Ocean Indigo
Ci sono anime che hanno cieli azzurri e vibrazioni indaco nel cuore...
là, dove cantano le megattere ai confini del mare.
domenica, novembre 30, 2008, 16:03
Spagna: nuovo impianto che sfrutta l'energia delle onde
30 novembre 2008 - Gli impianti di generazione energetica dalle onde sono dei sistemi tanto affascinanti quanto tecnologicamente ancora immaturi per essere considerati come vere alternative ai sistemi convenzionali di energia. Ecoblog ha più volte trattato tale argomento e in questo senso mi sembra interessante riportare la notizia dell’avvio di un progetto del genere nei Paesi Baschi in Spagna.
L’impianto sorgerà a Lemoiz, nel nord della penisola iberica, e sono già stati avviati i primi lavori della sua costruzione. Qualche giorno fa è infatti stata installata la prima boa, però, affinché il progetto venga completato definitivamente, si dovrà aspettare un periodo di almeno due anni.
L’impianto, una volta portato a termine, sarà in sostanza un sistema costituito da una serie di boe che, attraverso dei generatori posti sul fondo del mare, saranno capaci di trasformare l’energia cinetica delle onde in energia elettrica. Attraverso un cavo flessibile l’elettricità verrà trasportata ad una sottostazione sulla terra ferma.
E’ qui possibile vedere il funzionamento di questo affascinante sistema. Il complesso di Lemoiz ha un costo di 15 milioni di euro ed con una potenza di picco di 20 megawatt. Una volta operativo si presume sia capace di servire il fabbisogno energetico di circa 6.000 unità abitative.
I promotori del progetto hanno anche messo su un centro di ricerca che lavorerà per migliorarne la capacità generativa, in modo tale che simili sistemi possano raggiungere una maturità tecnologica elevata in futuro.
Via | Elpais.es
Foto | Flickr
www.ecoblog.it
venerdì, novembre 28, 2008, 11:29
BALENE SPIAGGIATE SALVATE, ORA AIUTANO GLI SCIENZIATI
In Australia
28 novembre 2008 - Un gruppo di 11 balene pilota, sopravvissute grazie agli sforzi di ranger e volontari ad uno spiaggiamento di massa nel nord della Tasmania, stanno trasmettendo nuove conoscenze agli scienziati sulla loro, poco conosciuta, vita di profondità. Cinque delle balene, alle quali sono stati applicati dispositivi di tracking satellitare, permettono infatti agli studiosi di seguire ogni loro movimento. Agiscono inoltre da 'faro di segnalazione' per gli aerei degli scienziati, che possono filmarle dall'alto.
Sessantacinque balene erano state trovate sabato arenate a Anthonys Beach, tristemente nota come trappola per le balene.
Decine di persone hanno lavorato giorno e notte per confortarle e tenerle bagnate e le sopravvissute, trasportate ad un'altra spiaggia più aperta, sono state rilasciate con l'alta marea. Da allora hanno percorso circa 160 km e si sono unite ad un altro branco. E' la prima volta che si può verificare il successo di un'operazione di salvataggio di balene, che spesso si arenano per motivi ancora sconosciuti sulla costa nord della Tasmania, durante la migrazione annuale verso nord.
(ANSA)
giovedì, novembre 27, 2008, 11:23
MATTANZA A PROCIDA, SU YOUTUBE VIDEO SULL’UCCISIONE DEI TONNI
LAV invia esposto in Procura per maltrattamento di animali
27 novembre 2008 - Pescatori che inseriscono con decisione un cavo d’acciaio nella testa dei tonni che si agitano violentemente, coperti dal proprio sangue, fino alla morte. Questo lo spettacolo cruento che si può VEDERE nel filmato che denuncia “l’uccisione dei tonni rossi con metodi cruenti per servire sushi giapponese”. Tali modalità di abbattimento, come detto nel filmato, sarebbero volute dai giapponesi per rendere il tonno “buono per il sushi”.
