giovedì, novembre 30, 2006

PER NATALE ADOTTA UN DELFINO CON IL CTS AMBIENTE

Vai sul sito www.adottaundelfino.it e contribuisci a tutelare questa specie fortemente minacciata e a finanziare i Centri di Ricerca di Caprera e Lampedusa

30 novembre 2006 - Adottare un delfino per contribuire a proteggerlo: è l’idea del CTS Ambiente, che promuove una campagna di adozione i cui proventi andranno a finanziare l’attività di studio dei Centri Ricerca Delfini di Caprera e Lampedusa.
Adottare un delfino è semplicissimo: basta andare sul sito
www.adottaundelfino.it, cliccare sulla voce “adotta un delfino” per ricevere tutte le informazioni sulle modalità di adozione e su Pinnabianca, Mistral, Pioggia, Zorro, Alaimo ed Alfa, i delfini che il CTS propone di adottare.
I “neo-genitori” riceveranno un kit contenente il certificato di adozione dell’animale prescelto, la sua foto e una maglietta.“Si tratta di un’adozione simbolica – spiega Simona Clò, responsabile del Settore Conservazione Natura del CTS Ambiente - che allo stesso tempo fornisce un aiuto concreto ai Centri di Ricerca di Caprera e Lampedusa. Attivi entrambi dal 2001, i Centri sono stati istituiti nell’ambito del più vasto Progetto Delfino Costiero, un progetto su scala nazionale che il CTS porta avanti da 10 anni per lo studio del delfino costiero, o tursiope (Tursiops truncatus).”
I biologi del CTS Ambiente sono impegnati tutto l’anno in operazioni di monitoraggio volte al censimento visivo degli esemplari e alla loro fotoidentificazione, tecnica che ha permesso la creazione di un album fotografico di oltre 200 individui riconoscibili dal loro marker naturale, la pinna dorsale.
Il delfino costiero è una specie fortemente minacciata dalla pesca, dal traffico nautico e dall’inquinamento: per tutelarli sono necessarie adeguate misure di conservazione, anche perché i delfini si riproducono in età avanzata e fanno pochissimi piccoli.
Il Mediterraneo è un’area molto “amata” dai delfini. Nelle acque del nostro mare infatti sono state avvistate spesso mamme con piccoli: le attività di ricerca dei biologi del CTS Ambiente hanno confermato l’ipotesi dell’esistenza di una vera e propria nursery.
“Grazie ai fondi raccolti in questi anni tramite le adozioni – continua Simona Clò - i centri di ricerca hanno potuto acquistare idrofoni per ascoltare le “voci” dei delfini e macchine fotografiche sempre più sofisticate che hanno permesso la fotoidentificazione degli animali. Sono stati inoltre realizzate moltissime attività di divulgazione e sensibilizzazione in collaborazione con i pescatori quali, ad esempio, corsi di formazione e attività di whale watching. Tutte le attività che si svolgono nei centri di ricerca sono state realizzate anche grazie alla collaborazione dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie e Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena”.

Per le adozioni consultare il sito www.adottaundelfino.it

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giovedì, novembre 30, 2006

COSTIERA AMALFITANA, SCOPPIA GUERRA DEL TONNO
Cetara vuole le gabbie per allevarli, Maiori teme l'inquinamento

