Ocean Indigo
Ci sono anime che hanno cieli azzurri e vibrazioni indaco nel cuore...
là, dove cantano le megattere ai confini del mare.


mercoledì, dicembre 31, 2008, 21:46
Acque potabili e controlli

FIRENZE, 31 dicembre 2008. Su greenreport continueremo anche nel 2009 a scrivere e consigliare ai cittadini di bere acqua potabile del rubinetto. Sono evidenti i vantaggi dal punto di vista ambientale rispetto al consumo di acque minerali in bottiglia: si riversa in atmosfera meno CO2 dato che non è necessario l’imballaggio costituito principalmente da bottiglie in Pet (polietilene tereftalato) per la cui produzione tra l’altro si consuma anche parecchia acqua; si produce meno CO2, risparmiando nella filiera del trasporto (che avviene principalmente su gomma) e contemporaneamente non si inviano altri inquinanti in atmosfera dovuti al consumo di combustibili fossili; infine si producono meno rifiuti che solo in parte vengono riciclati. Ma contemporaneamente anche nel 2009 continueremo a chiedere investimenti per migliorare la qualità organolettica dell’acqua che arriva nelle nostre case, per avere, dove possibile (nuove urbanizzazioni) adduzioni in rete duale con acqua potabile a diversa qualità (si ricorda che solo 10-12% dell’acqua utilizzata per usi domestici viene effettivamente usata in cucina a scopo alimentare). Continueremo inoltre a chiedere controlli sempre più rigorosi, esterni (Asl) ed interni (gestori), sulle acque potabili, ed inoltre chiederemo sempre maggior informazione e trasparenza: in tal senso pare percorribile la strada che porta alla famosa etichettatura dell’ex acqua del sindaco che riporta i parametri chimico-fisici in bolletta.

Tra l’altro proprio sul tema, un’iniziativa politica è stata intrapresa dalla Commissione ambiente del Consiglio regionale della Toscana. Affinché le acque potabili diventino competitive con le acque minerali per l’utilizzo come acque da tavola, è necessario che i cittadini siano davvero tranquilli e questo è possibile attraverso l’informazione e la conoscenza che ovviamente non prescinde dall’innalzamento della loro qualità. A tal fine è necessario avere un sistema di approvvigionamento stabile, indipendente dalle condizioni climatiche altrimenti possono continuare a verificarsi casi come quello recente di Santa Luce in provincia di Pisa, dove le piogge persistenti degli ultimi giorni hanno reso inefficace l’intervento di clorazione e nell’acqua sono stati trovati enterococchi patogeni, ed Escherichia coli. Del resto vorremmo conoscere sempre meglio gli effetti sulla salute della clorazione e di alcuni prodotti derivati come i trialometani la cui somma dei composti specifici nelle acque potabili può arrivare a 30 microgrammi litro e sapere se nelle nostre acque sono presenti solventi come tricloroetilene e tetracloroetilene.

Lo vorremmo sapere dai nostri enti di controllo e non da quelli dell’esercito americano come è successo qualche tempo fa nell’hinterland napoletano. Le analisi effettuate dalla US Navy sulle acque in 166 abitazioni prese in affitto per i militari e le loro famiglie in alcuni comuni del napoletano e casertano, hanno evidenziato la presenza di solventi chimici (tetracloroetilene), e sembra diossina e arsenico sopra i limiti di legge. Immediato lo sgombero del personale americano mentre pare che le amministrazioni locali non abbiano imposto nessuna ordinanza di divieto per la popolazione civile. Le analisi delle forze armate Usa hanno poi evidenziato anche una forte presenza di coliformi fecali nelle acque in molte abitazioni. Certo diremo che il governo e la gestione complessiva dell’ambiente nelle zone citate lascia un po’ a desiderare. Vero! Ma in ogni modo questo caso deve suonare come campanello d’allarme. Intanto il comando Usa di Napoli ha minacciato la rescissione degli affitti se i proprietari degli immobili non installano i potabilizzatori, ma per ora a guadagnarci è un noto marchio di acque minerali: ad ogni singolo membro delle famiglie statunitensi sono distribuiti giornalmente 4 litri di acqua minerale in bottiglia.

