Nuova Zelanda e Greenpeace chiedono che si allontani dall'Antartide
27 febbraio 07 - La nave ammiraglia della flotta baleniera giapponese nell'oceano meridionale e' riuscita a riavviare i motori e si sta allontanando dalla costa antartica, 10 giorni dopo un incendio a bordo che ha ucciso un marinaio e ha lasciato la nave alla deriva, pericolosamente vicina alla piu' grande area di riproduzione di pinguini Adelie.
Un portavoce dell'agenzia giapponese per la ricerca sui cetacei, Glenn Inwood, ha detto che la flotta decidera' mercoledi' se continuare la caccia 'scientifica' alle balene per raggiungere la quota prescritta di 850 per questa stagione, oppure far rotta verso il Giappone. La Nisshin Maru, di 8000 tonnellate, e' la sola nave-mattatoio della flotta.
'Non stiamo pero' lasciando l'antartico', ha affermato Inwood, davanti alla crescente pressione dal governo della Nuova Zelanda e dagli ambientalisti, perche' la nave si allontani al piu' presto dall'area. La Nuova Zelanda ha avvertito che vi sara' la condanna della comunita' internazionale, se la nave causera' inquinamento in una delle piu' importanti aree di biodiversita' al mondo.
La Nisshin Maru ha a bordo 1,3 milioni di litri di carburante ed e' rimasta immobilizzata ad appena 100 km dalla colonia di pinguini. Ha tuttavia respinto le offerte di essere rimorchiata fuori dell'area dalla nave di Greenpeace Esperanza, che aveva raggiunto l'area per ostacolare con mezzi pacifici la caccia alle balene.
La Esperanza segue ora come un'ombra la flotta giapponese, per assicurarsi che si allontani dall'area a rischio. 'Se tenteranno di ricominciare la caccia alle balene, faremo ricorso all'azione diretta pacifica per fermarli', ha assicurato la portavoce Karli Thomas, a bordo della nave ambientalista.
Il Giappone si oppone fermamente alla messa al bando internazionale della pesca commerciale alle balene. Ogni estate australe conduce la caccia sotto quello che descrive come programma di ricerca scientifica, anche se la carne finisce nei supermercati e ristoranti del Giappone. Quest'anno aveva in programma di uccidere 850 balene minke, o balenottere dal rostro e 10 balenottere azzurre, ma secondo fonti di stampa la flotta, dapprima ostacolata dagli ambientalisti radicali di Sea Shepherd, e poi a causa dell'incendio a bordo della Nisshin Maru, ha raggiunto appena meta' della quota.
(ANSA)










Come molti sapranno i polipi dei coralli vivono in simbiosi con delle microalghe fotosintetizzanti e forniscono loro il biossido di carbonio, indispensabile per effettuare la fotosintesi clorofilliana.In cambio le alghe forniscono al corallo i prodotti della stessa fotosintesi e cioè ossigeno e carbonio. Senza questo stretto rapporto con le alghe i coralli non potrebbero sopravvivere. Se il rapporto con le microalcghe è di vitale importanza non si può dire la stessa cosa nei riguardi di certe alghe di più grandi dimensioni che invece producono seri danni alle barriere coralline. E’ quanto hanno scoperto ricercatori della Università della California che descrivono un fenomeno di erosione dei coralli del tutto simile a quello che accade ad un dente quando va incontro alla ben nota carie. Le macroalghe che si moltiplicano a causa dell’inquinamento causato dalle varie attività umane si depositano sui coralli delle barriere coralline e rilasciano su di esse degli zuccheri ad effetto cariogeno. I ricercatori hanno anche scoperto che usando un certo antibiotico la ampicillina , una penicillina semisintetica, il fenomeno dell’erosione del corallo si arresta.
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