30 novembre 2006 - Le gabbie per l'ingrasso dei tonni rossi dividono due Comuni della costiera amalfitana. Gli ambientalisti si dicono preoccupati e paventano gravi rischi per la fauna ittica. Cetara vuole sfruttare la risorsa, Maiori replica evidenziando il pericolo di inquinamento delle acque. La 'guerra', finora combattuta a colpi di comunicati, e' stata seguita con estrema attenzione da cittadini e turisti. Ma ora si annunciano anche azioni legali.
Tutto ha avuto inizio quando il comune di Cetara, uno piccolo centro della costiera noto oltre che per le sue bellezze naturali anche per la presenza di una flotta di pescherecci, ha dato il via per l'installazione di alcune gabbie per l'ingrasso di tonni rossi a circa due miglia dalla costa. Tonnare, con esperti equipaggi, che si tramandano l'arte da generazioni, chiamate anche in localita' lontane per prestare la loro opera.
E qualcuno ha pensato che i tonni, anziche' pescarli in mari lontani, si potrebbero allevare nell'incantevole specchio d'acqua della Divina Costiera, un mare ricco soprattutto di gustoso pesce azzurro.
Il piano per l'allevamento del ricercato tonno rosso, apprezzato in Italia come all'estero, come il gustoso pesce azzurro e l'altrettanta prelibata 'colatura' di alici (utilizzata per il condimento della pasta) pero' non ha trovato d'accordo proprio tutti. Cosi' a Cetara rivedono il progetto principale e riducono sensibilmente lo specchio d'acqua che dovrebbe essere occupato dalle gabbie. Ma dal vicino Comune di Maiori, sempre contrari al progetto, non si arrendono e, dopo una lunga querelle a colpi di comunicati, di precisazioni e controrepliche, ora annunciano addirittura azioni legali per fermare il piano definito un 'pericolo ambientale'. Si teme che possa addirittura mettere in discussione la vocazione turistica della Costiera amalfitana.
In campo scendono anche gli ambientalisti. Il Wwf ritiene che nonostante la riduzione della superficie non si e' ancora 'evitato di trasformare l'area interessata, e buona parte di quella limitrofa, in un enorme porcilaia. Ai tonni,infatti, - spiegano Alessandro Scavotto e Alberto Gentile del Wwf di Salerno - viene dato un alimento a base di pesce azzurro che tende ad affondare se non consumato si disperde nell'ambiente'.
Senza trascurare, evidenziano ancora gli ambientalisti, 'il quantitativo di rifiuto fecale dei tonni, la cui entita' non e' trascurabile'.

(ANSA)

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mercoledì, novembre 29, 2006

Tonno rosso, Ministro De Castro concorda azioni solo con pescatori

Roma, 29 novembre 2006 - Una veduta di insieme, dove ciascuno e' pronto a fare la sua parte. E' stato questo il senso della riunione che, su proposta del Ministro delle Politiche agricole, forestali e alimentari, Paolo De Castro, si e' tenuta ieri presso la Direzione Generale della Pesca, a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti del settore all'indomani della sessione dell'Iccat di Dubrovnik sul tonno rosso. Le decisioni prese a Dubrovnik su proposta Ue, sono state bocciate sia nei contenuti che nel metodo dai rappresentanti italiani, per gli effetti disastrosi che determinano per la pesca nazionale, senza peraltro apprestare alcuna seria politica di conservazione della risorsa.
Il Ministro ha annunciato che affrontera' il dossier al consiglio dei Ministri Pesca Ue che si terra' a Bruxelles il 19 e il 20 dicembre. Tra i punti fortemente criticati e ricordati oggi nel corso della riunione, ci sono le deroghe alle taglie minime del tonno non concordate ne' richieste dagli Stati membri, che di fatto rischiano di alimentare la pesca illegale.
L'attenzione si sposta ora sui passaggi procedurali a Bruxelles che preludono al Consiglio dei Ministri e che vedranno schierati, a partire dal 6 dicembre, la Commissione Ue da una parte e alcuni Stati membri dall'altra (Italia, Francia, Grecia, Malta, Spagna) in quella che si preannuncia come una vera e propria 'guerra del tonno'.

