domenica, settembre 30, 2007
L'allarme lanciato dall’Agenzia meteorologica del Giappone
Forte sisma nel Pacifico, allerta tsunami
Alle 4.09 italiane forte scossa al largo della Nuova Zelanda: 7,4 gradi della scala Richter, con epicentro nelle isole Marianne

TOKYO - Una forte scossa di terremoto di intensità pari a 7,4 gradi della scala Richter è stato registrato oggi al largo della Nuova Zelanda. L’Agenzia meteorologica del Giappone ha lanciato l’allarme su un possibile rischio tsunami vicino all’epicentro della scossa, registrata alle 11.09 locali (le 4.09 in Italia) nella parte meridionale delle isole Marianne.

Gli esperti del Centro di allarme per gli tsunami nel Pacifico, con sede nelle isole Hawaii, tendono però a escludere un rischio tsunami. «E’ altamente improbabile - ha affermato Stuart Weinstein, vice direttore dell’istituto - che questo sisma origini uno tsunami distruttivo. A quest’ora avrebbe già raggiunto l’isola di Guam". Territorio degli Stati Uniti nel Pacifico orientale, Guam è l’isola più grande dell’arcipelago delle Marianne.

30 settembre 2007
www.corriere.it
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domenica, settembre 30, 2007

Anche gli abissi soffrono per i cambiamenti climatici

collegamento tra la vita nei fondali oceanici e le fioriture algali. foto mklingo29 settembre 2007 - Le specie che vivono suoi fondali marini non ricevono luce del sole. Sui fondali oceanici la temperatura è molto bassa, mentre la pressione è più alta che in superficie. Gli animali sopravvivono grazie all’idrogeno solforato di sorgenti abissali utilizzato da batteri ipertermofili, primo anello della catena alimentare degli ambienti di profondità. Per lungo tempo gli scienziati hanno creduto che non ci fossero relazioni con tutto ciò che accade in superficie.

Jon Copley dell’università di Southampton ha smentito questa credenza attraverso uno studio fatto su dei gamberetti che vivono in prossimità delle sorgenti di aria calda abissali e hanno un ciclo biologico stagionale.
Questi piccoli crostacei iniziano la loro vita come larve che si nutrono di frammenti vegetali, provenienti della fioritura di piante acquatiche che avviene in superficie. Di conseguenza i gamberetti devono adattare la loro covata per far coincidere la schiusa delle larve con la fioritura delle piante che avviene secondo i cicli stagionali della superficie, altrimenti non possono garantire la continuità della loro specie.

Se succede qualcosa alle alghe, in superficie, ne risentono anche i gamberetti, nelle profondità oceaniche.
Questo studio quindi dimostra che nessun angolo della Terra è al riparo da eventi climatici in mutazione e dovrebbe far ancor di più capire che qualsiasi azione umana che porta ad un inquinamento atmosferico e/o acquatico di anche poco conto, per noi, è un danno molto grande per la natura e i suoi abitanti.

Via | Modus Vivendi Blog

[Francesca Pratali]

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venerdì, settembre 28, 2007

EcoPubblicità - 1,5 milioni di morti infantili per inquinamento delle acque

unicef polluted

Serviceplan per Unicef

28 settembre 2007 - I problemi legati all’acqua saranno (stando ai pareri di esperti) le sfide cruciali che l’uomo dovrà affrontare in questo nuovo secolo. Oltre al preoccupante interessamento del mondo delle lobby a sottomettere l’acqua alle leggi di mercato e ai problemi di disponibilità in certe regioni, uno delle principali pericoli ad essa legata è la sua salubrità.

