Ocean Indigo
Ci sono anime che hanno cieli azzurri e vibrazioni indaco nel cuore...
là, dove cantano le megattere ai confini del mare.


martedì, settembre 30, 2008, 10:14
BALENA FRANCA AUSTRALE RISCHIA ESTINZIONE IN CILE
Allarme dell'Uicn

30 settembre 2008 - Il sotto gruppo della 'Eubalaena australis', o balena franca australe del Cile e del Peru, "é in pericolo critico": a lanciare l'allarme è l'Unione mondiale per la conservazione della natura.
La Eubalaena australis, si precisa, è quasi del tutto estinta e secondo le stime del Centro di conservazione cetacea "durante gli ultimi quattro decenni gli esemplari non sembrano aumentati: è possibile che esistano meno di 50 animali maturi e che il numero di femmine in grado di riprodursi non sia maggiore di sette".
Dichiarata specie protetta dal 1936, la balena franca australe è stata cacciata nelle acque cilene fino al 1976. E' una delle specie più ambite dai cacciatori, sia per la grande quantità di olio che si può ottenere da un solo esemplare, che per la caratteristica di galleggiare appena uccisa, cosa che ne rende più facile il recupero.
Dopo l'approvazione di una legge in Cile, l'11 settembre, che pone il divieto di caccia alle balene nelle acque territoriali, nelle ultime settimane è stata notata la presenza di vari esemplari di balena franca australe di fronte alle coste del Paese. "Questo rappresenta una speranza per il recupero di questi cetacei nelle nostre acque" ha concluso il presidente del Centro di conservazione dei cetacei, Barbara alletti.

(ANSA)

scritto da camozzi
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domenica, settembre 28, 2008, 20:37
Nuove stime sull'innalzamento dei mari

27 Settembre 2008 - Uno degli aspetti più preoccupanti legati al riscaldamento dell’atmosfera terrestre e allo scioglimento dei ghiacci di Antartide e Groenlandia è l’innalzamento del livello marino e la conseguente scomparsa di molti tratti di costa. Gli scienziati effettuano studi sulla possibile evoluzione del fenomeno ed elaborano stime sulla possibile crescita del livello marino. Lo scorso anno, ad esempio, uno studio tedesco affermava che entro il 2100 il mare si sarebbe innalzato da 50 a 140 centimetri.
Quest’anno invece uno studio condotto da tre studiosi appartenenti a diverse università americane, con riferimento sempre alla data del 2100, parla di un aumento della superficie dei mari da 0,8 a 2 metri. Più pessimisti dunque questi ultimi calcoli che si sono basati sul calcolo della quantità di acqua necessaria per produrre i vari livelli di innalzamento delle acque. Ma per una stima esatta occorrono ancora tempo. Lo studio è stato pubblicato sulla famosa rivista Science.

www.mareinitaly.it
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sabato, settembre 27, 2008, 17:18
La sorte delle balene e' in pericolo

Una sottocommissione ristretta dell'IWC decide il destino delle balene di tutto il mondo.

Fonte notizia

23/09/2008 - Qualcosa di molto strano sta per accadere questo fine settimana (20-21 settembre 2008) a St. Petersburg, in Florida.

Un incontro segreto dell'International Whaling Commission - IWC (Commissione Baleniera Internazionale) è stato programmato da George W. Bush con Bill Hogarth per discutere la possibilità di eliminare la moratoria mondiale sul commercio di carne di balena.

Niente stampa, niente pubblico, nessuna partecipazione da parte delle organizzazioni non governative. Ogni discussione avverrà a porte chiuse nella più assoluta segretezza.

Queste persone non stanno combinando niente di buono. Il loro obiettivo è quello di legalizzare il massacro delle balene.
Per eliminare la moratoria sulla caccia alle balene è necessario il voto di due terzi dei membri dell'IWC e questa votazione ha luogo durante il meeting annuale della commissione. L'ultimo si è tenuto a Santiago, in Cile, lo scorso giugno mentre quello per il 2009 si terrà nell'isola portoghese di Madeira.

