martedì, febbraio 27, 2007
DOPO INCENDIO LA BALENIERA GIAPPONESE RIAVVIA I MOTORI
Nuova Zelanda e Greenpeace chiedono che si allontani dall'Antartide

27 febbraio 07 - La nave ammiraglia della flotta baleniera giapponese nell'oceano meridionale e' riuscita a riavviare i motori e si sta allontanando dalla costa antartica, 10 giorni dopo un incendio a bordo che ha ucciso un marinaio e ha lasciato la nave alla deriva, pericolosamente vicina alla piu' grande area di riproduzione di pinguini Adelie.
Un portavoce dell'agenzia giapponese per la ricerca sui cetacei, Glenn Inwood, ha detto che la flotta decidera' mercoledi' se continuare la caccia 'scientifica' alle balene per raggiungere la quota prescritta di 850 per questa stagione, oppure far rotta verso il Giappone. La Nisshin Maru, di 8000 tonnellate, e' la sola nave-mattatoio della flotta.
'Non stiamo pero' lasciando l'antartico', ha affermato Inwood, davanti alla crescente pressione dal governo della Nuova Zelanda e dagli ambientalisti, perche' la nave si allontani al piu' presto dall'area. La Nuova Zelanda ha avvertito che vi sara' la condanna della comunita' internazionale, se la nave causera' inquinamento in una delle piu' importanti aree di biodiversita' al mondo.
La Nisshin Maru ha a bordo 1,3 milioni di litri di carburante ed e' rimasta immobilizzata ad appena 100 km dalla colonia di pinguini. Ha tuttavia respinto le offerte di essere rimorchiata fuori dell'area dalla nave di Greenpeace Esperanza, che aveva raggiunto l'area per ostacolare con mezzi pacifici la caccia alle balene.
La Esperanza segue ora come un'ombra la flotta giapponese, per assicurarsi che si allontani dall'area a rischio. 'Se tenteranno di ricominciare la caccia alle balene, faremo ricorso all'azione diretta pacifica per fermarli', ha assicurato la portavoce Karli Thomas, a bordo della nave ambientalista.
Il Giappone si oppone fermamente alla messa al bando internazionale della pesca commerciale alle balene. Ogni estate australe conduce la caccia sotto quello che descrive come programma di ricerca scientifica, anche se la carne finisce nei supermercati e ristoranti del Giappone. Quest'anno aveva in programma di uccidere 850 balene minke, o balenottere dal rostro e 10 balenottere azzurre, ma secondo fonti di stampa la flotta, dapprima ostacolata dagli ambientalisti radicali di Sea Shepherd, e poi a causa dell'incendio a bordo della Nisshin Maru, ha raggiunto appena meta' della quota.

(ANSA)
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lunedì, febbraio 26, 2007
Senza Tamara, la delfina Mary non mangia più

Mary G. nel delfinario di Oltremare
Da quando Tamara Monti è morta, Mary non si alimenta più e dopo avere perso 50 chili rischia di non farcela. I veterinari sono molto preoccupati, da giorni il delfino mangia e vomita e ha anche una pericolosa infezione allo stomaco. Prima dell'omicidio della giovane istruttrice del delfinario Oltremare di Riccione, Mary pesava 210 chili, ora non supera i 160 nonostante gli sforzi dei colleghi della povera Tamara.
Mary G., cetaceo della rarissima specie grampo, fu portata al delfinario un anno e mezzo fa, quando era ancora cucciolo. Si era incagliata nel porto di Ancona e aveva perso la madre. Fu proprio Tamara, insieme ad altri istruttori ed alcuni esperti, a salvarle la vita. Per mesi, lei e il fidanzato Robert, capo istruttore, l'avevano allattata con frullati a base di aringhe, integratori, sali minerali e vitamine. Lei si era ripresa ed era diventata uno splendido animale.
Gli esperti avevano sconsigliato di rimetterla in mare perché troppo abituata alle cure umane: sarebbe morta. Così Mary è diventata una delle attrazioni di punta del delfinario. La speranza è che possa riprendersi presto dal dolore provocato dalla perdita della sua compagna di giochi preferita: Tamara.