In molte regioni infatti l’acqua può, se bevuta, compromettere seriamente la salute di un individuo ed essere fatale per i bambini. Con questa shockante campagna UNICEF ci ricorda ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiono per aver bevuto acqua inquinata, più o meno quante potrebbero essere le vittime causate da una bomba nucleare sganciata su una zona urbana.

clicca sull’immagine per vederla ingrandita…

per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna visitate il post parallelo su designer blog

gli altri post della rubrica ecopubblicità

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venerdì, settembre 28, 2007
DELFINI NEL BALTICO

DELFINI NEL BALTICO Due delfini nel Mar Baltico: una madre e il suo piccolo di neanche un anno sono stati avvistati vicino alle isole di Darss e di Hiddensee. La polizia marittima locale ha precisato che questa specie, il “delphinus delphis” (delfino comune), non è solita vivere nel mar Baltico (Afp)

28 settembre 2007 - Due delfini nel Mar Baltico: una madre e il suo piccolo di neanche un anno sono stati avvistati vicino alle isole di Darss e di Hiddensee. La polizia marittima locale ha precisato che questa specie, il “delphinus delphis” (delfino comune), non è solita vivere nel mar Baltico.

(Afp)
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venerdì, settembre 28, 2007
Tonno rosso, per Greenpeace responsabile anche Unione Europea

Roma, 28 settembre 2007 - Ben venga la procedura di infrazione attivata dalla Commissione Europea anche contro l'Italia per verificare le norme di tutela del tonno rosso, ma anche l'Ue ha le sue responsabilita'. A pensarla cosi' e' Greenpeace, secodo cui negli anni scorsi gli Stati membri hanno stanziato milioni di euro per aumentare a dismisura lo sforzo di pesca su questa specie. Secondo il responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia, Alessandro Gianni, non basta fare dei controlli delle norme di tutela, ma occorre verificare il 'piano di conservazione' deciso dalla Commissione per la Conservazione del Tonno Rosso (Iccat) e quindi dimezzare le quote, contrastare la pesca pirata e definire riserve marine nelle aree di riproduzione del tonno rosso, vale a dire Isole Baleari, Tirreno meridionale e Canale di Cipro.
Il Regolamento Mediterraneo, a questo proposito prevede che gli Stati Membri suggeriscano aree chiuse alla pesca, mentre la Convenzione di Barcellona, con un apposito Protocollo, l'istituzione di aree marine protette. In questo ambito, secondo Gianni, 'l'Italia dovrebbe fare la sua parte, proponendo riserve marine per proteggere i tonni e il Mediterraneo con un'azione coordinata tra ministero dell'Ambiente e delle Politiche agricole'. Greenpeace ricorda che nel giugno del 2006 aveva presentato una proposta per la creazione di una rete di riserve in altura per tutelare il 40% della superficie del Mediterraneo.

(ANSA)
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giovedì, settembre 27, 2007
ITALIA CONTRO TONNI ROSSI, PER MINISTRO DE CASTRO "NESSUNA DIFFICOLTÀ"
Botta e risposta pescatori-Legambiente

27 settembre 2007 - L'Italia non avrà "particolari difficoltà" a dimostrare alla Commissione Ue la piena applicazione delle norme comunitarie in materia di tonno rosso. Si è mostrato molto tranquillo il ministro per le Politiche agricole e forestali, Paolo De Castro, commentando a margine del Consiglio dei ministri dell'Agricoltura Ue a Bruxelles la procedura di infrazione lanciata da Bruxelles contro l'Italia e altri sei paesi membri per la pesca del tonno rosso nell'Atlantico e nel Mediterraneo. "Noi non riteniamo che ci siano particolari difficoltà per poter dimostrare che in Italia l'entrata in vigore delle decisioni europee sul tonno rosso è stata il 13 di giugno", ha detto De Castro sottolineando che Roma intende "dare soddisfazione alle richieste della Commissione e pensa di superare positivamente questi rilievi, che non riguardano solo l'Italia ma tutti i Paesi interessati alla pesca del tonno rosso".
Già da fine luglio, il nostro Paese "aveva bloccato le catture", ha assicurato ancora il ministro sottolineando che "mettere in atto su decine di migliaia di pescatori in tutto il mediterraneo la decisione Ue non è stato semplice". In questo contesto, De Castro non ha rinunciato a lanciare una lieve critica contro Bruxelles. "Registro un eccesso di zelo da parte della Commissione. E' evidente che l'annunciare una procedura di infrazione a tutti i Paesi produttori di tonno rosso dopo appena poche settimane da una decisione europea corrisponde più alla volontà di far vedere un dinamismo rispetto a una concreta intenzione di gestire una decisione difficile", ha affermato il ministro ricordando che le nuove norme sul tonno rosso sono entrate in vigore solo il 13 giugno scorso, quando la stagione di pesca nel Mediterraneo si avviava gia' alla conclusione. In ogni caso, ha concluso, "insieme a Spagna, Grecia, Cipro e tutti gli altri Paesi interessati alla decisione ci stiamo adoperando per rispondere a questa richiesta" di informazioni.