(ANSA)

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martedì, novembre 28, 2006

LE MEGATTERE, BALENE CON UN CERVELLO QUASI UMANO
Secondo uno studio

28 novembre 2006 - Le megattere sono piu' intelligenti di quanto finora si pensasse: queste grandi balene presentabo infatti un tipo di neuroni esistente solo nel cervello degli esseri umani, delle grandi scimmie e di altri cetacei notoriamente evoluti, quali i delfini e le orche.
E' quanto emerge da una ricerca del Dipartimento di Neuroscienze della Scuola di Medicina 'Mount Sinai' di New York. Gli autori dello studio, Patrick Hof e Estel van der Gucht, studiando il cervello delle megattere hanno localizzato cellule cerebrali chiamate 'neuroni affusolati': sono situate nella corteccia, in aree paragonabili a quelle del cervello degli esseri umani e delle scimmie antropomorfe.
Malgrado la funzione di tali particolari neuroni non sia ancora del tutto compresa, si crede che siano legati ai processi cognitivi, come l'apprendimento e la memoria.
La scoperta potrebbe spiegare la complessa vita sociale delle megattere, note per la loro articolata capacita' di comunicazione, la loro perizia nella caccia in gruppo, e la trasmissione di insegnamenti alle giovani generazioni. "E' probabile che queste abilita' siano legate alla complessita' della struttura del loro cervello, paragonabile a quello degli ominidi", hanno spiegato i due ricercatori.
Le magattere, chiamate cosi' per le imponenti pinne pettorali simili a 'grandi ali', misurano mediamente tra i 15 e i 16 metri di lunghezza, e possono pesare fino a 40 tonnellate.
Sono animali sociali che vivono in branco, e hanno sviluppato un metodo di comunicazione che comprende numerosi tipi di vocalizzazioni a diverse frequenze. Una delle loro capacita' principali e' consiste nel coordinare la caccia, isolando vasti banchi di pesci con barriere di bolle d'aria emesse dagli sfiatatoi.

(AGI)

megaptera novaeangliae

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categoria:etologia dei cetacei
martedì, novembre 28, 2006

TONNO ROSSO, AVREMO IL SUO SCALPO. DECISA PIU' PESCA
Scandalosa decisione per Wwf e Greenpeace

28 novembre 2006 - La decisione presa dall'Iccat a Dubrovnik per il Wwf rappresenta 'uno scandalo senza precedenti'.
Pesante il giudizio del WWF al termine della riunione della Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico, nella quale 'la delegazione dell'Ue ha rifiutato di accettare il piano di recupero di cui c'e' un bisogno disperato mentre la Commissione ha approvato una serie di misure blande che non garantiscono alcuna efficacia di protezione'. Secondo il WWF 'ormai l'ICCAT non e' piu' il forum adatto ad assicurare la conservazione del tonno rosso. La decisione presa a Dubrovnik comporta la perdita di credibilita' dell'ICCAT quale organizzazione di gestione regionale della pesca. E' uno scandalo senza precedenti, una campana a morto per il tonno rosso del Mediterraneo' ha detto Sergio Tudela, responsabile della pesca al WWF Mediterraneo.
'Siamo scioccati e delusi da questo risultato disastroso' ha aggiunto Paolo Lombardi, Direttore del WWF Mediterraneo. 'I rappresentanti della pesca dell'UE saranno d'ora in poi i responsabili della distruzione di questa pesca. All'inizio dei lavori la delegazione USA aveva proposto un piano incisivo e realizzabile per tutelare il tonno rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo -un piano che aderiva alle indicazioni della comunita' scientifica- ma l'UE ha rifiutato di rinunciare alla sua debole proposta'.
Per il Wwf 'il progetto dell'UE, adottato dall ICCAT, e' totalmente insufficiente -con quasi nessuna riduzione nella pesca totale, e chiusure stagionali che escludono deliberatamente il picco della deposizione delle uova quando la maggior parte dei pesci adulti sono stati catturati'. 'Questo e' un progetto di distruzione, non di recupero - e una presa in giro della comunita' scientifica, ha aggiunto Tudela. L'UE ha tradito i suoi obblighi verso una pesca sostenibile - per favorire gli interessi a breve termine in favore della sua industria del tonno rosso. Le flotte dell UE sono responsabili della grande quantita' di pesca illegale di tonno rosso nel Mediterraneo - come dimostrato chiaramente da un rapporto del WWF diffuso nel luglio scorso'.