Tiscali news
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lunedì, febbraio 26, 2007
ANTARTICO, PESCATO CALAMARO COLOSSALE DI 450 CHILI
Da pescatori neozelandesi

23 febbraio 2007 - Pescatori neozelandesi hanno catturato nelle acque antartiche il piu' grande calamaro mai trovato finora, del peso di 450 chili, con occhi grandi come piatti da tavola e artigli affilati sui tentacoli, il cui diametro e' pari a quello di ruote di camion. Lo ha rivelato il ministro per la pesca Jim Anderton, precisando che i pescatori erano in cerca di merluzzi antartici e il calamaro stava mangiando un pesce preso all'amo. E' stato issato fuori dell'acqua con un'operazione che ha impiegato circa due ore.
Il calamaro colossale, noto con il nome scientifico di Mesonychoteuthis hamiltoni, puo' arrivare ad una lunghezza di 14 metri ed e' considerato una delle piu' misteriose creature dell'oceano profondo. Gli esperti non hanno ancora esaminato l'animale, che era gia' quasi morto quando ha raggiunto la superficie, ma secondo le prime stime e' di circa 150 chili piu' pesante del piu' grande esemplare trovato finora. 'Il lavoro accurato dei pescatori e' stato essenziale nell'issarlo a bordo senza danneggiarlo', ha detto Anderton.
Il calamaro colossale vive a circa 2.000 metri di profondita' ed e' un predatore estremamente attivo e aggressivo, spiega lo zoologo marino Steve O'Shea dell'universita' di tecnologia di Auckland. Non e' imparentato con il calamaro gigante (Architeuthis species) che si trova attorno alle coste della Nuova Zelanda, arriva ad una lunghezza di 12 metri ma e' meno pesante. L'esemplare sara' congelato e trasportato al museo nazionale Te Papa nella capitale Wellington, dove sara' preservato per studi scientifici.

(ANSA)
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domenica, febbraio 25, 2007
Venduti come carne di balena
Mattanza di delfini in Giappone

Immaginavamo i delfini a riparo dalle mattanze riservate a tonni, balene e altri splendidi abitanti degli oceani. Invece in Giappone il magnifico tursiope non gode di nessun trattamento di favore ed è preda dei pescatori esattamente come i pesci.
Nel sito Glumbert.com è visibile il video che testimonia il terribile sterminio di un grandissimo numero di delfini. Il mare si tinge di rosso, i cetacei vengono arpionati, issati sulle barche e trasportati agonizzanti i mezzi di trasporto. La maggior parte vengono sgozzati ancora vivi e le immagini mostrano i fiotti di sangue come in un thriller di quarta categoria. Ma non è un film, è tutto vero, talmente vero che riteniamo inopportuno mostrare il filmato per non ferire la sensibilità dei nostri lettori.
La Sea Shepherd, associazione statunitense che opera in difesa di delfini, balene e foche, da anni cerca di di convincere i pescatori che un cetaceo vivo per il whale watching sono molto più redditizi che da morti. Ma in Giappone nessun argomento riesce a fare presa né sul governo che continua a permettere questi stermini, né sui pescatori.
La carne di delfino viene utilizzata a scopi alimentari umani, nonostante l´agenzia investigativa per l´ambiente (Enviromental Investigation Agency) e numerose ricerche scientifiche abbiano dimostrato che questa, soprattutto in Giappone, sia pericolosamente ricca di tossine quali: mercurio e altri metalli pesanti, ddt e diversi pericolosi contaminanti. Spesso viene anche venduta come carne di balena. I delfini sono predatori all´apice della piramide alimentare e tendono ad accumulare grandi quantità di inquinanti come il mercurio, mentre ciò accade in misura minore nelle balene che sono dei filtratori.
Nei campioni di carne di delfino in vendita sul mercato giapponese, il contenuto di mercurio rilevato è mediamente 900 volte al di sopra del limite massimo consentito dalla legge vigente in materia. Gli scarti della carne di delfino vengono anche utilizzati come cibo per animali e come fertilizzante.
Le madri vengono separate dai loro piccoli, scelti per essere utilizzati negli show dei delfinari o come pseudo taumaturghi nelle piscine di cliniche specializzate in pet therapy. Per gli altri c'è la morte dopo atroci sofferenze.
In Giappone, ogni anno, vengono uccisi da 20.000 a 22.000 delfini di specie diverse (stenelle, tursiopi , globicefali e focene). La stagione di caccia ai delfini inizia ad ottobre e finisce a marzo.
Sea Shepherd è l'organizzazione più temuta e sgradita ai pescatori di delfini. Due membri dell'equipaggio, Allison Lance Watson e Alex Cornelissen, nel novembre 2003 furono arrestati per aver liberato dalle reti alcuni esemplari. La documentazione prodotta da Sea Shepherd è apparsa in prima pagina nei giornali di tutto il mondo e i video che mostrano l'uccisione dei delfini sono stati trasmessi ovunque. Sea Shepherd continua la sua campagna per porre fine alla crudele e barbara strage dei delfini e l'Oipa (Organizzazione internazionale per la protezione degli animali) supporta in Italia la sua petizione internazionale. Nel sito si trovano tutte le indicazioni per sostenere la protesta.
C. M.

