato che non c'erano in apparenza ferite o presenza di corpi estranei nell'apparato boccale, hanno scelto di trasferirla all'Acquario di Genova per ulteriori controlli.

(ANSA)

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sabato, aprile 29, 2006

Photo: Diver tagging Nomura's jellyfish

Una medusa gigante nelle acque del Giappone - foto National Geographic

Sempre più meduse invadono i nostri mari

Sotto accusa concimi e pesca indiscriminata

PARIGI -L'avvertimento di Jacqueline Goy dell'Istituto oceanografico di Parigi è fin troppo chiaro. Entro breve tempo andare al mare significherà inevitabilmente fare i conti con le meduse. Animali che, in certi casi, possono addirittura provocare la morte di un uomo. Secondo Goy le acque di mari e oceani si stanno arricchendo a dismisura di questi scifozoi. Il motivo? I concimi e la pesca indiscriminata. Nel primo caso il riferimento è ad abnormi quantità di fertilizzanti che dai campi coltivati finiscono nei fiumi e dai fiumi nel mare. Le sostanza azotate che li compongono costituiscono l'alimento ideale per fitoplancton e zooplancton che crescono di numero. Questi ultimi, rappresentando a loro volta il piatto preferito dalle meduse, determinano l'eccezionale sviluppo degli scifozoi. Nel secondo, invece, si tratta di pescatori che, senza autorizzazione, sterminano intere colonie di pesci. In questo caso le meduse si sviluppano enormemente perché vengono a mancare i loro predatori naturali. Pescatori giapponesi si sono recentemente riuniti in un convegno a Tokyo per trovare espedienti utili nella lotta contro il fenomeno dell'invasione di meduse giganti, fino a due metri di lunghezza e dal peso di oltre due quintali, nelle acque del Mar del Giappone, tra l'arcipelago e la penisola coreana. « Siamo in presenza di una vera invasione di " extraterrestri" nelle acque marine. Le meduse giganti sono un ostacolo sempre più grave alla quotidiana attività di pesca » , hanno detto gli esperti. Le meduse di Nomura, che affliggono il Sol Levante, sono mostri rispetto a quelle comuni del Mediterraneo, ma non mortali come la Caravella portoghese o le meduse cubo.

g. g.

LIBERO
28 APRILE 2006

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venerdì, aprile 28, 2006

La barriera corallina cambia dieta

(giovedì 27 aprile) Il riscaldamento globale rappresenta una minaccia per le barriere coralline, perché contribuisce al cosiddetto “sbiancamento”, ovvero alla diminuzione delle popolazioni di alghe colorate di cui si nutrono. Tuttavia, i coralli hanno trovato il modo di aggirare l'ostacolo che minaccia la loro sopravvivenza: hanno cambiato abitudini alimentari e imparato a nutrirsi di microrganismi marini, anziché di alghe. La scoperta è stata effettuata da alcuni biologi marini dell’Università dell’Ohio che hanno testato la capacità di alcuni coralli di adattarsi alle varie condizioni di temperatura dell’oceano. E una delle specie testate, Montipora Capitata, ha dimostrato di saper affrontare benissimo anche i climi più caldi, supplendo alla totale carenza di alghe con un aumento della cattura di zooplancton attraverso i tentacoli. Le altre specie, invece, non hanno saputo modificare la loro dieta e, una volta trovatesi in assenza di alghe, hanno cominciato a morire. La capacità di alcuni coralli di saper sopravvivere al riscaldamento globale rappresenta un evento importante per le sorti delle barriere coralline di tutto il mondo. Alcuni ecologisti hanno infatti previsto che nei prossimi decenni, lo sbiancamento delle barriere coralline potrebbe causare la morte di circa il 60 per cento di tutte le specie di coralli. Non è ancora chiaro però se altre specie, oltre a Montipora Capitata, siano in grado di modificare la propria alimentazione. Ma i coralli con questa capacità, anche se molto rari, potrebbero diventare la specie predominante nel panorama dei cambiamenti dovuti al riscaldamento globale.