Al di là del modello di gestione della risorsa idrica i cittadini statunitensi pretendono controlli rigorosi e di qualità ricorda Erin Brockovich, nota per le sue battaglie a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. «Servono veri controlli, le associazioni dei consumatori e il Parlamento dovrebbero mantenere una supervisione sui servizi idrici e devono occuparsi di proteggere i consumatori e la loro consapevolezza, che è la più grande arma che possediamo per difenderci. Ho molta paura della deregulation in settori vitali come quello dell´acqua». Le preoccupazioni di Brockovic sono le nostre. I cittadini, sicuramente ancora nel 2009, è bene che continuano a vigilare e a pretendere maggiore efficienza in tutta la filiera che governa la risorsa idrica: sistema di regolazione, di gestione e di controllo.

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martedì, dicembre 30, 2008, 14:34
Stavano per finire sulle tavole per il cenone di fine anno
Operazione «Capitone»: sequestrate 155 tonnellate di pesce adulterato

Avariato, congelato ma venduto come fresco, importato e spacciato come nostrano. Sette gli arresti

Un controllo durante l'operazione Capitone (da Sky Tg24)
Un controllo durante l'operazione Capitone (da Sky Tg24)
VENEZIA
- Pesce avariato, pesce conservato venduto come fresco, e pesci asiatici venduti come nostrani. Ammonta a 155 tonnellate il pesce adulterato sequestrato in tutta Italia nell'ambito di un'operazione chiamata «Capitone». L'operazione è stata illustrata dal ministro delle Politiche agricole e alimentari Luca Zaia insieme all'ammiraglio Raimondo Pollastrini, comandante generale della Capitaneria di porto-Guardia costiera.

I NUMERI - Nell'operazione Capitone, definita «la più importante a protezione del consumatore sul mercato ittico», dal 12 dicembre sono stati impiegati 2 mila uomini, sono stati effettuati 6.677 controlli e scoperti 588 reati e illeciti amministrativi. Di questi, 61 riguardano frodi in commercio, 25 i casi di sottomisura del pescato, 70 quelli legati al cattivo stato o alla cattiva conservazione del pesce. Le sanzioni amministrative comminate ammontano a poco meno di 700 mila euro. A Napoli sette persone sono state arrestate per tafferugli contro le forze dell`ordine.

CONTROLLI - Il pesce era pronto per finire sulle tavole per il cenone di fine d`anno: filetti di Pollack d`Alaska spacciati per merluzzo, filetti di molva commercializzati come baccalà, totani del Pacifico congelati venduti come calamari, vongole vendute come veraci con etichette falsificate e già stampate provenenti da una ditta romana. Sono stati poi sequestrate seppie, totani, calamari, importati dall`oriente e venduti come nostrani e tonnellate di mitili allevati in zone proibite. «Abbiamo controllato l’intera filiera con una particolare attenzione ai magazzini di stoccaggio del pescato, alle grandi catene di distribuzione e ai mercati ittici, punti nevralgici per la diffusione capillare dei prodotti», ha spiegato l’ammiraglio Pollastrini.

PESCE TRASPARENTE - L’operazione chiamata «Pesce trasparente» ha invece interessato in particolare la zona di Napoli, dove è stato sequestrato un quarto (circa 35 tonnellate) del totale del pesce ritirato in Italia: solo in un mercato, dove ha influenza un noto clan camorristico, sono stati sequestrati 400 chili di pesce senza tracciabilità, pronto per essere venduto al dettaglio. A San Benedetto del Tronto sono state sequestrate 42 tonnellate di pesce congelato scaduto e in cattivo stato di conservazione, a Bari 54 tonnellate di prodotti ittici congelati scaduti o in cattivo stato di conservazione.

30 dicembre 2008

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martedì, dicembre 30, 2008, 12:10
PESCE ROSSO SOPRAVVIVE PER PIU' DI 13 ORE FUORI D'ACQUA
E' successo in Inghilterra.