(Pal/AKI)
'Non vale la scusa di essere in nutrita compagnia. Italia e Francia sono gli unici due paesi che oltre ad aver omesso di comunicare i dati relativi alle catture sono accusate dall'Ue di non controllare adeguatamente la pesca del tonno rosso. E senza controllo il gia' debole sistema delle quote stabilite diventa assolutamente inefficace a proteggere la specie'. Cosi' Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente, commenta la procedura di infrazione aperta dalla commissione europea contro l'Italia e altri sei paesi (Cipro, Francia, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna) per non aver inviato a Bruxelles i dati relativi alle catture di tonno rosso.
Legambiente, che per tutta l'estate ha portato avanti insieme all'associazione ambientalista spagnola Ecologistas en accion la campagna per la salvaguardia del tonno rosso con tanto di appello per fermare la 'mattanza', ribadisce che le misure approvate recentemente dall'Unione Europea per ridurre lo sforzo di pesca sul tonno rosso non sono ancora sufficienti.
'Ci auguriamo che a questo punto - aggiunge Venneri - il nostro paese non perda altro tempo per attivare degli osservatori imparziali a bordo delle tonnare volanti che garantiscano il rispetto delle regole. Resta comunque - conclude Venneri - la necessita' che siano adottate presto leggi univoche a livello internazionale da applicare rigidamente senza concessione di deroghe, tolleranze o rinvii.'

(Sec/Zn/Adnkronos)

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mercoledì, settembre 26, 2007
Giro d’Italia in canoa per aiutare l’Africa

26 Settembre 2007 -  Sensazionale impresa compiuta da un canoista romano di 34 anni che è riuscito a compiere il Giro d’Italia in kayak in soli 64 giorni di navigazione. Lo straordinario atleta si chiama Francesco Gambella ed è già autore di altre incredibili imprese con cui ha stabilito anche 3 record mondiali.
Il Giro d’Italia di Gambella è iniziato a Savona il 1 giugno e si è concluso nel Canal Grande di Venezia il 4 agosto. I chilometri percorsi sono stati 3850 ed il tempo di percorrenza è stato di 64 giorni. Molto il caldo sofferto durante l’impresa tanto che in certi tratti si è arrivati a punte di 45° e il canoista romano ha dovuto bere fino a 5 litri di liquidi.
L’impegno di Francesco Gambella però non ha sole finalità sportive. Alcune delle sue imprese, infatti, sono state dedicate ai disabili e con il progetto Oltre ogni Barriera l’atleta vuole dimostrare che con opportuni accorgimenti come ad esempio l’impiego della canoa polinesiana certe esperienze in mare sono alla portata di tutti.
Anche il Giro d’Italia in Kayak si è svolto con un preciso intento umanitario, pubblicizzare, cioè, il progetto Flying Doctors di AMREF a cui sono stati devoluti tutti i fondi raccolti durante le varie tappe del giro. AMREF è la principale organizzazione privata sanitaria senza fini di lucro che opera nell’Africa orientale e che quest’anno compie 50 anni di attività e gestisce 140 progetti di sviluppo sanitario in 22 paesi.