Sembra che Gorge W. Bush intenda sacrificare, ormai agli sgoccioli del suo mandato, la vita di migliaia di balene al Dio dell'avidità e della distruzione ecologica.
E tutto ciò senza tener conto della volontà di gran parte della popolazione americana, che è contraria alla caccia alle balene. Hogarth vorrebbe riuscire a strappare un compromesso grazie al quale paesi come il Giappone, la Norvegia e l'Islanda potranno continuare a cacciare le balene, cosa che stanno già facendo da più di 22 anni anche se illegalmente, ma che grazie a questo compromesso diventerebbe perfettamente legale. Questa condizione farà si che tutti i nostri sforzi per far rispettare le leggi di protezione internazionale diventino a loro volta illegali.

E' come se se un rapinatore di banche avesse continuato le sue rapine per vent'anni senza essere arrestato e la polizia decidesse di rendere legali le sue rapine, dato che se l'è cavata per anni, e arrestasse invece i poliziotti che tentassero di intervenire per fermarlo.

Questa settimana, i rappresentanti di soli 26 su 80 appartenenti all'IWC si riuniranno in segreto e a porte chiuse al Grand Beach Resort di St. Petersburg, in Florida, per ascoltare il discorso del Dr. William Hogarth, il quale cerca di far approvare il piano Bush per eliminare la moratoria mondiale sulla caccia alle balene e inchinarsi così alle richieste dei giapponesi che vorrebbero avere nuove quote di animali da cacciare.

L'International Whaling Commission è composta da 80 paesi e ha il compito di difendere la vita delle balene di tutto il mondo e non di approvare piani che favoriscano la loro decimazione. Nel 1986, l'IWC ha imposto una moratoria sul commercio di carne di balena, che ha rappresentato sicuramente uno dei più grandi successi di conservazione ambientale del ventesimo secolo. Da allora l'IWC ha stabilito quote solo per la caccia di sussistenza condotta dagli aborigeni.

Più di 30.000 balene sono state uccise illegalmente per scopi puramente commerciali da quando la morataoria è stata approvata.

Il governo Giapponese, con la scusa della ricerca scientifica ha aumentato notevolmente le operazioni di caccia illegale nelle acque internazionali e ha minacciato di includere nella lista della morte anche le specie di balene a rischio di estinzione. Il cosiddetto massacro scientifico annuale condotto dal Giappone si effettua da dicembre a marzo negli Oceani del Sud, proprio dove si trova il Santuario delle Balene!

Tuttavia il Giappone in tutti questi anni non ha prodotto alcun documento scientifico credibile.

Le balene sono in pericolo non solo perché vengono cacciate, ma anche per l'inquinamento, la diminuzione del plancton e lo sfruttamento da parte dell'uomo del pesce nei nostri mari, l'aumentata acidità negli oceani e l'attività militare. Nessuno di questi fattori è stato preso in considerazione in un qualsiasi studio scientifico. La sola ricerca che il Giappone sta conducendo è nel marketing.

Il Giappone sta facendo di tutto per raggiungere il suo obiettivo. Il Governo Australiano ha già soddisfatto le richieste giapponesi e il Primo Ministro Kevin Rudd ha rinnegato completamente le promesse fatte prima di essere eletto riguardo la salvaguardia delle balene.
E ora anche gli Stati Uniti si stanno prodigando a favore del Giappone.

La Sea Shepherd è stata attaccata in Australia, Canada, Austria, e ora anche negli Stati Uniti.

E' difficile credere che nel primo decennio del 21esimo secolo ci siano così tante pressioni per uccidere delle balene e così tanta animosità verso le persone che al contrario cercano di proteggerle.

Il governo Giapponese invia ogni anno una delegazione composta da 50 membri all'IWC e questa delegazione è ostile e aggressiva. Essendo stati umiliati una generazione fa, molti dei vecchi burocrati vedono questa situazione come un'opportunità per rifarsi delle vecchie frustrazioni e le balene dovranno morire per il "peccato" Occidentale di averle difese nel 1945.

