26 Luglio 2009 - Nei giorni scorsi molti turisti in vacanza sulla Riviera Romagnola, precisamente nella zona di Cesenatico e Cervia, hanno lamentato rossori sulla pelle e fastidiosi pruriti dopo aver fatto il bagno. Il fenomeno, come hanno spiegato i biologi, è prodotto dalle larve di granchio, chiamate Zoee dai biologi marini, pulci d’acqua dai non esperti, che pungono proprio come fanno le zanzare ma con fastidi a più lunga durata.
Prima di diventare un vero e proprio granchio la larva entra a far parte del cosiddetto zooplancton, la parte animale del plancton che è l’insieme di microrganismi animali e vegetali,unicellulari o pluricellulari che vivono sospesi nelle acque del mare e che costituiscono il nutrimento primario per certi pesci e balene. Queste larve, la cui presenza nell’acqua indica un buono stato di salute dell’ecosistema marino, hanno il difetto di attaccarsi dove possono e quindi anche sulla pelle dei bagnanti, prediligendo lo spazio che si trova fra le dita delle mani e fra la pelle ed il costume da bagno. Il fenomeno, assicurano i biologi, ha durata limitata.
23 Luglio 2009 - L’Accademia del Leviatano, Ente per o studio e la conservazione dei mammiferi marini, compie studi sui mammiferi marini direttamente nel loro ambiente naturale utilizzando i traghetti di linea che percorrono il Tirreno centrale a bordo di questi traghetti i ricercatori possono monitorare dall’alto del ponte, ampi spazi di mare e per un buon periodo di tempo su rotte costanti. Gli avvistamenti più recenti riguardano Zifii e Grampi e sono avvenuti sulla tratta Civitavecchia-Golfo Aranci da traghetti di linea Sardinia-Ferries. A giugno di quest’anno sono stati avvistati due esemplari di Zifii e a luglio un gruppo di 5.
L’avvistamento di Zifii è particolarmente importante perché sono scarsi gli avvistamenti e le informazioni su questa specie.
Lo Zifio Ziphius cavirostris è una specie di delfino di 5-7 metri che non possiede il caratteristico “becco” e si nutre di cefalopodi o crostacei che cattura scendendo in profondità. Predilige gli ambienti di scarpata e non si sa nulla sulle sue abitudini migratorie.
Per seguire settimanalmente tutti gli avvistamenti http://lericerchedelleviatano.blogspot.com
22 luglio 2009 - La maggior parte del biossido di carbonio in eccesso immesso nell'atmosfera dalla combustione di carburanti fossili verrà alla fine assorbito dagli oceani, ma ci vorranno circa 100.000 anni. Almeno, questo è il tempo che ha richiesto la chimica degli oceani per rimediare a una gigantesca immissione di biossido di carbonio 55 milioni di anni fa.
James Zachos, docente di Scienze della Terra all'Università della California di Santa Cruz, ha guidato un team internazionale di scienziati che ha analizzato i sedimenti marini depositati durante un periodo di estremo riscaldamento globale noto come "massimo termico del Paleocene-Eocene" (PETM). Le carote estratte dal fondo oceanico hanno rivelato un brusco cambiamento nella chimica degli oceani all'inizio del PETM, 55 milioni di anni fa, seguito da un lungo e lento ricupero.
"La maggior parte della gente - afferma Zachos - non si rende conto del destino a lungo termine di tutto questo carbonio, e di come è possibile rimuoverlo dal sistema. Il recupero richiede una scala di tempo molto lunga, e ci vorranno decine di migliaia di anni prima che il biossido di carbonio nell'atmosfera cominci a tornare a livelli preindustriali".
Studi precedenti effettuati con modelli matematici al computer del ciclo del carbonio terrestre avevano fornito scale temporali altrettanto lunghe per l'assorbimento del biossido di carbonio attualmente liberato nell'atmosfera dai combustibili fossili. "Le nostre analisi - conclude Zachos - sono consistenti con i risultati dei modelli geochimici".
2012, la catastrofe ambientale che fa bene all'ambiente
24 luglio 2009
2012 è il colossal di Roland Emmerich, regista specializzato nel mettere in scena le catastrofi, dedicato alla fine del mondo a causa di un disastro ambientale, causato dall’incuria umana verso l’ambiente e dai cambiamenti climatici. 2012 mette in scena la catastrofe ambientale, ma d’altra parte fa bene all’ambiente, perché il film arriverà in Italia a impatto zero.