(ANSA)


 

L'ICCAT(Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) si e' schierata dalla parte dell'industria, contro la scienza e il buonsenso, e ha stabilito una quota di pesca di 29 mila tonnellate che supera di quasi due volte quella raccomandata': cosi' Greenpeace commenta le decisioni prese ieri a Dubrovnik.
'L'Ue, sotto la pressione di Francia e Italia, ha fatto fallire tutti i tentativi di regolare seriamente la pesca al tonno nel Mediterraneo. La Commissione si e' pure opposta al divieto di pesca durante la stagione della deposizione delle uova. L'industria della pesca del tonno nel Mediterraneo vuole continuare i propri affari come se nulla stesse accadendo, distruggendo il suo stesso futuro', afferma Alessandro Gianni', responsabile Campagna Mare Greenpeace Italia.
'Con i soldi pubblici hanno creato una flotta mostruosa che non sanno controllare. Ce ne vorranno altrettanti per lo smantellamento quando arriveremo al collasso dello stock. Il cosiddetto piano di recupero proposto dall'Ue non prevede una diminuzione cospicua della pesca n‚ una protezione significativa del tonno rosso durante la stagione di riproduzione. Oltre a ignorare le raccomandazioni scientifiche, di pescare annualmente solo 15 mila tonnellate di tonno, i funzionari Ue hanno anche bloccato i tentativi di fermare la pesca pirata. Il tonno rosso nel Mediterraneo e' minacciato da uno dei piu' alti tassi di pesca illegale nel mondo, con catture per oltre 50 mila tonnellate nonostante la quota legale dell'anno scorso fosse fissata a 32 mila tonnellate'.
Secondo Greenpeace 'lo stato della pesca del tonno rosso nel Mediterraneo e' un altro esempio del fallimento dei governi e delle Organizzazioni Regionali della Pesca, come l'Iccat, di garantire la gestione sostenibile delle risorse marine'. 'Il piano europeo rappresenta un'amnistia per i pirati e una condanna a morte per i tonni rossi del Mediterraneo' conclude Gianni'.

(ANSA)

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lunedì, novembre 27, 2006

Horizon 2020

25 Novembre 2006 - Il 20 ottobre è stato firmato al Cairo un accordo per la difesa del Mediterraneo fra paesi della Ue e paesi nordafricani.
L’accordo denominato Horizon 2020 prevede un piano d’azione a breve, a medio ed a lungo periodo per cercare di frenare l’inquinamento del mare da fonti terrestri. Si tratta di un’intesa particolarmente importante perché rispetto ad altri accordi precedenti questo nuovo progetto internazionale viene sostenuto da una notevole dotazione finanziaria e da una maggiore determinazione a risolvere il problema.
Il Mediterraneo, infatti, ha avuto un’importanza fondamentale nella storia dell’umanità e ancora oggi rappresenta la più importante metà turistica mondiale. Numerose e importanti sono anche le attività economiche che interessano questo mare sulle cui sponde si affacciano molti paesi dell’Unione europea.
Con Horizon 2020 la Ue intende realizzare un imponente intervento di cooperazione ambientale ed economica nei confronti dei paesi nordafricani che porti, oltre che alla realizzazione di opere di difesa ambientale, anche alla creazione di nuovi posti di lavoro ed allo sviluppo tecnologico ed industriale.
I paesi che hanno sottoscritto l’accordo dovranno presentare entro il prossimo anno i progetti nazionali per avere accesso ai finanziamenti erogati principalmente dalla Banca Europea degli investimenti.

www.Ansa.it

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sabato, novembre 25, 2006

Osservata in diretta la formazione della crosta oceanica
È la prima volta che il fenomeno viene studiato così da vicino