Tiscali News
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domenica, febbraio 25, 2007
Nuovi delfini trovati morti, si teme contaminazione

Buenos Aires, 23 febbraio 2007 - Nove delfini sono stati trovati morti nella localita' argentina di Mar de Ajo', a nord di Mar del Plata, e ora gli ecologisti della zona vogliono chiarire se la morte e' stata causata da una contaminazione dell'acqua, o da altri motivi. I delfini appartengono tutti alla specie del 'delfini franciscano', scrivono i media locali, che normalmente vivono abbastanza vicini alla costa e in acque non profonde.
In particolare, biologi e ambientalisti sono preoccupati dall'avvistamento di una grande macchia nel mare, che potrebbe essere stata causata d da una contaminazione. Sul mistero dei delfini morti ha aperto un'inchiesta anche la magistratura.
Sono partite quindi le indagini su pelle e organi degli animali.
I delfini sarebbero morti da almeno settantadue ore.

(Aba/Zn/Adnkronos)
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domenica, febbraio 25, 2007
Coralli con la carie

25 Febbraio 2007 - Come molti sapranno i polipi dei coralli vivono in simbiosi con delle microalghe fotosintetizzanti e forniscono loro il biossido di carbonio,
indispensabile per effettuare la fotosintesi clorofilliana.In cambio le alghe forniscono al corallo i prodotti della stessa fotosintesi e cioè ossigeno e carbonio. Senza questo stretto rapporto con le alghe i coralli non potrebbero sopravvivere. Se il rapporto con le microalcghe è di vitale importanza non si può dire la stessa cosa nei riguardi di certe alghe di più grandi dimensioni che invece producono seri danni alle barriere coralline. E’ quanto hanno scoperto ricercatori della Università della California che descrivono un fenomeno di erosione dei coralli del tutto simile a quello che accade ad un dente quando va incontro alla ben nota carie. Le macroalghe che si moltiplicano a causa dell’inquinamento causato dalle varie attività umane si depositano sui coralli delle barriere coralline e rilasciano su di esse degli zuccheri ad effetto cariogeno. I ricercatori hanno anche scoperto che usando un certo antibiotico la ampicillina , una penicillina semisintetica, il fenomeno dell’erosione del corallo si arresta.

www.mareinitaly.it
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giovedì, febbraio 22, 2007

La barriera corallina di pneumatici

demolizione della barriera corallina fatta di pneumatici

Due milioni di copertoni usati erano stati affondati, con alti scopi ecologici, al largo della Florida nel 1972.
L'idea era di ricreare le condizioni necessarie al formarsi di una barriera corallina.