www.francescogambella.com - www.amref.it
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mercoledì, settembre 26, 2007
ARRIVANO I PAESAGGI SONORI, BIOACUSTICA PER ANIMALI
Lo studio dei segnali emessi da delfini, formiche, insetti

25 settembre 2007 - Arrivano i 'paesaggi sonori', cioe' le eco-sensazioni acustiche basate sui segnali acustici caratteristici di insetti, anfibi, uccelli, cetacei e mammiferi per comunicare o per ecolocalizzare in dati ecosistemi. Il progetto e' stato presentato al XXI Convegno internazionale di bioacustica Ibac (International bioacoustic council) organizzato dal Cibra, Centro interdisciplinare di bioacustica e ricerche ambientali dell'universita' di Pavia dove sono state presentate le ultime novita' della scienza che studia i segnali acustici di delfini, pipistrelli, insetti e formiche.
'Il convegno e' servito a mettere in contatto ricercatori che si occupano di varie aspetti della bioacustica con gli studenti. Tutti gli animali, dai mammiferi agli insetti, comunicano attraverso segnali sonori, per questo e' importante prevenire l'inquinamento acustico negli habitat naturali e sensibilizzare l'opinione pubblica all'ascolto dei paesaggi sonori', ha spiegato Gianni Pavan, direttore del Cibra.
Varie le iniziative per sostenere il progetto 'paesaggi sonori' dei ricercatori del Cibra, come l'intenzione di far circolare un Cd per far sentire i suoni della natura in ogni riserva naturale, idea gia' operativa nella riseva del Parco Ticino.
'Il progetto paesaggi sonori - ha proseguito Pavan - vuole coniugare la ricerca scientifica con la rieducazione dell'uomo ad ascoltare e rispettare i suoni ed i silenzi degli ambienti naturali. Cosi' come un paesaggio visivo puo' essere rovinato da un edificio, cosi' interferenze di un industria o di un centro urbano intervengono sul paesaggio sonoro. Per questo si comincia a parlare di percorsi sonori all'interno dei parchi'.

(ANSA)
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martedì, settembre 25, 2007

Sea Shepherd lancia Migaloo, la nuova campagna in difesa delle balene in Antartico

Icona fonte notizia25 settembre 2007 - A dicembre la Sea Shepherd Conservation Society intraprenderà la sua quarta spedizione nelle remote acque dell'Antartico, con il lancio della sua ultima campagna in difesa delle balene in questi mari chiamata: Operazione Migaloo.

La Sea Shepherd ha dichiarato che non tollererà ulteriori abusi sulle balene - questa, inoltre, è proprio la specie rappresentate sul logo dell'associazione - e non starà a guardare mentre le baleniere giapponesi progettano di cacciare circa 1000 esemplari tra cui 50 megattere - specie considerata a rischio - e 10 balenottere comuni negli Oceani del Sud.

Questa campagna è stata soprannominata Migaloo in onore di una megattera albina diventata un'icona nazionale in Australia. Quest'anno, gli spietati arpioni Giapponesi hanno preso di mira le megattere e ciò significa che anche Migaloo e tutta la sua famiglia sono a rischio di morte per la minaccia delle baleniere Giapponesi.

Il Fondatore e Presidente della Sea Shepherd, il Capitano Paul Watson, s'imbarcherà presto con un equipaggio internazionale sulla Robert Hunter, per rafforzare le leggi internazionali di protezione e per prevenire l'uccisione illegale delle specie a rischio da parte delle baleniere fuori legge.

"Non ho fondato la Sea Shepherd Conservation Society come un'organizzazione di protesta," dice il Capitano Watson. "Non ho navigato in questi anni solo per assistere alle atrocità che le baleniere continuano a infliggere a gran parte di questi esseri così gentili ed intelligenti nei mari del mondo. Noi siamo dei poliziotti degli oceani che operano legalmente sotto le linee guida della "United Nation's World Charter for Nature", che permette alle organizzazioni non governative di applicare la legge di protezione internazionale nelle giurisdizioni internazionali."