24.11.2006 Per uno scienziato perdere tutta la propria strumentazione è una indubbiamente una sciagura. Ma per una volta è stata una fortuna: quando Maya Tolstoy, del Lamont-Doherty Earth Observatory, che fa capo alla Columbia University, si è accorta che due terzi dei sismografi che aveva piazzato su un fondale dell’Oceano Pacifico erano rimasti intrappolati a 2500 metri di profondità, ha considerato l’evento di buon auspicio.
Al momento del recupero, dei 12 sismografi piazzati in corrispondenza della Dorsale est-pacifica al largo delle coste del Messico, solo quattro sono tornati in superficie, altri tre continuavano a rispondere ai segnali dal fondo, mentre i restanti restavano muti. Dall’esame delle variazioni della temperatura dell’acqua e delle proprietà ottiche dell’acqua, la Tolstoy ha ipotizzato che fossero in atto fenomeni vulcanici sottomarini.
Una telecamera calata dalla vascello di appoggio New Horizon, ha confermato l’ipotesi: gli strumenti si trovavano esattamente in cima a una sezione della dorsale in cui un flusso di lava fresca stava formando nuova crosta oceanica, intrappolando gli strumenti.
È la prima volta che capita di poter registrare in diretta e da vicino la serie di microscosse sismiche che accompagnano il fenomeno. “È sorprendente – ha detto la Tolstoy – quanto poco sappiamo su qualcosa di così fondamentale del pianeta: anche se buona parte degli strumenti è andata persa abbiamo l’occasione di imparare moltissimo su questo fenomeno.”
Le prime analisi dei dati così ottenuti sono ora pubblicate in rete sul sito di
Science Express.

www.lescienze.it

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sabato, novembre 25, 2006

Fallita moratoria Onu su pesca a strascico negli abissi

Roma, 24 novembre 2006 - L'Onu non e' riuscita a bloccare la pesca a strascico negli abissi: la moratoria e' stata respinta dal voto contrario di Islanda e di altri Paesi con forti interessi economici nel settore.
Lo rende noto l'associazione ambientalista Greenpeace, profondamente contrariata dall'accaduto: 'gli interessi commerciali dell'Islanda, che ha pure ripreso la caccia alle balene, sono passati davanti a quelli della conservazione dell'ambiente e del futuro della pesca stessa - dichiara il responsabile mare Greenpeace, Alessandro Gianni' - Questa pesca distruttiva non potra' durare a lungo per l'esaurimento degli stock ittici e gia' adesso e' un'attivita' in perdita che riceve forti sussidi pubblici'.
Intanto Greenpeace propone all'Europa di perseguire una 'battaglia economica' per salvare l'habitat marino: restringere l'accesso al mercato per il pesce frutto della pesca a strascico.

(ANSA)

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venerdì, novembre 24, 2006

In the Womb: Animals

"In the Womb: Animals" is an unprecedented two-hour world premiere special that takes you inside the hidden world of animal pregnancy. Using state-of-the-art visual effects, computer graphics and real-time, moving 4-D ultrasound imagery, we can see inside the unique world of animal fetal development in a way never before possible. For the first time, these pictures shed light on how an elephant, a dolphin and a dog develop in the womb.

 Img Galleries Wombanimals Dolphin 350X215

Witness a single cell develop into a baby elephant weighing over 260 pounds. Watch as a dolphin fetus learns to swim inside its mother's womb. See incredible images of a dog fetus as it exhibits full-grown dog behaviors while still in the womb. And watch as fetal features reveal their evolutionary path of these animals when the elephant develops ducts normally found in freshwater fish, and when dolphins show early signs of legs.

"In the Womb: Animals" opens a window into fetal development in the animal kingdom, unlocking mysteries of one of nature's most remarkable journeys—from conception to birth.