L'esperimento e' fallito miseramente e i copertoni che si svincolavano dalla barriera (erano trattenuti da fili di nylon e metallo) se ne andavano alla deriva da anni, finendo per soffocare una vera barriera corallina, secondo quanto raccontato dagli esperti di Coastal America.

Ora occorre recuperare tutta quella spazzatura e smaltirla correttamente. Il governatore della Florida Charlie Crist aveva proposto di spendere 2 milioni di dollari per smaltire 675.000 copertoni.
Ad occuparsi del recupero saranno gli allievi del corso di sub delle forze armate statunitensi che procederanno al recupero come esercizio di addestramento. Dopo la raccolta i copertoni saranno avviati al riciclo, all'incenerimento e alla discarica.

Quando sono state vagliate le opzioni, a proposito del riciclaggio si temeva che le incrostazioni e la sabbia avessero potuto "rovinare" la plastica o farla "puzzare", ma si e' visto che le forme di vita non riescono ad aderire a questo genere di substrato. Riciclare questi pneumatici costerà alla Florida 3 dollari per ogni pezzo.

www.repubblica.it

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mercoledì, febbraio 21, 2007
GRAMPO MARY G, DETENUTO, STA MALE E FINISCE IN PRIMA PAGINA
Al delfinario di Riccione dopo la cattura in mare e la perdita dell'addestratrice

La delfina Mary viene nutrita dai volontari del centro Oltremare di Riccione: da due mesi l'animale è ammalato e inappetente e soffre di gastroenterite.21 febbraio 07 - Non e' un 'personaggio' come il celeberrimo 'cugino' Flipper, il delfino della serie tv degli anni '60, ma il grampo Mary G, una delle attrazioni del delfinario di Riccione, fa sempre notizia, anche se si ammala.
E' uno strano destino quello che accompagna questo mammifero. Da due anni, da quando e' venuto alla luce, fatti e circostanze che la riguardano finiscono in prima pagina. Succede anche adesso che il simpatico cetaceo si e' preso una parassitosi.
La notizia non e' nell'infezione che dal 18 dicembre sta sciupando il Grampus Griseus che, peraltro, ora sembra stare meglio. Il fatto e' che ci sono parassitosi e parassitosi.
Quella che ha colpito Mary G e' stata seguita, il 2 febbraio, da un delitto. Tamara Monti, 37 anni, una delle 10 istruttrici del Parco Oltremare di Riccione che la seguivano, e' stata uccisa a coltellate da un vicino di casa perche' i suoi cani 'abbaiavano troppo'. Qualcuno ha avuto la curiosita' di vedere come stesse la cetacea e ha messo in relazione le sue condizioni con la scomparsa di Tamara. E cosi', Mary G e' ritornata in prima pagina. Come quando nel giugno 2005 si incaglio' con la madre nel porto di Ancona e fu soccorsa al delfinario riccionese. O quando perse la mamma. O quando si ammalo' per essersi ritrovata orfana. O come quando, il 20 marzo 2006, Fondazione Cetacea annuncio' che non avrebbe 'preso mai piu' la rotta verso il mare aperto' perche' la morte della mamma era avvenuta quando 'ancora non era svezzato e sarebbe pericoloso liberarlo'.
Sul suo stato si sono fatti consulti internazionali. E cosi' accade dal 18 dicembre, quando lo staff si accorse che non stava bene. Ora, dopo l'accostamento fatto tra l'evento, per altro precedente, e il lutto, dal Parco fanno notare che Mary G e' stata sempre seguita da 10 addestratori e da un curatore e che l'animale non ha potuto soffrire la scomparsa di Tamara. Ma intanto l'interesse sul suo stato e' cresciuto a tal punto che, per reggere l'urto mediatico, e' stato deciso di emettere tutti i giorni un bollettino medico del veterinario Lara Fichtel.
'Fino al 18 dicembre 2006 - e' il testo dell'ultimo referto - Mary G. era ritenuto un animale sano...', ma quel giorno 'e' stata vista per la prima volta bere l'acqua della vasca e rigurgitare il cibo ingerito. Un prelievo di sangue e una gastroscopia hanno evidenziato una infezione gastrointestinale con irritazione della mucosa. Una terapia adeguata e' stata immediatamente iniziata e progressivamente adattata... Mary G.
nelle successive settimane ha iniziato a perdere peso nonostante l'appetito sia sempre rimasto buono. Il dimagrimento provocato dalle problematiche gastrointestinali ha debilitato l'animale aprendo cosi' la strada a infezioni secondarie' e 'tutti i problemi emersi sono simili a quelli incontrati nel corso della riabilitazione (durata circa un anno) e potrebbero essere direttamente collegati a questi. Lo stato di salute di Mary G.
e' stazionario e veterinari, addestratori, biologi e volontari si stanno prodigando per il miglioramento delle sue condizioni fisiche'.