Ciò che accadrà questo fine settimana inciderà sicuramente sulla nostra strategia per la prossima campagna in difesa delle balene. Come tornerà la Sea Shepherd in quelle acque, come forza che farà rispettare le leggi esistenti, o come fuori legge che sempre e comunque proteggerà le balene?

Una cosa è certa – noi NON ABBANDONEREMO mai le balene ai malvagi arpioni della flotta giapponese.

Fonte:
Sea Shepherd, IWC Star Chamber to Decide the Fate of the World's Whales, 15 settembre 2008

scritto da camozzi
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venerdì, settembre 26, 2008, 18:15
Gli orsi polari diventano cannibali

26 settembre 2008 

Orsi polari diventano cannibali

Il ghiaccio artico si scioglie a una velocità sempre più spaventosa. Il tasso di scioglimento dei ghiacciai è aumentato fino al 10% a decade. Il trend è tale che si avrà una situazione preoccupante in cui durante il periodo estivo il ghiaccio artico si scioglierà del tutto.

Chi ci rimette in prima “persona” sono gli orsi polari. Che sappiamo già essere in grave difficoltà. L’asottigliamento e la frammentazione del ghiaccio artico sta mettendo a dura prova la loro sopravvivenza, perchè dal ghiaccio dell’Artico dipendono totalmente per vivere, muoversi, cercare cibo, eccetera. Sono già stati registrati casi di annegamento e addirittura di cannibalismo, ultimo disperato tentativo per la sopravvivenza.

Via | Treehugger
Foto | IamSAM

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venerdì, settembre 26, 2008, 17:03
FERMIAMO LO STERMINIO DEI DELFINI IN GIAPPONE

Ogni anno, nei pressi del villaggio di Taiji (a 3 ore da Osaka), da settembre a marzo, si apre la caccia ai delfini: quest’anno circa 23.000 delfini saranno uccisi. Quello di Taiji è uno sterminio che avviene  tra l’indifferenza dei media giapponesi: cordoni di poliziotti, filo spinato, transenne, tengono lontani curiosi e giornalisti.
I pescatori giapponesi, avvistati i branchi, iniziano a battere violentemente su barre di acciaio parzialmente immerse in mare creando così una barriera sonora che spinge i delfini nella baia.
Le mattanze sono cruenti: i delfini vengono fiocinati, bastonati e uccisi colorando con il sangue il mare della baia. I pochi delfini superstiti al termine della mattanza vengono venduti agli operatori degli acquari.

La carne di delfino, altamente tossica e spesso fatta passare per carne di balena, viene venduta ai consumatori giapponesi, servita nelle mense scolastiche e nei ristoranti, avvelenando così gli stessi cittadini. Test effettuati sulla carne di delfino hanno rivelato la presenza di mercurio 30 volte superiore agli standard stabiliti dal Ministero della Sanità giapponese. Il mercurio è una neurotossina che provoca gravi danni alla salute: ad esempio, abbassa le difese immunitarie, provoca allergie ai cibi, problemi gastrointestinali e vari disturbi neurologici.

La convenzione di Washington inserisce i delfini di Taiji in una lista che prevede tassativamente, sia il divieto di caccia sia l'istituzione di quote di prelievo.

Il Giappone permette la caccia poiché considera i delfini solo dei “parassiti”: questi animali vengono uccisi al fine di preservare il pesce negli oceani, destinato al consumo umano.
L’OIPA rinnova l’appello rivolto al Giappone, chiediamo che sia messa la parola  fine a questo brutale  massacro. Per favore, sostieni l’appello lanciato dall’OIPA, pochi secondi del tuo tempo possono dare voce a chi non ne ha: per difendere i delfini, dobbiamo fare in modo che quante più persone sappiano cosa stia avvenendo.

INVIA LA LETTERA DI PROTESTA!

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giovedì, settembre 25, 2008, 12:02
Ritornano le lontre marine a Vancouver Island
24 settembre 2008 

sea otterLe lontre marine stanno ripopolando parte delle coste di Vancouver Island, dalle quali mancavano da decenni.