(Photo: © Johnny Jensen)30 dicembre 2008 - Un umile pesce rosso di nome Ginger é alla ribalta in Gran Bretagna per un'impresa che secondo i tabloid "ha dell'incredibile": è sopravvissuto per almeno tredici ore fuori dell'acqua.
Ginger ha potuto dimostrare la sua eccezionale capacità di resistenza qualche giorno fa quando di notte è saltato fuori della sua vaschetta ed è finito dietro un cassettone.
La padrona, Barbara Woodward, una telefonista di sessantun anni, l'ha visto immobile verso le sette del mattino e non avendo la forza per spostare il pesante mobile lo ha dato per spacciato ed è andata al lavoro.
E' rimasta dunque molto sorpresa quando alle venti di sera è rincasata e ha visto Ginger che saltellava sul pavimento. Lo ha recuperato allora con un mestolo di legno e lo ha rimesso - vivo e vegeto - nella vaschetta.
Il pesce rosso è rimasto fuori del suo elemento naturale da un minimo di tredici ad un massimo di ventun ore. "Non so proprio spiegarmi come abbia fatto a sopravvivere così a lungo. Era senza vita, mi preparavo a seppellirlo. E' stato un vero e proprio miracolo di Natale", dice Barbara Woodward che vive a Gloucester.
A detta di un portavoce della 'Association of Midland Goldfish Keepers', un'associazione di proprietari di pesci rossi, il 'carassius auratus' (questo il nome scientifico del pesce rosso) può in realtà sopravvivere a lungo fuori dell'acqua se le branchie rimangono umide e gli permettono di respirare. Che potesse però sopravvivere per così tante ore non si sapeva.

(ANSA)

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lunedì, dicembre 29, 2008, 00:36
La Sea Shepherd faccia a faccia coi balenieri giapponesi

La Sea Shepherd supera la tempesta di ghiaccio e si scontra con la flotta giapponese.

Spettacoli naturali

27/12/2008 - Due degli ultimi comunicati di Sea Shepherd, del 21 e 26 dicembre, che sta inseguendo la flotta giapponese di bracconieri di balene nell'Antartico.

La Sea Shepherd supera una terribile tempesta e pericolosi ghiacci per inseguire la flotta di baleniere giapponesi

Terribili condizioni meteorologiche hanno fatto da sfondo all'inseguimento della flotta giapponese da parte della nave Steve Irwin della Sea Shepherd Conservation Society. A causa di una tempesta di neve unita a venti fortissimi e mare agitato che ha colpito la zona dell'inseguimento, la nave Steve Irwin è stata costretta a rifugiarsi dietro un grosso iceberg poiché si stava formando una grossa coltre di ghiaccio per miglia intorno alla nave.

"Era una visione impressionante", dice Steve Roest, del Regno Unito. "Intorno a noi c'era solo ghiaccio. Al Capitano Watson sono servite più di 7 ore per riuscire a tracciare un percorso attraverso questi ghiacci e spesso, cosa poco rassicurante in queste acque, abbiamo avuto paura che la nave si schiantasse contro di essi".

La Steve Irwin e il suo equipaggio si trovano ora in pieno inseguimento della flotta di baleniere giapponesi. La Sea Shepherd ha ripreso dall'elicottero la Nisshin Maru e ha avuto un incontro ravvicinato con gli arpioni della Yushin Maru.

La parte più dura delle varie manovre tra i ghiacci è stata quando la Steve Irwin ha raggiunto il mare aperto per essere raggiunta da una incredibile onda proveniente da sud. "E' stata una scena terrificante vedere pezzi di ghiaccio grossi quanto case venirti addosso come confetti che cadono dal cielo, portati dai forti venti di tempesta", riferisce Watson. "Avevo il timore che un pezzo di ghiaccio colpisse la nostra nave, che sarebbe potuta affondare in pochi istanti. Non ero sicuro che saremmo riusciti a farcela, ma non mi sono sentito di condividere il mio pensiero con gli altri dell'equipaggio".

La costa dell'Antartico è remota, imprevedibile, e ostile alla vita umana, non è un posto per i deboli di cuore. Bisogna vigilare costantemente sulle condizioni dell'acqua e del ghiaccio. A questo si aggiunga la violenza dei cacciatori di balene, che non esitano ad aprire il fuoco sui difensori delle balene, per difendere i loro profitti illegali.