La produzione in Italia ha aderito al progetto Impatto Zero di LifeGate per ridurre e compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla distribuzione e dal lancio del film, per compensare circa 45.000 kg di CO2 attraverso la creazione e tutela di 21.680 mq di foreste in Costa Rica. Nell’analisi d’impatto ambientale sono stati considerati i consumi di energia elettrica per l’organizzazione dell’anteprima del film, il materiale di comunicazione e promozione prodotto e la distribuzione della pellicola nelle sale.
2012 si basa sulla profezia legata al calendario Maya secondo la quale il mondo finirà il 12/12/2012 Emmerich mette in scena la catastrofe ecologica e un immaginario G8 spagnolo nel 2010 per cercare di prevenire l’emergenza e salvare le popolazioni, ma poi si dice scettico su leggende e profezie. Voi intanto segnatevi la data, quella del 13 novembre, giorno in cui 2012 sarà nelle sale cinematografiche d’Italia ad impatto zero.
Chiavari, 24 luglio 2009 - L'associazione Anyusya a difesa degli animali ha denunciato una preoccupante moria di pesci alla foce del fiume Entella. La moria e' segnalata tra il ponte della Maddalena in comune di Lavagna fino al mare. ''Si tratta di inquinamenti di scarichi urbani abusivi - sostengono gli ecologisti - i due Comuni dovrebbero prestare maggiore attenzione alle condizioni ambientali ed igieniche degli ultimi cinque chilometri del fiume Entella''.
Roma, 20 luglio 2009 - La Rainbow Warrior, la nostra nave ammiraglia, navigherà tra la Corsica e la Sardegna dall'1 al 4 agosto per chiedere la tutela delle Bocche di Bonifacio. Il 3 si terrà a bordo un incontro con sindaci e autorità locali per firmare un Appello, a difesa di questo ecosistema, rivolto ai ministri dell'Ambiente di Francia e Italia.
Le Bocche di Bonifacio sono un'area di mare soggetta a forti correnti e a venti talvolta impetuosi. Ogni anno vi transitano tremila imbarcazioni cargo: il dieci per cento di esse trasporta sostanze pericolose. Italia e Francia hanno vietato nelle Bocche il transito di navi con carichi a rischio, ma purtroppo, tale divieto non si applica a tutte le altre bandiere. Le Bocche si trovano, inoltre, all'interno del Santuario dei Mammiferi Marini "Pelagos", un'area di mare compresa tra Costa Azzurra, Toscana e Nord della Sardegna.
Per difendere tale ecosistema nell'Appello a Italia e Francia chiediamo:
- l'adozione di sistemi di tutela efficaci, quali l'inserimento dello stretto nell'elenco delle PSSA (Aree Marine Particolarmente Sensibili) per vietare il transito di carichi pericolosi. A questo proposito, Italia e Francia devono negoziare una proposta da presentare all'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO);
- l'avvio del progetto del Parco Marino Internazionale sardo-corso delle Bocche di Bonifacio, con la partecipazione di tutti gli attori sociali coinvolti;
- l'efficace protezione del Santuario dei Mammiferi Marini mediante l'adozione di adeguati piani di gestione.
Dopo la firma dell'Appello, la Rainbow Warrior veleggerà simbolicamente nello stretto accompagnata da una flottiglia di imbarcazioni "amiche". Invitiamo club nautici e imbarcazioni private dalla Corsica e dalla Sardegna a seguirci in questa veleggiata e a manifestando il loro sostegno per proteggere le Bocche.
Con una lettera abbiamo invitato a firmare l'Appello - a bordo della Rainbow Warrior - i Sindaci del Comune di Santa Teresa di Gallura, di Palau, di Arzachena, di Golfo Aranci e di La Maddalena, l'Assessore all'Ambiente della Provincia Olbia-Tempio, l'Assessore per la Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna e il Presidente dell'Ente Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena.