“Per mesi hanno tentato di farci credere che gli animali venissero uccisi con tecniche incruente o con pesca e morte per asfissia, mentre ora si vede nella sua drammatica realtà il vero volto della mattanza - dichiara Ciro Troiano, responsabile Tutela Ambiente della LAV. Addirittura hanno tentato di addossarci la responsabilità della morte lenta degli animali a causa del sequestro dei fucili subacquei muniti di cartucce, asserendo che l’unica alternativa ai fucili fosse la morte per asfissia, ora vengono fuori i veri metodi che definirli crudeli è poco. Metodi utilizzati già prima del sequestro delle armi, come questo filmato e altri dimostrano. Per quel che ci riguarda – conclude Troiano- ora si aprono nuovi scenari giudiziari perché invieremo un esposto alla Procura affinché siano valutate eventuali ipotesi di maltrattamento di animali”.
www.infolav.org
mercoledì, novembre 26, 2008, 16:47
Ho cambiato i connotati
21 novembre 2008 - Questa sogliola (Solea solea) è appoggiata sul fondale ed ha la faccia tutta storta. Sembra quasi uscita da un quadro di Picasso. Si è ridotta così per nascondersi dai predatori – uomo compreso - che vanno ghiotti delle sue carni delicate.
Alla nascita infatti aveva le sembianze di un pesce "normale", con gli occhi ai due lati della testa. Ma durante la crescita, come ogni sogliola che si rispetti, ha cambiato completamente aspetto. Il corpo si è appiattito e gli occhi si sono spostati entrambi sullo stesso lato.
Il risultato è questa smorfia non molto sexy. Così "conciata" però la fifona può guardarsi in giro rimanendo acquattata nelle sabbie del Mediterraneo, dove vive. Quando si tratta di salvare la pelle, la bellezza non conta!
www.focus.it
mercoledì, novembre 26, 2008, 12:00
Pesca, L'ICAAT non salva il tonno rosso
26 novembre 2008 - Qualche giorno fa abbiamo parlato a proposito del “Convegno sul Tonno Rosso” che si è tenuto a Marrakech (Marocco), illustrando le posizioni di alcuni degli Stati interessati alla questione, le richieste delle associazioni ecologiste e la valutazione dei possibili scenari che si sarebbero potuti delineare a seguito di questo importante incontro.
Ora, conclusosi l’appuntamento, illustreremo quali conclusioni sono emerse dal convegno, cercando di tracciare il quadro della situazione delineatosi. Le decisioni hanno accontentato più le richieste del settore pesca dei diversi Stati interessati alla questione che non quelle delle associazioni ecologiste.
In sostanza i 46 Stati membri della ICCAT hanno approvato (ad eccezione della Libia) un pacchetto pesca che limita a 22.500 tonnellate il massimo di catture possibili (CTA) e impone un fermo biologico alla pesca del tonno rosso per il periodo che va dal 15 aprile al 15 giugno nelle aree del Mar Mediterraneo e dell’Atlantico Orientale.
Secondo un comunicato dell’ICCAT non sarebbero queste le misure ideali che inizialmente si prevedeva di attuare, ma gli interessi economici e sociali del settore pesca non hanno permesso di applicare norme più restrittive. Molto critica la posizione delle associazioni ambientaliste (WWF e Greenpeace in testa), che hanno criticato le decisioni approvate mostrando grande preoccupazione per il futuro di questa popolazione di pesci.
Secondo le associazioni si tratta di decisioni che porteranno inevitabilmente ad un crack del settore pesca e all’estinzione del tonno rosso. Le stesse infatti proponevano come soluzioni quelle di un peso limite inferiore della cattura (15.000 tonnellate) e la sospensione dell’attività di pesca per tre mesi (anziché per due), in modo da creare migliori condizioni per la riproduzione al tonno rosso.
Ancora una volta le richieste della sfera ambientale hanno (purtroppo) lasciato più spazio a quelle del fronte economico e socialo. L’appuntamento a nuovi aggiornamenti è probabilmente rimandato a qualche anno, quando si potrebbe discutere di una situazione ancor più drammatica rispetto a quella attuale.