Photo: Dr. Thomas Hildebrandt performs an ultrasound on a dolphin

Dr. Thomas Hildebrandt performs an ultrasound on a dolphin. From "In the Womb: Animals"
Photograph by Lizzie Abbott, Pioneer Productions

http://channel.nationalgeographic.com/

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venerdì, novembre 24, 2006

Un impegno comune per un mare più pulito

23 Novembre 2006 - I parlamentari europei chiedono che venga messa a punto una strategia comune che garantisca “il buon stato ecologico dei mari d’Europa” rendendo più forte la cooperazione fra stati membri e paesi terzi.
In linea con le direttive di Bruxelles riguardo la messa a punto di una normativa per il settore, i parlamentari chiedono di anticipare al 2017 invece che al 2021, l’obiettivo di conseguire un buon stato ecologico dell’ambiente marino.
L’ambinete marino infatti ha una grande importanza per tutta l’Europa, basti pensare che lo sviluppo costiero complessivo è pari a circa 70000 km. e che quasi la metà della popolazione europea vive a meno di 50 km dalla costa.
Nel 2004, prima dei nuovi ingressi nella UE, le regioni marittime degli stati membri superavano il 40% del Pil della vecchia Europa con 2,5 milioni di persone impegnate nel settore marittimo, tra pesca, costruzioni navali, industrie conserviere,ecc.
Tuttavia questo ingente patrimonio che è l’ambiente marino è sottoposto continuamente a gravi minacce tra queste la contaminazione da sostanze inquinanti, il degrado o la perdita di biodiversità, la distruzione degli habitat,ecc.
Per questo i parlamentari europei chiedono che la Ue “riduca la sua pressione sulle acque marine dentro e fuori” il proprio territorio, migliorando anche l’utilizzo dei diversi strumenti di finanziamento europei.

www.Ansa.it

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mercoledì, novembre 22, 2006

Anche i pesci hanno una personalità
Ottimisti o pessimisti? Dipende dalle esperienze che hanno fatto. Non stiamo parlando di esseri umani ma di pesci. Perché secondo un nuovo studio anche i pesci hanno una loro personale visione delle cose.

22 novembre 2006 - Si pensa che i pesci siano solo degli "abbocconi". Ma non è così ce ne sono anche di furbi, perché ognuno ha il suo carattere e la sua personalità e la usa quando serve. Almeno secondo un nuovo studio inglese.

Timidi o spavaldi?
Un gruppo di ricercatori dell'università di Liverpool, in Gran Bretagna, hanno osservato un gruppo di trote (Oncorhynchus mykiss) in laboratorio. Alcune, fin dal principio, si sono mostrate molto aperte e audaci nei confronti di un cibo nuovo. Altre invece più timide e resistenti di fronte alle novità.
Le due tipologie, poi, sono state messe a confronto nelle situazioni della vita, come per esempio un combattimento. E si sono accorti che quando gli spavaldi perdevano diventavano timorosi e diffidenti, prorio come quelli più timidi. Secondo Lynne Sneddon, che ha guidato la ricerca, questo dipende dal fatto che chi perde una battaglia ed è quindi più provato psicologicamente, ha un aumento del livello dell'ormone dello stress, il cortisolo.

Vincitori e vinti
Ma non solo i pesci coraggiosi diventano timidi dopo un fallimento, anche quelli ritrosi erano audaci dopo una vittoria.
Sorprendentemente però, le trote timide che avevano perso un combattimento, non temevano più di assaggiare cibi strani. Anche se non era un vero e proprio atto di fiducia, ma una strada obbligata. Secondo Sneddon, infatti, a guidare questo nuovo atteggiamento sarebbe la “strategia del disperato”. Sapendo di essere il più debole, il pesce perdente sa che per mangiare dovrà accaparrarsi velocemente il cibo, anche quello che non lo convince molto. Ottenendo con la furbizia quello che non può avere con la forza.

