31 gennaio 2008 - L'acquacoltura, comparto della produzione alimentare di origine animale con il maggior incremento, fornisce il 43% del pesce per uso alimentare; cresce dal 1970 con un ritmo dell'8,8% l'anno e negli ultimi sei anni la produzione mondiale, secondo la Fao e' passata da 35,5 a 47,8 milioni di tonnellate.
Sono questi i dati che emergono dal Rapporto elaborato da Greenpeace Research Laboratories (University of Exeter, UK) presentato al Seafood Summit 2008, la fiera mondiale dell'acquacoltura che si conclude oggi a Barcellona. Oltre a fotografare il settore, il Rapporto mette in guardia dai rischi dei metodi attualmente utilizzati, indicando i principali problemi e alcune soluzioni, affinche' l'acquacoltura 'si caratterizzi come un sistema di produzione a misura d'uomo'.
'Oggi l'acquacoltura non e' la panacea per risolvere la diminuzione dei rifornimenti di pesce causati dalla pesca eccessiva - spiega il responsabile della campagna Mare di Greenpeace, Alessandro Gianni', secondo cui - spesso causa inquinamento, usa sostanze chimiche e farmaceutiche pericolose e viola i diritti umani, compresa la sicurezza dei lavoratori'.
Un problema particolarmente grave, secondo Greenpeace e' la dipendenza dalla farina di pesce per nutrire soprattutto specie pregiate per i mercati 'di lusso'. Per un chilo di pesce d'acquacoltura occorrono mediamente tra 2,5 e 5 kg di pesce trasformato in farina o olio, mentre per far ingrassare di 1 chilo un tonno in uno degli impianti del Mediterraneo servono 20 kg di pesce scongelato. L'acquacoltura spesso quindi inasprisce il problema della pesca eccessiva che, in teoria, dovrebbe risolvere.
(ANSA)








30 gennaio 2008 - Secondo uno studio dell’Università dell’Arizona, delle nuove isole si starebbero formando nell’Adriatico, che andrebbero ad aggiungersi alle 1185 già esistenti in Croazia. Il Prof. 
ROMA, 28 gennaio 2008 - Neppure le profondità degli oceani si salvano dai cambiamenti del clima, che in passato ne hanno decimato la popolazione e che potrebbero essere già responsabili di un aumento molto elevato delle aree prive di vita negli abissi. Lo dimostrano due studi pubblicati dalle riviste Pnas e Geophysical Research letters: nel primo le tracce di cambiamenti climatici avvenuti nel passato sono state trovate nella popolazione di un microrganismo fossile, mentre il secondo ha monitorato l'estensione dei 'deserti biologici', aree degli oceani prive di vita.
28 gennaio 2008 - Cento balene salvate: per due settimane la nave di Greenpeace 'Esperanza' ha impedito alla flotta baleniera giapponese di cacciare nel Santuario delle balene dell'Oceano Antartico. Lo afferma la stessa Greenpeace rendendo noto che, adesso, l'Esperanza, a corto di carburante, deve rientrare in porto. La nave del Governo australiano, 'Oceanic Viking' sta ancora monitorando la flotta baleniera.
SYDNEY, 23 gennaio 2008 - “Mi sentivo piccolo come un moscerino”, ha detto uno degli attivisti di Greenpeace, appena tornato dall’azione di disturbo che ha impedito all’enorme Nishin Maru, la nave giapponese che processa e stiva la carne di balena, di rifornirsi di carburante per diverse ore. Un gommone di Greenpeace si e’ messo tra la Nisshin Maru (lunga 130 metri) e la Oriental Bluebird (160 metri), impedendo che le due navi si legassero per iniziare il travaso dai serbatoi.
L’associazione Marevivo ha chiesto ai delegati dei paesi della Convenzione di Barcellona per la protezione del Mediterraneo, riunitisi per la 15° conferenza dei paesi contraenti ad Almeria nella Spagna meridionale, di istituire la propria Zona di protezione ecologica (ZPE) ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982.