Il Santuario dei Cetacei sta morendo: per salvarlo non servono miracoli, ma Amici!
Il Mar Ligure è uno degli habitat più importanti delle balene e dei cetacei del Mediterraneo. Questo mare è protetto dal Santuario dei Cetacei: un'area marina protetta fasulla, che cosi com'è non serve a nulla.
Greenpeace ti chiede di intervenire in modo concreto per preservare le tante bellezze del Santuario e contrastare le minacce che su di esso incombono. Visto che chi dovrebbe fa finta di nulla, ti chiediamo di far parte degli "Amici del Santuario", amici veri che si diano concretamente da fare per un'idea in cui credono.
È facile diventare Amico del Santuario: basta inviare a Greenpeace foto o video che documentino situazioni (positive o negative), entro l'area del Santuario.
Perché c'è bisogno di un Santuario dei Cetacei e perché proprio nel Mar Ligure?
Nel Mediterraneo sono presenti varie specie di cetacei: dal capodoglio alla balenottera comune, fino alla stenella e al tursiope e anche lo zifio, il grampo, il globicefalo e il delfino comune.
Nell'area del Santuario durante l'estate, le correnti di risalita (upwelling), portano in superficie una gran quantità di nutrienti che permettono la crescita del plancton su cui si basa la catena alimentare che comprende i Cetacei.
Greenpeace ha realizzato, nel 1989, un primo censimento di questi mammiferi marini dimostrando quanto essi fossero comuni nel Mar Ligure. Da qui l'idea di realizzare un'area protetta per tutelare i cetacei ed il loro habitat.
Dopo anni di discussioni, nel 1999 è stato siglato un accordo tra Italia, Francia e Monaco, per l'istituzione del Santuario dei Cetacei, con un'estensione di circa 100.000 Km2. L'accordo è stato poi ratificato dall'Italia con la Legge n° 391 del 2001. Il Santuario è stato inserito nella lista delle aree a protezione speciale della Convenzione di Barcellona e, pertanto, è riconosciuto da tutti i Paesi del Mediterraneo.
Il Santuario è quindi l'unica area del Mediterraneo soggetta (in teoria) ad un regime di tutela anche in acque internazionali. È ovvio che un'area così vasta non può essere una "riserva integrale", ma ci vuole un piano di gestione ed una serie di misure che comprendano, oltre agli interventi di promozione ed educazione ambientale, alla riconversione ed innovazione tecnologica, anche sanzioni mirate per chi viola le norme che vogliono tutelare il Santuario. In breve, la prima grande area del Mediterraneo dove sperimentare modi nuovi per condurre e gestire, in modo sostenibile, attività umane nell'ambiente marino. Purtroppo, assistiamo a "esperimenti" ben diversi, come ad esempio ad un progetto per insediare un'area industriale off-shore (la prima al mondo), in mezzo al mare (il rigassificatore OLT di Livorno-Pisa) o gare motonautiche nella zona di Viareggio.
Le principali minacce che gravano sul Santuario e sui Cetacei sono:
- pesca: cetacei possono essere accidentalmente uccisi dagli attrezzi di pesca, come le reti derivanti, ancora usaste nel Santuario da francesi e italiani;
- inquinamento chimico: non sono state adottate misure per la riduzione dell'inquinamento nell'area del Santuario;
- traffico navale: nel Santuario c'è un intenso traffico marittimo, comprese le navi veloci per il trasporto passeggeri, con alto rischio di collisione con i cetacei;
- inquinamento acustico: i suoni emessi in mare dalle attività umane sono un potenziale disturbo per i Cetacei;
- Whale watching non regolamentato: se condotta in modo scorretto, l'osservazione può costituire un potenziale stress per i Cetacei.








ROMA, 25 giugno 2007 - Aumentano di nuove specie, modifica dei comportamenti di alcuni pesci, dalle migrazioni alla riproduzione. Sono questi, secondo Franco Andaloro, direttore di ricerca dell'Icram, tre sintomi dei cambiamenti climatici e della cosiddetta "tropicalizzazione" del Mediterraneo, un mare che ad aprile/ maggio di quest'anno ha segnato il record della temperatura superficiale registrata da 22 anni a questa parte.
La prima edizione di Sea&Tv, Festival Europeo e Mediterraneo sulla Tv del Mare, si svolgerà a La Maddalena dal 26 al 29 settembre 2007. Al concorso possono partecipare cartoons, documentari e format televisivi, senza limiti di durata e realizzati dopo il 1 gennaio 2005, che hanno come denominatore comune il mare.
22 giugno 2007 - A 500-650 metri di profondità in varie parti del canale di Sicilia, sono stati scoperti dal CNR diverse specie di Coralli e Ostriche giganti.
21 giugno 2007 - La LAV rivolge un appello al Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio affinché si occupi in prima persona e con la massima urgenza delle difficili condizioni degli animali detenuti in cattività, dello sfascio della normativa in materia di zoo di terra e d’acqua, effettuata dal suo predecessore Matteoli, e rimetta mano al Decreto del Ministero dell’Ambiente n.469 del 2001 che regola il mantenimento in cattività dei delfini della specie Tursiope (Tursiops truncatus) - mammiferi della famiglia dei Delfinidi (Cetacei Odontoceti) particolarmente protetti perché in via di estinzione - cui apparteneva anche il piccolo delfino Mosè, morto a soli dieci giorni dalla sua nascita nel Parco acquatico Oltremare di Riccione.