Nel 1960 la popolazione di lontre delle Isole Aleutine era stata reintrodotta nella West Coast, ma numerosi esemplari avevano abbandonato quel luogo a causa dell’inquinamento e di perdite di petrolio nelle acque. Secondo quanto rilasciato dalla biologa del Department of Fisheries and Oceans Linda Nichol, quest’ultima evenienza rappresenta una delle più grandi minacce per le lontre marine, dato che esse contano sull’integrità del pelo per mantenere caldo il loro corpo.

Nel 2004 si contavano già circa 3200 esemplari lungo la costa ovest di Vancouver Island e parte della Central Coast. Questi animali sono un’affascinante parte dell’ecosistema marino ed è ancora più affascinante sapere che stiano ripopolando coste da tempo abbandonate. Negli scorsi giorni alcuni fortunati hanno avuto la possibilità di vedere oltre 100 lontre marine poltrire tutte insieme su di un letto formato da piante, pratica questa da loro molto amata.

Via | TheProvince.com
Foto | Flickr

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giovedì, settembre 25, 2008, 11:59
Delfini a rischio estinzione?   

bottlenose dolphin25 settembre 2008 - Il tempo stringe per un gruppo di delfini tursiopi che ha vissuto per settimane nel Navesink River, New Jersey. Bob Schoelkopf, direttore del Marine Mammal Stranding Center in Brigantine, afferma che le temperature stanno scendendo e che se non si prenderanno provvedimenti prima dell’arrivo dell’inverno i delfini non avranno più nulla da mangiare.

Secondo Teri Frady, portavoce per la National Oceanic and Atmospheric Administration’s Fisheries Service in Woods Hole, Mass, questi delfini sono in grado di tollerare una vasta gamma di condizioni ambientali ed inoltre non c’è motivo di pensare che non siano loro stessi a lasciare la zona se le condizioni dovessero esser tali da non essere più adatte a loro. Spostare i delfini forzatamente in un’altra zona potrebbe portare addirittura alla loro morte.

Al momento sembrerebbe che questi delfini siano fuori pericolo, secondo alcuni avvistamenti degli scorsi mesi pare che abbiano già iniziato a spostarsi. Sono infatti stati avvistati alcuni esemplari prima nel fiume Shrewsbury e poco dopo nelle zone attorno Oceanic Bridge, che attraversa il Navesink tra Middletown e Rumson.

Via | App.com
Foto | Flickr

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mercoledì, settembre 24, 2008, 18:18
AMORE PATERNO ANIMALE. UN PICCOLO PESCE INSEGNA. CHE DIRE?

Così scrive l'etologo Konrad Lorenz nella sua monumentale opera ‘L'anello di re Salomone', Adelphi , Milano, 1991, pp.43,44:

Immagine:Hemichromis bimaculatus1.jpg«Ero venuto in istituto nel tardo pomeriggio, al crepuscolo, e volevo dar presto qualcosa da mangiare ad alcuni pesci che quel giorno non avevano ancora ricevuto nulla; tra l'altro anche a una coppia di pesci gioiello che stava allevando la prole. Avvicinandomi alla vasca vidi che quasi tutti i piccoli erano già nel nido, gelosamente sorvegliati dalla madre, che non si mosse per prendere il cibo neppure quando gettai nell'acqua dei pezzetti di lombrico. Invece il padre, che tutto eccitato percorreva l'acquario in lungo e largo alla ricerca dei piccoli dispersi, si lasciò attirare dalla coda di un bel vermicello , distogliendosi così dalla sua occupazione. Si avvicinò dunque ed afferrò il verme, che però, date le sue dimensioni, non riuscì a inghiottire subito. Mentre lo stava masticando a piena bocca, vide uno dei suoi piccoli che si era smarrito e nuotava da solo per la vasca. Come fulminato guizzò via, raggiunse il piccolo e lo prese nella bocca, che era già assai piena.