Fonte:
Sea Shepherd Battles Monster Seas and Dangerous Ice Conditions in Pursuit of the Japanese Whaling Fleet, 21 dicembre 2008

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lunedì, dicembre 29, 2008, 00:33
La Sea Shepherd si scontra con la flotta di baleniere giapponesi nelle acque australiane

Fonte notizia

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, si è imbattuta il 26 dicembre in una delle baleniere della flotta giapponese presso le coste del Territorio Antartico Australiano a nord della Penisola di Mawson.

La Kaiko Maru, avvolta in una densa nebbia, è apparsa di fronte alla Steve Irwin. L'equipaggio della Sea Shepherd si è messo subito all'inseguimento della nave e ha lanciato 10 bottiglie di burro marcio e 15 di metilcellulosa insieme ad una miscela di vernice indelebile.

"Che nave puzzolente e scivolosa", ha detto lo svedese Peter Hammarstedt, Secondo Ufficiale della Sea Shepherd. Alla baleniera Giapponese è stato ordinato in lingua giapponese dal cittadino australiano Jeff Hansen di lasciare immediatamente le acque dove si trovava.

Quando la Steve Irwin ha iniziato a fiancheggiare il lato di tribordo della Kaiko Maru, il comandante della baleniera ha puntato verso di noi colpendo leggermente la Steve Irwin sulla ringhiera del ponte per l'atterraggio dell'elicottero. Entrambe le navi non hanno subito danni gravi, per fortuna.

L'equipaggio della Sea Shepherd voleva solo spaventare la flotta Giapponese e farla così spostare verso est, fuori dalle acque del Territorio Australiano. La Sea Shepherd è all'inseguimento delle baleniere da una settimana. Ci sono solo 90 miglia prima che la flotta entri nelle acque territoriali neozelandesi.

"Il nostro obiettivo ora è di inseguirli fuori dall'Australian Economic Exclusion Zone", dice Watson. "Ho sotto gli occhi una mappa che dice chiaramente che queste sono acque dell'Australian Economic Exclusion Zone. C'è una legge ben specifica che vieta alle navi qualsiasi attività di caccia alla balena in queste acque. Abbiamo informato le baleniere che stanno contravvenendo a quest'ordine della Corte Federale Australiana".

Non vi è dubbio che le baleniere giapponesi stanno accusando il colpo, infatti da sabato l'equipaggio della Sea Shepherd insegue la flotta giapponese in mezzo a ghiacci e nebbia. E durante tutto il periodo i giapponesi non hanno effettuato operazioni di caccia.

"Gli staremo alle costole fino a che avremo carburante a sufficienza", afferma il Capitano Watson.

Fonte:
Sea Shepherd Clashes With Whaling Fleet in Australian Waters, 26 dicembre 2008

Traduzione a cura di Linda Possanzini

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mercoledì, dicembre 24, 2008, 16:15
SPETTACOLI NATURALI

23 dicembre 2008 - Ci sono animali, paesaggi, fenomeni naturali e sono tutti mozzafiato a ricordarci che la Natura che ci circonda è anche spettacolare e capace di sorprenderci nelle sue mille manifestazioni.

Spettacoli naturali


Spettacoli naturali

Spettacoli naturali

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martedì, dicembre 23, 2008, 12:21
IL DUGONGO

«Wuru» il dugongo -  Ecco «Wuru», un dugongo: grosso mammifero acquatico, dell'ordine dei Sirenidi, a rischio estinzione esposto nell'acquario di Sydney in Australia.  Può superare i 3 metri di lunghezza, per un peso compreso tra 400 e 500 kg. Oggigiorno il dugongo è diffuso solamente nell'Oceano Indiano, all'estremità occidentale di quello Pacifico, in corrispondenza a particolari gruppi di isole equatoriali e tropicali come l'Australia, l'Indonesia, la Thailandia o lo Sri Lanka, e nel Mar Rosso (Afp)
«Wuru» il dugongo - Ecco «Wuru», un dugongo: grosso mammifero acquatico, dell'ordine dei Sirenidi, a rischio estinzione esposto nell'acquario di Sydney in Australia. Può superare i 3 metri di lunghezza, per un peso compreso tra 400 e 500 kg. Oggigiorno il dugongo è diffuso solamente nell'Oceano Indiano, all'estremità occidentale di quello Pacifico, in corrispondenza a particolari gruppi di isole equatoriali e tropicali come l'Australia, l'Indonesia, la Thailandia o lo Sri Lanka, e nel Mar Rosso (Afp)
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martedì, dicembre 23, 2008, 11:33
Ispra: nelle acque italiane ci sono 130 pesticidi diversi

LIVORNO, 19 dicembre 2008. Secondo i dati sul monitoraggio nazionale dei residui di prodotti fitosanitari nelle acque resi noti oggi dall´Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nel 2006 nelle acque italiane sono stati trovati 131 pesticidi. In Italia si utilizzano circa 150.000 tonnellate all´anno di 300 tipi diversi di pesticidi.