(s.m.)

www.galileonet.it

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venerdì, aprile 28, 2006

Israele aderisce a coalizione Paesi contro caccia alle balene

Gerusalemme, 28 aprile 2006 - Israele ha deciso di aggiungersi al gruppo di nazioni contrarie alla ripresa della caccia commerciale alle balene e all'aumento delle quote di cetacei che possono essere uccisi nel quadro degli accordi internazionali. La decisione segue a una richiesta in tal senso da parte degli Stati Uniti e degli altri membri della coalizione contraria alla fine della ventennale moratoria che impedisce l'uccisione dei grandi cetacei se non per "finalità scientifiche".
Il Giappone - che con Norvegia e Islanda è una delle tre principali nazioni "baleniere" al mondo - sta cercando di abolire la moratoria.
La Commissione baleniera internazionale, fondata nel 1949, è composta da 66 nazioni, attualmente divise praticamente a metà in due gruppi: le favorevoli alla caccia, guidate dal Giappone, e quelle contrarie, guidate da Usa e Australia. Lo scorso anno il tentativo giapponese di riaprire la possibilità della caccia a fini commerciali è stato sconfitto d'un soffio. La prossima riunione si terrà a maggio a St. Kitts e Nevis, nei Caraibi, ed entrambi gli schieramenti stanno cercando di rafforzare le rispettive posizioni.

(Ap)

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giovedì, aprile 27, 2006

Conoscere il mare in 48 ore

27 Aprile 2006 - Interessante iniziativa dell’Acquario di Cattolica per i sub e per tutti gli appassionati di mare. Da aprile e per tutta l’estate, durante i “fine settimana”, si terranno dei corsi intensivi di biologia marina. Un’occasione veramente unica per conoscere da vicino i delicati equilibri che caratterizzano l’ecosistema marino e per scoprire i metodi e le tecnologie per il riconoscimento e l’osservazione della flora e della fauna sottomarina.
I corsi effettuati con la guida dello staff dell’acquario si svolgono con l’utilizzo delle grandi vasche presenti che permetteranno di esercitarsi nella osservazione dei vari ambienti marini e oceanici.
Uno degli argomenti del corso riguarderà gli squali e si potranno osservare da vicino, immergendosi, gli esemplari presenti nella struttura grazie all’utilizzo di una particolare gabbia.
Il programma del corso prevede: 6 ore e 30 minuti di attività teorica e pratica all’interno dell’Acquario e dei Laboratori, un tuffo in vasca cilindrica e trasparente per attività pratiche, una cena. Il numero minimo dei partecipanti sarà di dieci, (venti persone al massimo) e si svolgerà sabato e domenica, o a richiesta anche in una sola giornata.

Per maggiori informazioni e prenotazioni “Acquario di Cattolica – Parco le Navi” tel. 0541-837.1 – www.squaloanchio.com

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mercoledì, aprile 26, 2006

Swan e la sua barca ecologica

26 Aprile 2006 -
Robert Swan , famoso esploratore inglese e autore di imprese eccezionali, il prossimo novembre circumnavigherà le Americhe con la sua particolare barca a vela ecologica che sfrutta materiali riciclati ed energia rinnovabile.
Swan si propone di seguire la stessa rotta di Roald Amundsen, che in tre anni aprì il famoso passaggio a Nord Ovest, mettendoci però solo tre mesi grazie allo scioglimento dei ghiacci che si è verificato negli ultimi anni. Swan è stato il primo uomo ad attraversare l’Antartide nel 1984, in solitaria e senza l’uso di mezzi meccanici, e ha compiuto numerose circumnavigazioni percorrendo migliaia di chilometri in barca a vela. Convinto ambientalista, l’esploratore inglese ha raccolto 25 milioni di euro per la conservazione dell’ambiente antartico ed ha fondato la Robert Swan Foundation(
www.2041.com) che si propone di educare le nuove generazioni alla protezione di un ambiente incontaminato come è quello dell’Antartide. Per questo di recente ha inaugurato una base antartica con funzione educativa rivolta a studenti ed insegnanti. Lui stesso in cinque anni, durante le sue spedizione nel continente antartico, con l’aiuto dal suo team, è riuscito a rimuovere 1000 tonnellate di rifiuti.