(ANSA)
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martedì, febbraio 20, 2007
BALENE: NAVE GIAPPONE RISCHIA DI RESTARE BLOCCATA NEL GHIACCIO
Rischia versamento dopo rifiuto assistenza offerta da nave di Greenpeace

20 febbraio 2007 - La premier laburista neozelandese, Helen Clark, ha avvertito le autorita' giapponesi che dovranno affrontare le condanne internazionali, se la nave ammiraglia della flotta baleniera, paralizzata da un incendio, causera' un disastro ambientale sulla costa dell'Antartide, vicino ad uno dei piu' grandi terreni di riproduzione di pinguini.
La Nisshin Maru di 8.000 tonnellate e' immobilizzata nelle acque antartiche da quando e' scoppiato un incendio a bordo, giovedi' scorso, uccidendo un marinaio di 27 anni e danneggiando i motori. L'agenzia giapponese per la pesca, che ancora spera che si possano riavviare i motori, aveva rifiutato due giorni fa le offerte di assistenza di Greenpeace, che ha proposto di rimorchiare la baleniera lontano dalla costa con la sua nave ammiraglia Esperanza (su cui e' imbarcata anche la skipper italiana Caterina Nitto), e anche di un rompighiaccio della guardia costiera Usa.
Le autorita' neozelandesi e gli ambientalisti temono che la Nisshin Maru cominci a perdere in mare parte delle piu' di 1.000 tonnellate di carburante e di altre sostanze chimiche che ha a bordo. 'Il mio avviso e' che se i giapponesi non trovano la maniera di allontanare la nave da quell'area, e respingono l'aiuto dalla nave americana o da Greenpeace o da altri, il mondo sara' molto irritato, se vi sara' inquinamento in mare', ha detto Clark.
Secondo Greenpeace, il rischio e' che la nave giapponese resti intrappolata nel ghiaccio, che si sta consolidando con la fine della stagione estiva. 'C'e' una grande striscia di ghiaccio che si sta muovendo verso di noi, e' c'e' il rischio che se il vento cambia e il ghiaccio si spinge verso di noi, resteremo tutti bloccati contro il continente', ha detto alla radio australiana Abc la portavoce della Esperanza, Sarah Holden. Gli elicotteri da ricognizione della Esperanza hanno osservato che i banchi di ghiaccio si avvicinano alle navi alla velocita' di 5 km al giorno.
L'incendio a bordo della Nisshin Maru, la sola nave-mattatoio della flotta baleniera giapponese, ha messo fine alla caccia per questa estate, risparmiando la vita a piu' di 400 balene, poiche' la stagione utile si conclude a fine marzo, e non vi e' abbastanza tempo perche' vada in porto per essere riparata e tornare. La flotta ha ucciso gia' il 50% della quota di caccia 'scientifica' che il Giappone ha stabilito per questa stagione, di un massimo di 945 balene.