Era un momento emozionante: il pesce aveva in bocca due cose diverse, una delle quali doveva finire nello stomaco, l'altra nel nido. Che cosa sarebbe accaduto? Confesso che in quel momento non avrei dato un soldo per la vita del pesciolino. Invece accadde una cosa veramente incredibile: il pesce padre se ne rimase immobile, con le guance gonfie, ma senza masticare. Se mai ho visto un pesce riflettere, è stato proprio quella volta. Che cosa straordinaria: un pesce che vive una vera e propria situazione conflittuale, né più né meno di un uomo, e che se ne sta lì immobile, senza via d'uscita, incapace sia di avanzare sia di retrocedere! Per molti secondi il padre se ne stette lì bloccato, e si poteva comprendere tutto ciò che accadeva in lui. Poi risolse il conflitto in modo degno della più grande ammirazione: sputò fuori tutto il contenuto della bocca; il verme cadde sul fondo, e così pure il piccolo pesce gioiello. Allora il padre si rivolse decisamente al verme, che divorò con gran calma, senza però perdere d'occhio il suo piccolo, che giaceva ‘obbediente' sul fondo. Quando ebbe finito, aspirò il piccolo e lo portò a casa dalla mamma. Alcuni studenti, che avevano assistito all'intera scena, si misero come un sol uomo ad applaudire».

24 settembre 2008

Federico Bartolozzi

www.luigiboschi.it/


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martedì, settembre 23, 2008, 12:00
ESPERTI, INDIVIDUATE 100 NUOVE SPECIE DI SQUALI
Al via convegno a Sydney

23 settembre 2008 - La scoperta di oltre 100 specie finora sconosciute di squali e di razze in acque australiane, e la maniera migliore di proteggerle, sono fra i temi di un incontro di più di 60 esperti mondiali, cominciato a Sydney. La maggior parte delle specie, identificate usando test del Dna da scienziati dell'Ente federale australiano di ricerca Csiro, sono state scoperte al largo della costa orientale del continente. Una di esse - Parascyllum elongatum, o squalo tappeto dal collare - è così rara che l'unico esemplare conosciuto è stato trovato nello stomaco di un altro squalo.
"E' una conquista scientifica eccezionale", ha detto Peter Trott, responsabile per la fauna marina di Wwf Australia, che ospita il convegno sotto l'insegna della Oceania Chondrichthyan Society (Ocs). "Ora dobbiamo studiare quali cambiamenti nella gestione dell'ambiente marino saranno necessari per proteggere questi animali, ed è a questo che gli esperti sono chiamati a rispondere", ha aggiunto.
Gli scienziati esamineranno la situazione attuale, le tendenze in atto e la gestione degli squali su scala globale, con particolare attenzione all'Oceania ed al progetto di 18 mesi condotto dal Csiro, che ha nominato formalmente e descritto le 100 specie di squali, razze e chimere. Gli esperti dovrebbero anche lanciare un appello urgente per maggiori ricerche e per una gestione più severa della pesca commerciale.
Trott ha sottolineato che i pescatori spesso si trovano letteralmente a 'pescare nel buio', non potendo distinguere fra una specie di squalo a rischio e una più comune. Gli squali - ha spiegato il responsabile - svolgono un ruolo cruciale negli equilibri e nello stato di salute degli ecosistemi marini, e sono "estremamente vulnerabili" alla pesca eccessiva perché la loro crescita è molto lenta, sono longevi e poco prolifici. "Non ci possiamo permettere di perdere gli squali dai nostri oceani", ha concluso Trott.

(ANSA)

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lunedì, settembre 22, 2008, 11:32
SCOPERTE CENTINAIA DI "NUOVE" SPECIE MARINE IN AUSTRALIA
Esplorazione durata quattro anni