www.mareinitaly.it

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lunedì, aprile 24, 2006

SEQUESTRATE 22 KM DI RETI DA PESCA VIETATE

Azione della Guardia Costiera fra Isole Eolie e Sardegna

24 aprile 2006 - Circa 22 chilometri di spadare - le cosiddette reti derivanti che servono per catturare il pesce spada, il cui uso e' illegale anche perche' tra le loro maglie finiscono cetacei e una gran quantita' di pesci non commerciali che vengono uccisi, o restano mutilati - sono state sequestrate in due distinte operazioni della Guardia Costiera.
La prima, come si apprende al Comando generale delle Capitanerie di porto, ha visto impegnati un aereo Piaggio P166 'Orca' ed il pattugliatore 'Diciotti' al largo delle isole Eolie. L'aereo della Guardia costiera ha segnalato al pattugliatore la presenza di boe luminose che indicavano la posizione di reti a sud-ovest di Stromboli. Il pattugliatore ha quindi messo in mare i suoi gommoni che hanno abbordato due pescherecci - l'Eliseo e il San Giacomo, entrambi iscritti a Lipari - mentre salpavano le reti. Agli equipaggi e' stata contestata la violazione di ''pesca con attrezzi vietati'', sono state confiscate le reti | 20 chilometri, con altezza tra i 10 e i 15 metri - ed il pescato, cioe' 6 tonni.
La seconda operazione si e' svolta invece nelle acque della Sardegna sud-occidentale ed ha visto impegnati un velivolo Atr 42 'Manta' ed una motovedetta d'altura della Guardia Costiera.
Durante il pattugliamento - tramite il sistema di monitoraggio 'Blu Box', che consente di seguire le unita' da pesca superiore ai 18 metri - e' stato intercettato il peschereccio siciliano 'Madonna di Fatima' che stava pescando con strumenti vietati.
Sono stati sequestrati 2 chilometri di reti, alte mediamente 15 metri, e il peschereccio e' stato condotto nel porto di Sant'Antioco.
Dall'inizio dell'anno, sottolineano alle Capitanerie di Porto, sono piu' di 50 i chilometri di 'reti derivanti' sequestrate dal personale della Guardia Costiera. Tutto cio', affermano al comando generale del Corpo, ''a testimonianza del grande impegno nel far rispettare le normative in materia, a salvaguardia dell'ambiente marino, delle specie protette e a tutela di tutti coloro che lavorano sul mare''.

(ANSA)

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domenica, aprile 23, 2006

Quando i pesci giocano al calcio

COPPA DEL MONDO PER PESCI  La coppa del mondo di calcio 2006 è iniziato in anticipo tra lo Yellow Tang e  il Flagtail Surgeon, che rappresentano il Brasile e il Giappone, mentre «giocano» intorno ad una palla piena di cibo per pesci all' Hakkeijima Sea Paradise a Yokohama, in Giappone (Epa)

I pesci rossi non hanno mai goduto della fama di animali intelligenti. Eppure la realtà potrebbe essere differente da quanto si è sempre creduto. Almeno stando alle conclusioni di un gruppo di ricercatori dell'università di Plymouth, in Inghilterra. Secondo gli scienziati, infatti, il cervello dei pesci potrebbe benissimo competere con quello di un uccello o addirittura di un piccolo mammifero.

In particolare questi piccoli abitanti degli acquari avrebbero il senso del tempo e sarebbero capaci di imparare delle piccole operazioni. Gli studiosi, infatti, hanno addestrato i pesciolini a mangiare ad un'ora determinata e, soprattutto, a pigiare una piccola leva per far uscire il cibo.

I risultati ottenuti dall'equipe scientifica sono, in un certo senso, rivoluzionari se si pensa che i pesci sono ritenuti, nella scala evolutiva, al di sotto dei mammiferi, degli uccelli e perfino degli anfibi. Bisogna anche dire che questo tipo di ricerca ha il conforto di un altro studio condotto dal Roslin Institute di Edimburgo che ha dimostrato anche la capacità dei pesci di subire stress e sentire dolore come gli uomini. Ma la notizia sensazionale arriva dall'America dove un appassionato è riuscito ad insegnare al suo pesce rosso a tirare una pallina in una porta da calcio in miniatura, situata dentro l'acquario. Tutti gli animali, insomma, presentano lati sconosciuti e non finiranno mai di sorprenderci ponendo a dura prova la nostra coscienza di esseri più evoluti.