Via | El mundo.es
Foto | Flickr
www.ecoblog.it
martedì, novembre 25, 2008, 10:48
UNDICI BALENE ARENATE RIPRENDONO IL LARGO
Purtroppo altre non ce l'hanno fatta
25 novembre 2008 - Seguite dai satelliti e da un aereo di ricognizione, hanno finalmente ripreso il largo le undici balenottere sopravvissute ad uno spiaggiamento di massa in un'insenatura nel nord della Tasmania, in Australia. Sono le più fortunate in un branco di 65 balene pilota, o globicefale, trovate sabato scorso arenate nel bagnasciuga di Anthonys Beach, tristemente nota come trappola per le balene.
Decine di ranger e di volontari, fra cui molti turisti, hanno lavorato giorno e notte nel vento gelido per confortarle e tenerle bagnate, dopo che lo spiaggiamento era stato scoperto da una donna che portava a spasso il cane. Ieri le balene sopravvissute, lunghe fino a tre metri, sono state trasportate su camion specialmente attrezzati per 17 km fino ad un'altra spiaggia più aperta, e guidate al largo con l'alta marea.
A cinque dei cetacei sono stati applicati dispositivi di tracking satellitare, e una mappa satellitare diffusa oggi mostra che stanno nuotando vigorosamente a 40 km dalla costa, verso le rotte di migrazione annuale al nord frequentate da balene di varie specie, a cui si prevede si accoderanno. E' la prima volta che vengono usati congegni di tracking in un salvataggio di balene in Australia.
(ANSA)
martedì, novembre 25, 2008, 10:28
STRAGE DI NARVALI INTRAPPOLATI NEL GHIACCIO
In Canada
25 novembre 2008 - Strage nei mari del nord del Canada di 'narwhals', i mammiferi marini dotati di un lungo 'corno' da cui deriva il nome di 'unicorni del mare'.
Almeno un centinaio di esemplari sono rimasti intrappolati nei ghiacci e i cacciatori di balene ne hanno fatto una strage al largo dell'isola di Baffin, non lontano dalla piccola città di Pond Inlet.
La mattanza è stata confermata dalle autorità canadesi. Il 'corno' dei narvali può raggiungere anche i tre metri di lunghezza e secondo i cacciatori vi è un diffuso mercato per la vendita di questo 'pezzo'. I cacciatori, usando fucili e arpioni, non hanno avuto difficoltà ad uccidere un numero imprecisato di animali, tra i 100 e i 200, che erano rimasti intrappolati nel ghiaccio e non avevano modo di fuggire.
(ANSA)
lunedì, novembre 24, 2008, 21:10
Il sequestro di CO2 sotto il mare diventa legge in Australia
24 novembre 2008
Mentre in Europa si parla di sequestro di CO2 con poca convinzione e si dimostra l’applicabilità della cosa solo attraverso impianti pilota, dall’altra parte del globo ci si spinge oltre. Il governo australiano infatti ha addirittura creato una legge per il sequestro di anidride carbonica, regolamentando che il gas di scarto dei settori produttivi (elettrico e industriale) possa essere appositamente catturato e rinchiuso sotto il fondo marino.
La legge sullo stoccaggio di gas serra in sostanza autorizzerà il trasporto in gasdotti della CO2 e il suo stoccaggio in profonde formazioni geologiche sotto il mare, regolando quindi l’accesso e i diritti di proprietà in acque territoriali.
Questa decisione permetterà quindi una semplificazione dei vincoli ambientali imposti all’industria del carbone, attività, come risaputo, particolarmente florida nel continente australiano in quanto di primaria importanza sopratutto per il settore di generazione elettrica.
Ma le novità non finiscono qui. Infatti fra le soluzioni adottate alla lotta al riscaldamento globale, dovrebbe essere prevista anche la nascita di un mercato delle emissioni con caratteristiche simili a quello già esistente in Europa.