Da più di trent'anni, la Sea Shepherd è in prima linea contro la caccia alle balene, difendendo questi giganti buoni ovunque e in qualsiasi momento. Sea Shepherd ha affrontato e superato notevoli ostacoli con scarse risorse, ha ottenuto diverse vittorie, e ha salvato la vita di migliaia di balene.

Nel 2005-2006, Sea Shepherd ha dato un gran da fare alla flotta Giapponese, tanto che le baleniere se ne sono tornate a casa con 83 balene in meno della quota stabilita. Nel 2006-2007, le baleniere Giapponesi non hanno raggiunto di nuovo la quota stabilita di balene da uccidere, catturandone 500 in meno di quelle previste. La Sea Shepherd ritornerà quest'anno con una nave più veloce in grado di dare filo da torcere alla flotta giapponese, nuovi equipaggiamenti per le azioni, e un equipaggio internazionale di volontari che hanno deciso di trascorrere il loro tempo e vacanze in una delle parti più remote della Terra per salvare le balene.

Sea Shepherd sta cercando di proteggere il più grande tesoro dei mari: le balene. "Vogliamo fermare la Cetacean Death Star, la crudele macchina che uccide questi giganti buoni nota anche come Nisshin Maru, e la sua spietata flotta composta da navi killer con i loro arpioni mortali," dice il Capitano Watson. "Se uccidiamo le balene, gli squali, le foche, e le tartarughe marine, distruggeremo le fondamenta delle vita negli oceani e di conseguenza il genere umano."


Sea Sheperd, Sea Shepherd Launches Operation Migaloo to Defend Whales in Antarctic Whale Sanctuary, 20 settembre 2007


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lunedì, settembre 24, 2007
La corrente non c’è più

24 settembre 2007 - Si è svolta a Roma presso la FAO la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici dove si è parlato anche del riscaldamento del Mediterraneo e le ultime notizie sulla situazione di questo piccolo ma importantissimo mare sono piuttosto allarmanti.
Pare infatti che la temperatura delle acque sia diventata un po’ troppo calda e non soltanto in superficie e d’estate ma anche nelle acque profonde in inverno. Secondo uno studio Icram lo scorso inverno la temperatura del Tirreno fino a 100 metri di profondità ha raggiunto i 2° al disopra della media del periodo e nel Golfo di Trieste nell’inverno 2003 si era già arrivati a 8° sopra la media.
Ed è proprio nel Golfo di Trieste che l’aumento della temperatura dell’acqua ha provocato un preoccupante fenomeno, la scomparsa di una importante corrente marina, la cosiddetta Corrente del Golfo di Trieste. Questa corrente che assomiglia in piccolo alla famosa Corrente del Golfo ha una notevole importanza per tutto il Mare Adriatico ed è per questo che la sua “scomparsa” constatata nel 2003 preoccupa non poco gli esperti. Senza di essa l’Adriatico rischia di diventare un Mar Morto.
Altre conseguenze dovute al riscaldamento dei nostri mari riguardano la riduzione della biomassa, la riduzione della capacità delle acque marine di assorbire la CO2, aumento di specie ittiche provenienti dai mari tropicali.


www.mareinitaly.it
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sabato, settembre 22, 2007
RIEMERSI DOPO 14 GIORNI SOTT'ACQUA