Il lavoro dell´Ispra prosegue quello avviato nel 2003 dalla disciolta Apat con il piano nazionale di monitoraggio dei prodotti fitosanitari nelle acque che coinvolge le regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell´ambiente. Tra le regioni restano differenze sia per quel che riguarda l´estensione della rete di monitoraggio e la frequenza dei campionamenti, sia per quanto attiene al numero delle sostanze cercate. Comunque, nel 2006 hanno trasmesso i dati all´Ispra 18 le regioni, sono stati monitorati 3.403 punti, prelevati 11.703 campioni e 439.305 misure (nel 2005 erano 282.774), con un incremento della copertura territoriale e della significatività delle indagini.

«I dati relativi al 2006 – dice l´Ispra - dimostrano una contaminazione diffusa nelle acque superficiali, dove è stata riscontrata nel 57,3% dei 1.123 punti di monitoraggio, nel 36,6% dei casi con concentrazioni superiori ai limiti previsti dalla legge per le acque potabili. Nelle acque sotterranee, invece, sono risultati contaminati a diverso grado il 31,5% dei 2.280 punti totali di rilevamento, con il superamento dei limiti di potabilità nel 10,3% dei casi. I dati 2006 confermano e rendono più evidente uno stato di contaminazione già rilevato negli anni precedenti. Per alcune delle sostanze la contaminazione è molto diffusa e interessa sia le acque superficiali, sia quelle sotterranee di diverse regioni e prefigura la necessità di interventi di mitigazione dell´impatto».

Nelle acque si riscontrano tutti i tipi di fitofarmaci, con una prevalenza degli erbicidi a causa delle loro modalità di utilizzo, del periodo dei trattamenti concomitante con la stagione più piovosa e che con il ruscellamento e l´infiltrazione arrivano alle acque superficiali e nelle falde sotterranee.

Il rapporto Ispra spiega che «Tra le contaminazioni più diffuse vi è quella dovuta alla terbutilazina, utilizzata in particolare nella coltura del mais del sorgo. La contaminazione è diffusa in tutta l´area padano-veneta ed evidenziata anche in alcune regioni del centro-sud: è stata trovata nel 51,0% dei punti di campionamento delle acque superficiali e nel 15,8% di quelli delle acque sotterranee indagate. Da segnalare ancora la presenza diffusa di atrazina, sostanza ormai da lungo tempo fuori commercio. Senza poter escludere casi di uso illegale, i dati e le valutazioni effettuate dimostrano che quello misurato è essenzialmente il residuo di una contaminazione storica, dovuta al forte utilizzo della sostanza nel passato, ad attestare il rilievo che deve essere dato alla considerazione della persistenza di questi prodotti nell´ambiente. Una considerazione meritano le miscele di sostanze diverse. La loro presenza nei campioni analizzati (sono state rilevate fino a 18 sostanze diverse nelle acque superficiali e fino a 8 in quelle sotterranee) e le lacune conoscitive sui possibili effetti cumulativi che possono derivarne impongono una particolare cautela anche verso i livelli di contaminazione più bassa».

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lunedì, dicembre 22, 2008, 10:42
ACQUE BRASILIANE DIVENTANO SANTUARIO PER DELFINI E BALENE
Lo ha deciso il Presidente Lula

22 dicembre 2008 - Tutte le acque territoriali brasiliane, oltre 7 mila chilometri di coste, saranno d'ora in poi un santuario per delfini e balene.
Lo ha sancito con un decreto il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che rafforza una legge promulgata 21 anni fa in difesa dei mammiferi marini e ne proibisce in modo rigoroso la pesca.
E' autorizzata la ricerca scientifica purché non letale e la visita ai luoghi dove è più comune l'avvistamento, come l'arcipelago di Abrolhos, al sud dello stato di Bahia.
Il ministro dell'Ambiente brasiliano, Carlos Minc, cercherà adesso di ottenere l'adesione degli altri Paesi della costa atlantica, sia sudamericani che africani, per trasformare in santuario per balene e delfini tutto l'Atlantico sotto l' Equatore.