VENEZIA SI CANDIDA AD OSPITARE CENTRO SALVATAGGIO TARTARUGHE Delfini si perdono: uno muore, l’altro si salva
23 luglio 2009 - Si sono smarriti, forse seguendo la scia di una nave. Una perdita di orientamento che è stata fatale a uno dei due delfini: gli uomini della Capitaneria di porto lo hanno trovato morto e spiaggiato sul litorale di Ca’Savio. Il secondo delfino invece ce l'ha fatta: gli uomini della capitaneria lo hanno visto nuotare a 800 metri dalla riva mentre cercava probabilmente il compagno deceduto. Lui si è salvato e ha ripreso il largo. Potrebbero non essere i soli però. I militari, per paura di trovare altre carcasse di mammiferi spiaggiati, stanno pattugliando tutto il litorale. La scoperta del delfino, lungo due metri, è stata fatta nelle acque antistanti il Camping Ca’ Savio. La scoperta di animali in difficoltà è sempre più frequente per l’aumentare delle navi in transito. Proprio ieri al Blue Moon è stata presentata la «Campagna a tutela delle tartarughe marine e per i diritti al mare e del mare», appuntamento promosso dall'assessorato all'Ambiente, con la Municipalità, il Museo di Storia Naturale di Venezia, WWF e Vas, Venezia Spiaggel. Pur essendoci vari centri in Italia (soprattutto al sud) che si occupano del problema, nel nord-est, c'è solo una struttura a Miramare. «Abbiamo promosso un progetto — ha spiegato l'assessore comunale all'Ambiente, Pierantonio Belcaro — per la creazione di un centro di assistenza alle tartarughe e agli altri animali spiaggiati, che presenteremo appena escono i bandi per i finanziameti alla Commissione Europea». Non solo gli animali. C'è una volontà precisa delle istituzioni e i suoi partner di tutelare e valorizzare la spiaggia. «La spiaggia di Pellestrina è stata riconsegnata dal Magistrato alle Acque al Comune — ha detto Belcaro — e subito sono iniziati i lavori per la pulizia dell'arenile. Con la prossima stagione, contiamo di affidare tratti di spiaggia in concessione perchè diventi una risorsa economica dell'isola».
22 luglio 2009 - I tecnici del Servizio di difesa e gestione idraulica della Provincia di Perugia hanno rilevato che il livello del lago Trasimeno è di meno 123 cm rispetto allo zero idrometrico. Il lago è alimentato dalle piogge, dalle acque di ruscellamento e dalla falda idrica che lo circonda, ma soffre del problema dell’evaporazione.
Rispetto al 2008 il livello del Trasimeno è più alto di 14 cm e, se paragonato al valore minimo dell’anno scorso, pari a meno 168 cm raggiunti il 28 ottobre, allora il livello del Trasimeno è risalito di ben 45 cm.
Il lago Trasimeno viene costantemente monitorato da diverse stazioni di rilevamento, anche per quanto riguarda il livello della pioggia: se volete conoscere la situazione del lago negli scorsi 18 anno, vi consiglio un giro tra i grafici di Lago Project.
CLIMA: GREENPEACE, SENZA PRECEDENTI RITMO SCIOGLIMENTO GHIACCI Da studio Nasa, calotta polare scomparirà nel 2030
22 luglio 2009 - L'attuale ritmo di fusione del ghiaccio artico ha raggiunto livelli senza precedenti: sul Pianeta l'impatto del riscaldamento globale è 'devastante'', e già nel 2030 la calotta polare artica potrebbe scomparire. Greenpeace diffonde oggi spettacolari immagini video provenienti dalla sua nave, Arctic Sunrise, in missione al Polo Nord, ora in Groenlandia. A bordo, un gruppo di scienziati sta registrando la rottura del ghiacciaio Petermann, uno dei più grandi della terra, vasto circa quanto il territorio di Manhattan. La gravità e l'urgenza della situazione, afferma Greenpeace, è 'collegata direttamente all'innalzamento della temperatura media globale".
A 82 gradi a nord, lontano dai centri abitati, 'l'impatto che abbiamo sul nostro ambiente è devastante". I dati raccolti finora dagli scienziati sono 'spietati'': il ghiacciaio è stato 'spaccato da un fiume lungo 27 chilometri, con una portata di 50 metri cubi al secondo. A questo ritmo si potrebbe riempire una piscina olimpionica in meno di un minuto. Inoltre, in profondita' il ghiacciaio si sta sciogliendo a una velocità ancora maggiore che in superficie".
Secondo Greenpeace, la perdita di un ghiacciaio come quello di Petermann avrà conseguenze 'sull'innalzamento del livello del mare". Mentre, 'i ghiacci del Polo Nord lanciano segni evidenti di un ambiente unico che va estinguendosi a causa delle emissioni di gas serra, con dirette conseguenze per chi abita questi luoghi: orsi polari, foche'' e altri animali.
Un recente studio della Nasa, riferisce Greenpeace, ha anche dimostrato che la calotta glaciale non solo diventa sempre più piccola ma anche più sottile e giovane, tanto che la scomparsa della calotta polare artica (i ghiacci che poggiano sul mare) è attesa già nelle estati del 2030".