22 settembre 2008 - Circa 300 nuove specie di coralli soffici dai colori squisiti, alcune meduse capovolte per catturare la luce, e crostacei parassiti che mangiano la lingua dei pesci e vi si sostituiscono. Ci sono anche loro fra le numerose creature scoperte in un'esplorazione di quattro anni delle barriere coralline australiane. L'inventario, di cui oggi é stato diffuso un rapporto preliminare, è parte del Censimento mondiale della vita marina (CoML), finanziato da governi, da sezioni delle Nazioni unite e da organizzazioni ambientaliste, che dovrà essere pubblicato nel 2010.
I ricercatori australiani hanno condotto tre spedizioni, presso le isole Lizard e Heron nella Grande barriera corallina al largo della costa nord orientale, e nella barriera di Ningalooo, a nordovest del continente, raccogliendo migliaia di esemplari. "Gli scienziati lavorano in questi luoghi da molto tempo, e ancora vi sono letteralmente centinaia e centinaia di nuove specie che nessuno ha mai raccolto e studiato", ha detto Julian Carey, dell'Istituto australiano delle scienze marine, che ha un ruolo guida nella ricerca.
"Di fronte a quello che non sappiamo, la nostra conoscenza della vita marina è come la proverbiale goccia nell'oceano", ha aggiunto. "In questo senso, è importante riconoscere che se non comprendiamo quale biodiversità vi sia in quegli habitat, non avremo molte possibilità di proteggerle", ha aggiunto.
Fra le creature che i ricercatori hanno scoperto vi sono circa 300 coralli soffici, conosciuti anche come coralli octopodi, per gli otto tentacoli che cingono ciascun polipo, che non sono stati mai descritti dagli scienziati, e molte decine di crostacei finora sconosciuti, fra cui animali simili a gamberetti con le pinze più lunghe del corpo.
Uno degli animali documentati è la medusa Cassiopea, che si capovolge e agita i tentacoli per consentire alle microalghe che vi vivono di catturare la luce del sole per realizzare la fotosintesi. Sono stati scoperti anche diversi isopodi, piccoli crostacei descritti come 'gli avvoltoi del mare' perché si cibano di pesci morti. Una specie detta cymothoidae scava nella carne di pesci vivi, ne mangia la lingua e la sostituisce, sistemandosi nella bocca del pesce.
Gli scienziati di diversi musei australiani hanno avviato la complessa procedura di individuare i codici genetici e la tassonomia, il sistema formale di assegnare un nome agli esseri viventi, un lavoro che richiederà anni. I ricercatori esploreranno le tre località coralline ogni anno per i prossimi sei anni, per imparare di più sui coralli soffici, che sono poco conosciuti, pur rappresentando gran parte della Grande barriera corallina.
"Centinaia di migliaia" di forme di vita devono ancora essere scoperti", ha detto Carey. Le scoperte conseguite avranno benefici diretti anche per gli esseri umani, ha aggiunto. "La fauna marina è già molto usata in medicina, e le creature potranno anche fornire indicazioni su come affrontare il cambiamento climatico e l'inquinamento".

(ANSA)

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lunedì, settembre 22, 2008, 11:31
Registrato canto delle balene

New York, 22 settembre 2008 - Nelle acque circostanti la città di New York sono state registrate per la prima volta le 'voci' delle balene. Ad annunciarlo gli esperti del programma di ricerca di Bioacustica del Cornell Lab of ornithology e il Dipartimento di conservazione ambientale (Dec) del New York State Department, che hanno piazzato dei registratori in acqua durante i periodi di migrazione della balena franca nordatlantica. "Questo è un momento emozionante per gli abitanti di New York - spiega Chris Clark, direttore del programma di ricerca - per il solo fatto di pensare che le balene cantino a così breve distanza da Statua della libertà, Empire State Building, Carnegie Hall, Times Square". In fondo "si tratta degli animali più grandi ed enormi del Pianeta che cercano di vivere accanto alle coste di New York - aggiunge Clark - e si tratta della dimostrazione che esistono scoperte importanti da fare proprio dietro l'angolo".
"Grandi cetacei si sono avvicinati spesso alle grandi città - spiega Fabrizio Borsani, biologo esperto di bioacustica - ed é capitato che risalissero il Tamigi oppure arrivassero fino a Montreal". L'esperto italiano spiega anche che "di fronte a New York c'é un canyon sottomarino, l'Hudson Canyon, che con condizioni particolari di correnti trasporta verso la città nutrienti e quindi attira molti animali, dallo squalo bianco a quello tigre, fino alle balene".