Uomini e pesci
I risultati dell’esperimento, secondo gli studiosi, rendono i pesci in qualche modo simili agli umani. Le esperienze della vita – soprattutto quelle più importanti - cambiano il nostro modo di vedere le cose. Un comportamento che è molto più evidente quando si verificano eventi grossi. Come per esempio per i reduci della guerra del Vietnam che, a causa di uno stress post-traumatico, sono tornati a casa completamente cambiati rispetto a quando erano partiti.

www.focus.it

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mercoledì, novembre 22, 2006

DE CASTRO OTTIENE "PIU' PESCA PER TUTTI"

Wwf critica accordo raggiunto a Bruxelles, pericolo reintroduzione reti derivanti sotto altra forma

22 novembre 2006 - di Patrizia Lenzarini
L'Europa ha varato per la prima volta nella storia della politica della pesca comunitaria un regolamento che armonizza l'attivita' dei pescatori che operano nel Mediterraneo - in primo luogo italiani - con l'esigenza di garantire a lungo termine le risorse ittiche e la tutela del suo ricchissimo ecosistema.
Per i pescatori italiani si profila comunque un adeguamento progressivo e lento alle nuove regole (la pesca del rossetto e del bianchetto ad esempio sono salve fino al 2010), viene anche ritardato l'obbligo di modificare le reti per le quali i pescatori riceveranno un contributo. Ma soprattutto la delegazione italiana e' riuscita a salvaguardare l' attivita' di pesca nel Tirreno e negli stretti, che rischiava di essere esclusa a causa della configurazione geografica dei mari.
I ministri della pesca dell'Ue sono cosi' riusciti - dopo tre anni di difficili negoziati - a mettere a punto un compromesso che il ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro ha definito 'positivo per il comparto in Italia prendendo in considerazione i rischi che ci sarebbero stati se l'intesa non fosse stata raggiunta'.
Se un accordo non fosse stato raggiungo - ha spiegato il ministro dalla Cina, dove si trova in missione tenendosi pero' in costante contatto con Bruxelles - 'la Commissione europea avrebbe accantonato la proposta di riforma ed applicato le severe misure internazionali gia' previste in passato e che ora l'Italia ha potuto invece negoziare'. Un solo esempio: senza l'accordo le attivita' di pesca speciali sarebbero state vietate dal primo gennaio 2007.
Insomma, dopo tre anni di trattative portate avanti fino al momento del voto di oggi, non c'era piu' spazio di manovra o si chiudeva il negoziato o venivano immediatamente meno dal primo gennaio le deroghe in vigore, considerando che la Francia, l'altro partner importante nelle trattative, non ha mai formalizzato in sede di Consiglio Ue una richiesta di rinvio del dossier.
L'accordo realizza un sostanziale miglioramento rispetto il compromesso bocciato dall'Italia nel settembre 2005.
Questi i punti cardini che interessano l'Italia:

- ATTIVITA' PESCA TRADIZIONALI - Sono autorizzate fino al 31 maggio 2010, mentre il compromesso del settembre 2005 prevedeva il loro mantenimento fino al 2008.
- PESCA A STRASCICO, DISTANZA DALLA COSTA - Il compromesso conferma come regola generale una distanza minima dalla costa pari a 1,5 miglia, ma concede all'Italia la possibilita' di deroga automatica (ossia non sottoposta ad autorizzazione della Commissione Ue) per poter pescare ad una distanza di 0,7 miglia marine purche' ci sia una profondita' di almeno 50 metri. Per la pesca a strascico le regole in vigore (tre miglia dalla costa o 50 metri di profondita') saranno valide fino alla fine del 2007 mentre le nuove scatteranno dal primo gennaio 2008. Senza questo compromesso, dal primo gennaio 2007 sarebbe scattato l'obbligo del rispetto per la pesca di una distanza minima dalla costa di 1,5 miglia con gravi problemi per chi che operano nel Tirreno.
- SOSTITUZIONE RETI - La nuova dimensione delle maglie di tipo quadrangolare debuttera' il primo luglio 2008. Sempre da quella data i pescatori potranno scegliere anche di usare maglie da 50 millimetri ma romboidali. E' previsto un contributo finanziario a copertura dei costi che dovranno sostenere gli operatori.
- TAGLIE MINIME PESCATO - Resta invariata la situazione per il nasello (20 cm). Si introduce una flessibilita' del 15% per le catture di dimensioni inferiori fino a tutto il 2008. Per la sardina inoltre, viene fissata una nuova taglia minima a 11 cm.

(ANSA)

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