Via | Alp.org.au
Foto | Flickr
www.ecoblog.it
domenica, novembre 23, 2008, 20:54
Un battello ospedale per l’Africa
22 Novembre 2008 - L’associazione medica MED e MED-Medicina e Mediterraneo è un’associazione senza fini di lucro che ha tra gli obiettivi “la creazione di sinergie a tutti i livelli della ricerca, dell’assistenza tra Istituti e Medici dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo”. Tra i diversi progetti che si devono all’impegno di questa associazione c’è la realizzazione di uno speciale battello ospedale: il Floating Mobile Hospital. Si tratta di una imbarcazione dotata di attrezzature mediche, sala operatoria, sala parto, laboratorio analisi, con cui si intende offrire un servizio di pronto soccorso e trasporto malati in vicine strutture agli abitanti dei villaggi più isolati che si trovano sulle rive del Lago Vittoria, il più grande lago africano che si divide fra Kenia, Tanzania e Uganda.
In questa zona le strutture sanitarie sono limitate e quelle che ci sono hanno scarsi mezzi a disposizione. L’ospedale-battello si chiamerà Kushirikishana, che in lingua locale significa cooperazione tra i popoli e oltre ad offrire assistenza sanitaria intende essere anche un’occasione di incontro fra le diverse popolazioni spesso in lotta fra loro.
L’iniziativa ha il sostegno della Marina Militare Italiana del Ministero degli Esteri e della Provincia di Roma. Per maggiori informazioni e donazioni: www.med-med.net
www.mareinitaly.it
sabato, novembre 22, 2008, 18:12
Lago quando capita
22 novembre 2008 - La costanza non è proprio il suo forte. Un anno c’è e quello dopo, se non piove abbastanza, scompare. E anche se in questa foto da satellite, il Lago Carnegie (nell'Australia occidentale) sembra come tanti azzurro e profondo, non è sempre così. Nelle annate più secche, infatti, il clima torrido di questa regione fa evaporare quasi del tutto l'acqua. Lasciando dietro di sé soltanto un ammasso di fango appiccicoso. Complicando non poco la vita agli "inquilini" del lago - piante e anfibi - che rimangono così all'asciutto.
Il lago rosa (guarda)
Le più belle foto da satellite (slide show)
[E. I.]
Foto: © USGS
www.focus.it
giovedì, novembre 20, 2008, 18:06
Conferenza mondiale sulla biodiversità
20 novembre 2008 - Domenica scorsa si è tenuto il quarto aggiornamento del censimento dei mari. Si è svolto in questi giorni a Valencia in Spagna, la Conferenza mondiale sulla biodiversità. Tra le scoperte rese note vi sono sottili stelle marine che vivono sulla vetta di una montagna sottomarina al largo delle coste della Nuova Zelanda, grazie ad una corrente di 4 chilometri all'ora. Nei mari antartici, ad alta salinità si trovano le piovre antartiche. Nel Mississippi Canyon, sul fondo del Golfo del Messico, si trovano minuscoli crostacei, oltre 14 mila in un metro quadrato.
Lo scienziato Ron O'Dor ha spiegato che si fanno continue scoperte, le quali poi vanno catalogate e studiate. Sono proprio queste piovre di profondità ad appassionare lo scienziato. Non hanno a differenza di quelle di acque superficiali, il serbatoio del nero che usano per distrarre i predatori e non serve, in quanto vivono nella totale oscurità. Tramite satellite si è notato che, gli squali bianchi, in inverno migrano nel Pacifico dove si fermano per sei mesi a una profondità di 300 metri per la riproduzione.
www.vivereilmare.it
martedì, novembre 18, 2008, 22:11
Tonno rosso. Ultima chance per salvarlo!
Parigi, Francia, 18 Novembre 2008 — 5 tonnellate di teste di tonni morti si sono materializzate ieri di fronte al Ministero della Pesca francese. È stata la protesta di Greenpeace contro la cattiva gestione della pesca del tonno rosso che sta portando all'estinzione della specie. L'azione ha coinciso con l'apertura a Marrakech della riunione annuale dell'ICCAT, la Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni in Atlantico.
Le popolazioni di tonno nell'Atlantico e nel Mediterraneo rientrano nella gestione dell'ICCAT. Nel 2006, dopo anni di livelli estremamente alti di pesca pirata, l'ICCAT ha concordato un "piano di recupero" del tonno rosso che stabiliva un limite di 29.500 tonnellate di quote di cattura. Lo stesso comitato scientifico dell'ICCAT aveva raccomandato il limite di 15.000 tonnellate. Da allora gli stessi scienziati hanno stimato che le catture di tonno rosso nel 2007 sono state circa 61.000 tonnellate.