Tiscali news

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sabato, aprile 22, 2006

Tiny_dolphin.gif - (1K)Delfini in cerca di acque fresche

22 Aprile 2006 - E’ recente la notizia della collisione verificatasi in Giappone tra un traghetto ed un grosso cetaceo nelle acque di Kagoshima, acque che negli ultimi tempi, hanno visto aumentare la presenza di cetacei e di conseguenza anche il numero di collisioni.
La maggiore presenza di cetacei, specie di delfini, nelle acque di Kagoshima potrebbe essere la conseguenza del riscaldamento globale. Ad affermarlo sono alcuni ricercatori giapponesi che hanno constatato che i delfini insediatisi di recente nella Baia di Kagoshima appartengono alla specie Tursiops Aduncus, specie che di solito si trova in acque tropicali ed equatoriali e quindi ben più a sud rispetto a Kagoshima.
Questi delfini non amano avvicinarsi a luoghi troppo abitati ma pur di sfuggire alle troppo calde acque tropicali hanno cominciato ad avvicinarsi alle coste del Giappone densamente popolate.

www.mareinitaly.it

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categoria:etologia dei cetacei
venerdì, aprile 21, 2006

Barili di cianuro cadono in un fiume, stato di allerta per umani ed animali

Bogotà, 21 aprile - Le autorita' locali di una regione del dipartimento di Santander hanno disposto lo stato d'emergenza poiche', in seguito all'affondamento di un' imbarcazione che trasportava barili di cianuro destinati ai minatori che lavorano nei giacimenti di oro, cinque di essi sono caduti nelle acque del fiume Inanea, in una zona situata a 900 chilometri al nord di Bogota'.
Lo ha reso noto l'edizione on line del quotidiano 'El Tiempo'.
Uno di essi e' stato recuperato, ma gli altri si stanno avviando verso una cascata dove potrebbero sfasciarsi ''provocando una catastrofe sia ecologica che umana'', come ha avvertito Eluvit Agudelo, sottosegretario alla sanita' del municipio di Santa Rosa, la localita' piu' vicina all'incidente.
In effetti le pastiglie di cianuro contenute nei barili se entrassero in contatto con l'acqua, sciogliendosi la renderebbero tossica sia per gli abitanti che per gli animali.
Nella zona che potrebbe subire tali effetti vi sono almeno una ventina di localita'.

Fonte ANSA

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venerdì, aprile 21, 2006

HAWAII, PARLAMENTO REINSEDIA PESCE DETRONIZZATO
Dal simbolo dello Stato

humuhumunukunukuapuaa al Waikiki aquarium20 aprile 2006 - E' andata a buon fine, alla Hawaii, la mobilitazione politica per reinsediare un pesce detronizzato (anche per via del nome impronunciabile) come pesce ufficiale dello Stato, l'unico insulare dell'Unione.
Il Parlamento di Honolulu -informa la stampa locale- ha appena inviato alla firma del governatore Linda Lingle una legge che ripristina il titolo dello humuhumunukunukuapuaa, che, se proprio vi piacciono le scorciatoie, potete chiamare semplicemente humuhumu.
Dunque, il pesce dal nome lunghissimo, triangolare, striato, brillante e un po' aggressivo, era divenuto nel 1984 il pesce ufficiale del 50.o Stato dell'Unione -molti Stati hanno il loro fiore, animale, uccello, pesce ufficiale-.
Non si sa bene perche', ma l'Assemblea statale limito' la designazione dello humuhumu a cinque anni. Scaduti i quali, il pesce decadde e nessuno lo sostitui': lo Stato piu' marino dell'Unione resto', dunque, senza 'pesce di Stato'.
Nessuno, pero', se n'accorse, o almeno ci fece troppo caso, fin quando un bambino di sei anni non s'e' lamentato della sorte dello humuhumu e dell'assenza di 'pesce di Stato' con un deputato, Blake Oshiro.
Oshiro ha subito rilanciato la candidatura del pesce, che s'e' pero' scoperto una ridda di avversari, fra cui lo oopu, sostenuto dal deputato Mark Takai. Sullo humuhumu lo oopu ha due innegabili vantaggi: un nome piu' facile e il fatto che e' peculiare delle Hawaii, mentre l'altro non lo e'.
Ma lo humuhumu e' un beniamino dei bambini. Era stato coinvolto il governatore. Ma la Lingle se n'era un po' lavata le mani: ''Decida il pubblico'', aveva detto, mostrando un certo sprezzo per lo humuhumu (''La gente dello Hawaii lo usava per farci il fuoco'').
Ma non s'e' arrivati a un referendum, pure ipotizzato. Ci ha pensato il Parlamento. Ed e' improbabile che la Lingle spinga la scarsa stima per il pesce di nuovo ufficiale mettendo il veto sul provvedimento.

(ANSA)

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