(ANSA)

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domenica, dicembre 21, 2008, 19:08
I cacciatori di balene sono stati raggiunti

La Sea Shepherd scova la flotta di baleniere giapponesi e parte all'attacco!

Fonte notizia

Li abbiamo trovati!

L'equipaggio della nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, ha scovato la flotta di baleniere giapponesi, a meno di una settimana dalla partenza dal porto di Hobart, in Tasmania. La Yushin Maru # 2 è stata colta di sorpresa oggi nella nebbia e tra i ghiacci. L'equipaggio della Sea Shepherd ha immediatamente lanciato verso la nave delle "bombe" di burro rancido.

Le baleniere giapponesi sono state colte in flagrante nelle acque territoriali australiane mentre svolgevano operazioni di caccia alla balena in completa inosservanza dell'ordinanza della corte federale australiana del gennaio 2008 che vieta tale caccia nella zona di esclusione economica australiana.

La Sea Shepherd vuole applicare questa ordinanza e le altre leggi internazionali di salvaguardia delle specie marine, in questo caso delle balene in via d'estinzione in una zona sancita come santuario delle balene, in violazione della moratoria internazionale sul commercio di carne di balena. Lo facciamo in accordo con i principi stabiliti dalla United Nations World Charter for Nature.

La Sea Shepherd chiede al Governo Australiano il permesso di interrompere tutte le operazioni illegali della flotta giapponese nelle acque territoriali australiane. I cittadini australiani a bordo della Steve Irwin intendono applicare le leggi contro le attività illegali della flotta di invasione giapponese.

"C'è una linea tratteggiata che sulle mappe definisce queste acque come proprietà del governo australiano", dichiara il capitano Paul Watson, Fondatore e Presidente della Sea Shepherd. "Alcuni membri del governo australiano affermano che il Giappone non riconosce l'autorità australiana e perciò non si può fare nulla. Gli australiani dovrebbero ricordare che i rappresentanti del loro governo, nel 1942, non si sono arresi così facilmente quando i giapponesei si sono rifiutati di riconoscere la sovranità dell'Australia. Se l'avessero fatto, oggi ci sarebbero delle basi di baleniere giapponesi in Australia."

"E' stato relativamente semplice trovarli. E' bastato mettersi nei loro panni. Loro si aspettavano che noi iniziassimo la nostra ricerca dalla parte est del mare di Ross dove normalmente le baleniere iniziano la caccia. E noi pertanto abbiamo supportato questa idea dando false indicazioni che ci vedevano puntare verso est. Invece, abbiamo iniziato la nostra ricerca dalla parte ovest, dirigendoci verso il sud-ovest della Tasmania. Abbiamo perfino inviato un falso report per depistarli in cui affermavamo di volare sopra l'isola McQuarie per fare delle riprese dall'alto e questa strategia ha funzionato alla grande. Giunti alla fine della giornata li abbiamo visti proprio dove immaginavamo che fossero - in un'area in cui non avrebbro dovuto essere. Stavano cacciando tra i ghiacci. Forse nel tentativo di tenersi nascosti, cacciavano in un'area compresa tra la banchisa e gli iceberg. Ma ora siamo qui per fermarli".

21/12/2008

Fonte:
Sea Shepherd, Sea Shepherd Finds and Engages the Japanese Whaling Fleet!!!!!

www.agireora.org

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domenica, dicembre 21, 2008, 00:04
Trovata in spiaggia tartaruga di fiume

20 Dicembre 2008 -  In questo mese vi sono stati numerosi giorni di maltempo e le cronache hanno spesso riferito di piogge intense, nevicate in montagna, ingrossamento di fiumi e mareggiate. Le eccezionali piene dei fiumi hanno riversato in mare tronchi d’albero più o meno grossi, animali morti e rifiuti di ogni genere. In Liguria però la corrente del fiume ha portatouna gradita sorpresa. Sulla spiaggia di Loano, in provincia di Savona, è stata trovata una tartaruga d’acqua dolce viva. Il ritrovamento è avvenuto nel tratto di spiaggia antistante i bagni Nettuno e gli uomini della Guardia Costiera hanno preso in custodia l’animale.
Pare che la tartaruga appartenga alla specie Trachemys scripta elegans, di origine americana, che vive solitamente in stagni, fiumi e laghi nutrendosi di piante acquatiche e di piccoli animaletti. La sua importazione è vietata in quanto può arrecare danni alle specie autoctone.