(ANSA)
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domenica, settembre 21, 2008, 10:32
Vancouver Island epicentro dell'infestazione di alghe   

alghe21 settembre 2008 - Secondo i ricercatori della Malaspina University College e l’ecologista Max Bothwell del Environment Canada, Vancouver Island è l’epicentro dell’infestazione di viscide alghe marroni definite “rocksnot”.

Sembra che le acque fluviali non contaminate siano ormai poche a causa della rapida espansione di queste alghe: infatti la loro prima apparizione risale al 1989 nel Gold River ed in cinque anni hanno raggiunto i fiumi di altre 12 isole. Nel 2007, nelle acque del lago Edith vicino Kamloops sono morti all’incirca 300 pesci a causa dell’enorme quantità di alghe, mentre lo scorso giugno nel lago Shuswap si è creata un enorme striscia di alghe dal color dorato della lunghezza di 50km.

La scorsa primavera il Wood Lake è stato addirittura chiuso dal dipartimento di sanità locale a causa di alcuni fiori dal colore blu-verde in grado di uccidere un cane in due ore. Le possibili cause sembrano essere il nuovo sviluppo di case, agricoltura, case galleggianti e quindi ancora una volta inquinamento prodotto dall’uomo.

Via | Canada.com
Foto | Flickr

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venerdì, settembre 19, 2008, 11:06
Disastro ambientale: inquinamento di cianuro in Colombia


19 settembre 2008 - La scorsa settima in Colombia si è rischiato un vero disastro ambientale a causa del rovesciamento, nel fiume Maddalena, di un traghetto addetto al trasporto di 96 fusti di cianuro. Le autorità colombiane intervenute immediatamente sono ancora alla ricerca di 2 fusti dispersi nelle acque del fiume.

Il presidente colombiano Alvaro Uribe ha vietato il trasporto fluviale di cianuro ed altre sostanze tossiche fino ad ulteriori notizie. Inoltre nell’incidente sono stati dispersi nelle acque oltre due tonnellate e mezzo di sostanze chimiche tra cui erbicidi e solfato di zinco.

Secondo quanto rilasciato dalla squadra di subacquei impegnata nel recupero del materiale tossico, sembra che le ricerche siano ostacolate dalle forti correnti e dall’inquinamento del fiume Maddalena: infatti tutti i fusti sono già ricoperti da grandi quantità di melma. A proposito di inquinamento sembra che nelle scorse settimane ci siano state numerose telefonate per avvistamenti lungo il fiume e le coste caraibiche di rifiuti ospedalieri (siringhe e contenitori di sangue) ed altri rifiuti industriali.

Via | LosAngelesTime.com

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giovedì, settembre 18, 2008, 09:41
BALENE: TRE ATTIVISTI SEA SHEPHERD SU LISTA RICERCATI INTERPOL
Per attività contro baleniera giapponese

18 settembre 2008 - L'Interpol ha inserito nella lista dei ricercati internazionali tre attivisti dell'associazione ambientalista radicale Sea Sheperd, sospettati di aver interferito nelle attività di 'ricerca' della baleniera nipponica 'Kaiko Maru' nell'oceano Antartico a febbraio del 2007.
Lo rende noto oggi la polizia giapponese, che il mese scorso aveva chiesto e ottenuto, presso il tribunale distrettuale di Tokyo, un mandato di cattura per i tre ambientalisti - due cittadini statunitensi e uno britannico - accusati di aver danneggiato il propulsore della baleniera e di aver lanciato lacrimogeni durante un'azione ravvicinata.
Secondo la polizia, inoltre, l'Interpol ha diramato un'ordinanza chiamata in codice 'blue notice', che, al contrario del 'red notice', non prevede l'arresto e l'estradizione ma solo la raccolta di informazioni addizionali sulle identità e le attività dei ricercati.
A gennaio di quest'anno il confronto tra gli attivisti e la flotta nipponica aveva toccato l'apice con l'irruzione di due ambientalisti di Sea Shepherd sulla nave 'Yushin Maru 2', episodio che aveva costretto l'equipaggio di quest'ultima a sospendere le attività di pesca per un mese oltre a inasprire la polemica tra i governi di Tokyo e Sydney.

(ANSA)

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