RIEMERSI DOPO 14 GIORNI SOTT'ACQUA  Dopo 14 giorni trascorsi sott'acqua,  a dieci metri di profondità nella «casa in fondo al mare» a  Ponza, i sei acquanauti del progetto Abissi sono riemersi alle  13.45 di sabato mattina. Stanno bene, ad eccezione per il fatto  che tutti, chi più chi meno, soffrono di mal di terra. Adesso si tratta di analizzare i dati raccolti sui sei  volontari (tre uomini e tre donne), ha detto il coordinatore  scientifico dei 12 esperimenti del progetto, Luca Revelli,  istruttore subacqueo e docente di Fisiopatologia chirurgica  della facoltà di Medicina dell'Università Cattolica di Roma. Il progetto ha coinvolto anche l'università di Roma La  Sapienza, l'Istituto di medicina del soccorso, la Società di  medicina e il Centro iperbarico romano (Cir). Sono 150 i ricercatori che adesso dovranno studiare tutti i  dati raccolti nelle 336 ore di durata dell'immersione  dall'holter miniaturizzato, delle dimensioni di un telefono  cellulare, usato dai volontari durante l'immersione per misurare  il battito cardiaco. Saranno analizzati anche i calchi del viso,  che permetteranno di misurare l'idratazione della pelle.

22 settembre 2007 - Dopo 14 giorni trascorsi sott'acqua, a dieci metri di profondità nella «casa in fondo al mare» a Ponza, i sei acquanauti del progetto Abissi sono riemersi alle 13.45 di sabato mattina. Stanno bene, ad eccezione per il fatto che tutti, chi più chi meno, soffrono di mal di terra. Adesso si tratta di analizzare i dati raccolti sui sei volontari (tre uomini e tre donne), ha detto il coordinatore scientifico dei 12 esperimenti del progetto, Luca Revelli, istruttore subacqueo e docente di Fisiopatologia chirurgica della facoltà di Medicina dell'Università Cattolica di Roma. Il progetto ha coinvolto anche l'università di Roma La Sapienza, l'Istituto di medicina del soccorso, la Società di medicina e il Centro iperbarico romano (Cir). Sono 150 i ricercatori che adesso dovranno studiare tutti i dati raccolti nelle 336 ore di durata dell'immersione dall'holter miniaturizzato, delle dimensioni di un telefono cellulare, usato dai volontari durante l'immersione per misurare il battito cardiaco. Saranno analizzati anche i calchi del viso, che permetteranno di misurare l'idratazione della pelle.

www.corriere.it
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sabato, settembre 22, 2007
Eolian Cetacean Project

22 Settembre 2007 - Si terrà per tutto il mese di ottobre 2007, nell’isola di Salina, Arcipelago delle Eolie, l’iniziativa Eolian Cetacean Project organizzato da NECTON-Marine Research Society.
Il progetto ha come obiettivo principale quello di unire l’attività didattica con la ricerca per dare a tutti i partecipanti le conoscenze e gli strumenti idonei per la scoperta dei delicati equilibri che legano i mammiferi marini all’ambiente ed alle attività antropiche.
I ricercatori della NECTON mettono a disposizione la loro esperienza acquisita in tanti anni di ricerca sul campo a chi vuole iniziare o approfondire la sua conoscenza sui cetacei.
L’area di studio di questa iniziativa è l’Arcipelago delle Eolie che grazie alla sua posizione al centro del Mediterraneo è una zona di transito per tutte quelle specie che per ragioni trofiche o riproduttive compiono migrazioni all’interno del bacino.
Base logistica del progetto è il Comune di Malfa che per la sua posizione centrale rappresenta il punto di partenza ideale per lo studio dei mammiferi marini nell’intero arcipelago.
Grazie alle uscite in mare ed alle lezioni teoriche tutti i partecipanti avranno la possibilità di prendere parte attivamente alle diverse fasi della ricerca e di elaborazioni dati per vivere così una esperienza unica alla scoperta del mondo dei mammiferi marini.
Chi desidera partecipare a tale iniziativa ha la possibilità di scegliere tra due diversi livelli di corso: BASIC, per chi si accosta per la prima volta al mondo della ricerca sui cetacei; ADVANCED per chi vuole approfondire conoscenze sulle tecniche di ricerca e di conservazione per la salvaguardia dei cetacei.
Un singolo corso ha durata settimanale ed è aperto ad un massimo di 10 persone.
 
Per maggiori informazione www.necton.it info.necton@email.it 339/1049390 - 347/1337605
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