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venerdì, dicembre 19, 2008, 12:17
Australia, vittoria degli aborigeni: niente deviazione del fiume
Ottenuta un´importante vittoria legale contro il colosso minerario anglo-svizzero Xstrata

LIVORNO, 18-12-2008. La storia di Davide e Golia qualche volta si ripete. Anche se i “mezzi” sono pochi quando le ragioni sono “alte” e riguardano gli interessi generali, se si trovano orecchi attenti ed imparziali ad ascoltarle si riescono a raggiungere gli obiettivi. Non vi è dubbio che la tutela dell’ambiente riguardi l’interesse generale che ancora una volta è stato minacciato da interessi di parte, che sono quasi sempre grandi interessi economici. I “Davide” in questione sono un gruppo di aborigeni Australiani (coadiuvati da ambientalisti) che hanno ottenuto un´importante vittoria legale contro il colosso minerario anglo-svizzero Xstrata, che aveva iniziato a deviare il corso di un fiume per espandere una miniera di zinco. A Darwin la Corte federale ha stabilito che la decisione di approvare l´espansione della miniera, presa dal precedente governo conservatore nel 2006, non è valida.

Anche in questo caso la magistratura arriva dove la politica è inadempiente. Infatti secondo la sentenza della Corte l´allora ministro dell´ambiente Ian Campbell aveva mancato di seguire le procedure appropriate previste dalla legge sulla protezione dell´ambiente e della biodiversità, e non aveva compiuto le necessarie consultazioni. E senza limitazioni e controlli oltre 5 km del fiume McArthur sono stati già deviati. In aula i 12 proprietari dell´area in cui l’espansione della miniera doveva essere realizzata, che si battevano da anni per ottenere l´annullamento della decisione, hanno esultato e immediatamente chiesto che il fiume sia riportato al suo corso originale. La multinazionale Xstrata ha espresso disappunto per la sentenza e incaricato i suoi legali di esaminarla. Intanto sono stati sospesi tutti i lavori civili e di estrazione nella miniera e ha indicato che potrebbe essere costretta a chiuderla. La solita “minaccia” con cui si contrappone tutela dei posti di lavoro a tutela dell’ambiente.

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giovedì, dicembre 18, 2008, 10:59
Nuove scoperte in Antartide

17 Dicembre 2008 L’Antartide, il continente più meridionale della terra, quasi completamente ricoperto dai ghiacci, con i suoi 14 milioni di kmq rientra nel Circolo Polare antartico ed è un continente molto importante per l’equilibrio dell’intero pianeta. Per questo motivo ci sono numerose stazioni scientifiche internazionali che studiano i possibili sviluppi dei cambiamenti climatici.
Le ultime scoperte fatte in questo immenso continente ghiacciato riguardano la sua sorprendente biodiversità.
Ricercatori della British Antarctic Survey e dell’Università di Amburgo hanno esplorato sia le terre emerse che le profondità delle South Orkeney Islands presso la punta della penisola antartica. Grazie ad immersioni subacquee e reti a strascico sono stati catturati organismi che vivono fino ad una profondità di 1500 metri.
Facendo un confronto con i dati sulle specie viventi scoperte in Antartide, in circa un secolo e si è visto che le specie conosciute sia di terra che di mare sono 1200 e comprendono ricci di mare, vermi acquatici, crostacei, molluschi, uccelli ecc.
Lo studio che ha scoperto 5 nuove specie è stato pubblicato sulla rivista Journal of Biogeography.