(ANSA)


Da Greenpeace

Caro Ocean Defender,

Aiutaci a convincere il Ministro dell'Ambiente Giapponese a prendere dei provvedimenti per allontanare la baleniera danneggiata, Nisshin Maru, dall'Antartico. E' importante muoversi subito sia per la sicurezza dell'equipaggio, sia per prevenire un potenziale disastro ambientale.


Entra in azione ora!

Grazie per il tuo aiuto!
L'equipaggio dell'Esperanza
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lunedì, febbraio 19, 2007

Gasolio troppo caro

18 Febbraio 2007 - Negli ultimi anni il settore pesca ha conosciuto una preoccupante crisi dovuta soprattutto al continuo aumento del prezzo del gasolio. Nonostante qualche lieve diminuzione registrata negli ultimi mesi, il prezzo del carburante rimane comunque alto tanto da portare migliaia di imprese a lavorare al limite della soglia di redditività, se non in perdita.
In un comunicato stampa congiunto, i presidenti delle Associazioni cooperative della pesca Massimo Coccia (Federcoopesca- Confcooperative), Giampaolo Buonfiglio (Agci Agrital) ed Ettore Ianì(Lega Pesca) chiedono che l’Antitrust acceleri le indagini sul cartello dei prezzi petroliferi: “Ora che l’Antitrust, alla quale le associazioni cooperative si erano rivolte da tempo, ha finalmente aperto una indagine nei confronti di nove compagnie petrolifere ci auguriamo che vengano finalmente accertati meccanismi e responsabilità che da un lato dimostrino di quale concorrenza si fa paladina la Ue dall’altro consentano di controllare i prezzi del gasolio e di mettere in atto tutte le iniziative utili a recuperare i danni subiti dalla categoria”.
Il ridotto abbassamento dei prezzi negli ultimi mesi non ha portato alcun giovamento ai bilanci delle imprese armatrici e all’occupazione del settore, mentre è sempre più grave il rischio che per “far quadrare i conti” i pescherecci aumentino lo sforzo di pesca mettendo in pericolo lo stato delle risorse ittiche.

www.mareinitaly.it

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domenica, febbraio 18, 2007

Come muore un delfino da carne

Attenzione, la visione del filmato e' parecchio "indigesta".

I delfini ci fanno tenerezza perché giocano, parlano, hanno rapporti di amicizia come gli esseri umani. Ucciderli in modo cosi crudele fa veramente impressione e ci fa sentire "civili" perché noi la carne di delfino non la mangiamo. Sono gli altri i cattivi.

Ops. C'è un problema: nel corso della sua vita (80 anni in media), ogni italiano fa uccidere per cibarsene circa 1400 animali tra bovini, maiali, conigli, cavalli, polli, tacchini e altri volatili.
Se mangiate carne, fate in modo che gli animali abbiano avuto una vita decente. Dopotutto, voi non siete così cattivi, vero?

Di seguito potrete leggere la reazione a caldo di Francesca Pratali, scritta appena dopo aver visto il filmato:

Come tutti sappiamo il Giappone è purtroppo sinonimo di caccia alle Balene, ma forse alcuni non sanno che può essere anche sinonimo di caccia ai delfini.
Dal primo ottobre fino alla fine di Aprile al largo della baia di Taiji in Giappone ogni anno avviene un massacro.

I Giapponesi sono abili nell'inventare metodi semplicissimi, in questo caso usano una specie di rullo di tamburi subacqueo che crea una barriera sonora, così i delfini, non potendo andare verso il mare aperto, sono costretti a rifugiarsi nella baia dove decine se non centinai di arpioni li attendono. Il tutto perché la carne di delfino, come quella di balena, è molto apprezzata al prezzo di circa duemila yen (100 euro) al chilo.

Questa è una caccia che era sfuggita ad animalisti e attivisti di Greenpeace, forse perché fatta in una baia di una cittadina accogliente un po' stile anni 50, finché non è stato trasmesso il video, se non erro di Richard O'Barry, da cui già nel 2005 era partita una campagna della LAV.