Il tempo e i tonni stanno finendo! Il piano di recupero dell'ICCAT è a pezzi, la pesca è completamente fuori controllo e le zone di riproduzione dei tonni vengono svuotate ogni anno invece di essere protette.
Greenpeace chiede all'ICCAT di chiudere immediatamente la pesca del tonno rosso fino a quando:
- non sarà creata una rete di Riserve Marine per proteggere le aree di riproduzione del tonno rosso;
- non venga ridotta la capacità di pesca a livelli sostenibili;
- non venga adottato un nuovo piano di gestione che sia strettamente in linea con le valutazioni del comitato scientifico dell'ICCAT
www.greenpeace.it
martedì, novembre 18, 2008, 11:34
GIAPPONE, ANCHE PER 2009 RINUNCIA CACCIA A MEGATTERA
Ma uccide le altre...
18 novembre 2008 - Il Giappone ha deciso di rinunciare per un altro anno a dare la caccia alla balena megattera (humpback), una specie ad alto rischio di estinzione, nella stagione di pesca 2009 nell'Oceano Antartico, inaugurata oggi con la partenza della baleniera Nisshin Maru dal porto occidentale di Innoshima. La decisione è stata annunciata a Tokyo dall'ente nipponico per la pesca, in una mossa distensiva che va incontro alle richieste formulate in tal senso dalla Commissione Baleniera Internazionale (Iwc). La quota di pesca prevista per la nuova stagione, tuttavia, non ha subito cambiamenti rispetto allo scorso anno, mantenendo un target di un migliaio di balene da catturare. Dopo le forti critiche internazionali guidate dall'Australia, lo scorso anno il Giappone aveva rinunciato a cacciare le 50 balene megattere inizialmente previste, una mossa estremamente rara il cui più vicino precedente risale a oltre 40 anni fa. Braccate dalle navi degli ambientalisti radicali di Sea Shepherd, le baleniere giapponesi nella stagione 2008 sono riuscite a pescare soltanto 551 cetacei, ovvero il 60% della quota prevista in partenza di quasi 900 esemplari da catturare e studiare - secondo la motivazione usata da Tokyo - a fini scientifici.
(ANSA)
lunedì, novembre 17, 2008, 21:38
Australia, ricerca non letale sulle balene
«Attendiamo l'adesione del Giappone»
Il governo laburista australiano investirà milioni di dollari per dimostrare che non è necessario uccidere i cetacei per studiarli, come invece sostiene Tokyo per aggirare il divieto internazionale alla caccia commerciale. L'annuncio del ministro dell'Ambiente Peter Garrett
17 novembre 2008 - Il governo laburista australiano investirà milioni di dollari nella ricerca non letale sulle balene, per dimostrare al Giappone che non è necessario ucciderle per studiarle, come sostiene Tokyo per aggirare il divieto internazionale alla caccia commerciale. Lo ha annunciato oggi il ministro dell'Ambiente Peter Garrett, che ha esortato tutti i paesi membri della Commissione baleniera internazionale (Iwc) “a unirsi a noi in questa eccitante nuova impresa”, aggiungendo che “l'Australia accoglierà caldamente la partecipazione del Giappone”.
La campagna da 6 milioni di dollari australiani (poco più di 3 milioni di euro) prende il via poco prima dell'inizio della stagione estiva di caccia alle balene nei mari antartici, in cui il Giappone uccide circa 1000 balene, la cui carne finisce nei mercati e nei ristoranti del Paese. “La ricerca non ha bisogno di arpioni armati di granate”, ha detto Garrett.
Il programma australiano prevede ricognizioni aeree, l'etichettatura satellitare di esemplari, metodi acustici e studi genetici, oltre ad una valutazione del programma scientifico del Giappone, che secondo Tokyo fornisce dati cruciali su popolazione, abitudini alimentari e distribuzione nell'Oceano Pacifico e nei mari antartici.
www.lanuovaecologia.it
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