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mercoledì, dicembre 17, 2008, 11:20
L'equipaggio della Sea Shepherd punta verso sud per difendere le balene

Fonte notizia

Partiti il 4 dicembre, raggiungeranno le baleniere a fine mese

16/12/2008 - La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, ha lasciato il porto di Brisbane il 4 dicembre con a bordo un equipaggio composto da 48 volontari, 33 uomini e 15 donne, provenienti da tutto il mondo. Ben 14 provengono dall'Australia e 4 dalla Nuova Zelanda e i restanti dal Giappone, Canada, Gran Bretagna, USA, Svezia, Olanda, Germania, Sud Africa, Ungheria e Bermuda. Anche una troupe del canale TV Animal Planet è a bordo della Steve Irwin per girare la seconda stagione di Whale Wars. Ventitre' volontari sono ormai veterani delle campagne organizzate dalla Sea Shepherd mentre i restanti 25 sono alla loro prima esperienza.

Tra le donne dell'equipaggio spicca il nome dell'attrice e ambientalista Daryl Hannah, nota per i film Blade Runner, Kill Bill, Roxanne e Splash. La Steve Irwin effettuerà una breve sosta per fare rifornimento prima di procedere verso il mare di Ross per intercettare la flotta di baleniere giapponesi.

Le baleniere hanno come obiettivo l'uccisione di 935 balene Piked in via d'estinzione e 50 balene Fin nel Santuario delle balene in violazione della moratoria mondiale sul commercio di carne di balena.

"Il nostro obiettivo è quello di affondare economicamente la flotta di baleniere giapponesi", dice il capitano Paul Watson. Le balene non possono aspettare finché il Giappone non prenderà coscienza della terribile azione che il suo governo sta compiendo. Questo massacro deve finire ora e la chiave del successo sta nell'impedire loro di ricavare profitti dall'operazione. La Sea Shepherd vuol far si' che le perdite finanziarie della flotta giapponese superino i profitti. Questa è la sola lingua che capiscono.

In base a quanto scritto da Musashi, da qui il nome della nostra campagna, la miglior strategia per vincere si basa sul confronto e sulla comunicazione e quest'anno noi della Sea Shepherd faremo così. Bloccheremo fisicamente gli arpioni giapponesi. Animal Planet produrrà una serie televisiva che documenterà tutti gli sforzi compiuti dalla Sea Shepherd per aiutare le balene e far conoscere al mondo intero questo terribile problema.

Tutte le tattiche utilizzate dalla Sea Shepherd sono studiate per non arrecare danno fisico. Lo scorso anno, i cacciatori di balene hanno accusato l'equipaggio della Sea Shepherd di avergli lanciato dell'acido addosso. Se e' vero che tecnicamente il burro andato a male si chiama "acido butirrico", in realta' e' meno acido di una birra o di un succo d'arancia. Ma siccome puzza moltissimo, e' utile per rallentare il loro lavoro.

La Sea Shepherd Conservation Society si aspetta che la flotta Giapponese sia molto più aggressiva quest'anno. Stanno perdendo soldi e la loro immagine di massacratori di balene sta diventando alquanto imbarazzante. Lo scorso anno sono state lanciate contro di noi dalle baleniere granate e bombe accecanti. E proprio per questo ci aspettiamo che quest'anno siano ancora più ostili verso di noi.

La Sea Shepherd è inoltre preoccupata per le affermazioni fatte da Greenpeace secondo cui la Sea Shepherd è un'organizzazione violenta. "Questo genere di retorica irresponsabile potrebbe far si' che qualcuno di noi venga ucciso", afferma il Secondo Ufficiale Peter Hammarstedt. "Se Greenpeace continuerà a formulare queste accuse non fondate, queste verranno utilizzate dai cacciatori di balene per usare la forza contro di noi. Ed è per questo che li preghiamo di non continuare a fare osservazioni del genere per non mettere a repentaglio la nostra vita".

Il Capitano Paul Watson pensa di poter intercettare la flotta di baleniere nel mare di Ross intorno alla fine di Dicembre. "Speriamo vivamente di arrivare in tempo per fare il regalo di Natale a queste povere balene e speriamo che il 2009 sia l'ultimo anno di massacro di queste splendide, indifese ed intelligenti creature", conclude il capitano Watson.

Fonte: Sea Shepherd, Sea Shepherd Crew Heading South to Defend the Whales, 4 dicembre

scritto da camozzi
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