Sono pochi i delfini che si salvano da questo massacro e quelli che ci riescono finiscono in delfinari o in parchi. Il responsabile della LAV settore zoo e Acquari, Giovanni Guadagna, ha stimato che il 65% dei delfini nei parchi o delfinari provengono dalle catture in mare. Senza contare quelli che arrivano dal commercio illegale, pare che più di mille arrivino proprio da Taiji. Una vera e propria tratta di Delfini.

Non so cosa sia peggio, se il massacro o un intera vita dentro delle pareti di vetro per questi odontoceti
Purtroppo questi meravigliosi animali sono già abbastanza minacciati dall'inquinamento e dal traffico nautico senza bisogno che delfinari e pesca ci mettano del loro.
Purtroppo, quando si guarda un delfino in una vasca, non si pensa mai che si senta in prigione, in fondo ha tutto, l'acqua, il cibo i migliori veterinari. A voi piacerebbe vivere in una prigione e vedere sempre quelle 4 mura, o vi piacerebbe essere "Arpionati", trascinati da un auto e poi squartati mentre siete ancora vivi?
Io credo di no, per questo credo che ognuno di noi dovrebbe cercare di fare qualcosa e si può iniziare con una semplice firma a questa petizione.
Mi piacerebbe che anche il nostro governo facesse qualcosa contro queste crudeltà, ma non ci si può aspettare niente da una nazione dove avviene la Mattanza, la caccia ai tonni, ugualmente crudele.
(hanno veri e propri denti), veramente molto intelligenti e con un sistema di comunicazione basato sulla capacità di produrre ultrasuoni ma con anche schemi di movimento.

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categoria:petizioni
domenica, febbraio 18, 2007

Un aiuto troppo scomodo

Nisshin Maru rifiuta aiuto Greenpeace18 febbraio 2007 - Triste incidente diplomatico, se così lo si può definire, nelle acque dell’Antartide. La baleniera giapponese Nisshin Maru è rimasta nei giorni scorsi vittima di un incendio che rischia di devastare l’ecosistema circostante ed anche l’equipaggio. Greenpeace, che ha la nave Esperanza a meno di 24 ore di navigazione, offre il suo aiuto, ma la risposta è no grazie. Anzi l’associazione afferma che il governo giapponese ha addirittura definito gli attivisti "terroristi".

“L'unico atto di terrorismo – dice Greenpeace - risiede, in realtà, nel rifiuto ostinato di un soccorso che eviterebbe una tragedia umana e ambientale”. Un membro dell'equipaggio è infatti disperso e ci sono mille tonnellate di carburante che rischiano di finire in acqua e raggiungere, in poco tempo, la maggiore colonia di pinguini di Adelia al mondo. Trovarsi nel posto giusto al momento giusto sembra non servire a nulla. Intanto la Nuova Zelanda ha chiesto al Giappone di accettare ogni aiuto disponibile mentre Greenpeace ha invitato il ministero degli Affari Esteri italiano ad una azione di pressione sul governo nipponico.

L’associazione fa sapere che l’Esperanza continuerà a navigare in direzione della Nisshin Maru: “È un obbligo morale e legale. Questa tragedia dovrebbe segnare la fine di un commercio terribile, quello della carne di balena, venduta a dispetto dei gusti dei giapponesi, che non la comprano! Il governo di Tokyo dovrebbe investire meglio il denaro dei contribuenti: costruire un'altra nave per fare a pezzi le balene sarebbe vergognoso. E contrario a ogni logica di mercato”.

Mi viene da pensare se dietro questa storia non ci sia qualche rancore. A pensarci bene proprio la Nisshin Maru e Greenpeace furono protagoniste lo scorso anno di un triste episodio. L’8 gennaio 2006 la baleniera speronò la una nave dell’associazione (la Arctic Sunrise). “Quello che è accaduto – dichiarò il capitano Shane Rattenbury - è un tentativo deliberato di speronamento che ha messo a repentaglio la sicurezza della nostra nave e la vita del nostro equipaggio".

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