SCOPERTA La goccia di pioggia scoppia ancor prima di toccare il suolo Ricercatori francesi svelano in un video il «mistero» della caduta delle gocce di pioggia
MILANO - Frammentazione in caduta libera: le gocce di pioggia si disintegrano ancora prima di toccare terra. E' questa la scoperta fatta da un team di ricercatori francesi, che ha pubblicato lo studio sull'ultimo numero della rivista scientifica «Nature Physics». Le immagini riprese con l'ausilio di una videocamera ad alta risoluzione mostrano come una goccia di pioggia formatasi nella nuvola, dapprima perfettamente sferica, tende ad appiattirsi durante la sua caduta a terra. Causa l'aria che determina una certa resistenza la goccia si trasforma in una pallina vacua, schiacciata nella sua parte inferiore, prima di gonfiarsi e scoppiare infine in goccioline piccolissime.
FILMATO - Perché le gocce che cadono sulle nostre teste hanno tutte forme differenti? Gli scienziati hanno cercato di trovare una risposta a questo quesito sin dagli inizi del secolo scorso. Ora, grazie anche a tecnologie moderne e sofisticate, questo «mistero» potrebbe essere stato risolto. E' ciò che hanno provato a dimostrare un gruppo di fisici attorno a Emmanuel Villermaux e Benjamin Bosso dell'Università di Aix-Marseille a Marsiglia. La prova: uno spettacolare filmato cattura una gocciolina di pioggia durante la sua caduta in una frazione di secondo. Le immagini al rallentatore rivelano come la forma finale sia causata dallo scoppio di singole gocce. Una scoperta inaspettata, sostiene Villermaux.
LACRIMA - Se chiediamo a dei bambini di disegnare la pioggia cadere durante un temporale, otterremo certamente disegni molto vari per colori e contenuto. Il più delle volte la goccia viene raffigurata con la classica «lacrima». In realtà non ha mai questa forma. Fino ad oggi si pensava infatti che la forma delle gocce di pioggia fosse causata da una serie di collisioni fra goccioline che cadono dalle nubi. Tuttavia, il meccanismo risulta essere molto più semplice, come dimostrato ora dagli scienziati francesi. La grandezza della goccia dipende da svariati fattori come dall'altezza di caduta; dalla pressione dell'aria e dalla velocità del vento.
UTILITÀ - Capire l'origine e la distribuzione delle gocce di pioggia può risultare importante. Un esempio pratico: «quando si spruzzano pesticidi», scrivono i ricercatori. Perchè a volte può bastare «una leggera brezza e metà del pesticida finisce sul campo del vicino».
PESCA TONNO ROSSO; WWF, ANCHE BERLUSCONI DIFENDA SPECIE Appello in Italia dopo la decisione francese
21 luglio 2009 - "Il presidente Berlusconi sostenga la difesa di questa specie a fianco di Francia e Gran Bretagna". A dirlo è il presidente onorario del Wwf, Fulco Pratesi, ricordando che il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha annunciato che il suo Paese sosterrà l'inserimento del tonno rosso, uno dei simboli del Mediterraneo, nella lista delle specie controllate dalla Convenzione internazionale Cites, prima che possa scomparire dai nostri mari. Lo stesso appello è stato sottoscritto dal Principato di Monaco ed ancora dal ministro della Pesca del governo britannico, Huw Irranca-Davies.
"I Governi - aggiunge Pratesi - stanno dando piena rispondenza agli impegni assunti nel corso del G8 che si è appena svolto in Italia, dove è stata messa in evidenza la necessità di conservare la biodiversità del nostro Pianeta". Alla luce di queste dichiarazioni "storiche", il Wwf chiede al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di appoggiare l'appello con un sostegno ufficiale da parte del nostro Paese alla richiesta di inserimento nella lista Cites sia del tonno rosso, sia dei coralli. La prossima Conferenza Cites si terrà a Doha, nel Qatar dal 13 al 25 marzo 2010, ma le proposte di inserimento delle specie a rischio devono arrivare alla Commissione entro il 17 ottobre. Pochi mesi, conclude il Wwf, "per l'ultima ancora di salvezza del tonno rosso, una specie che in questi ultimi anni è declinata per uno sfruttamento commerciale insostenibile".
Sparisce la vitamina B1 nel Mar Baltico, in pericolo l'ecosistema
19 luglio 2009 - Nel Mar Baltico un numero impressionante di uccelli soffre di una malattia che provoca la paralisi e quindi la morte. Il tutto è riconducibile ad una carenza di vitamina B1, la tiamina. La presenza di questa vitamina è riscontrabile in alimenti di origine vegetale ed animale e la carenza provoca dismetabolie fino ad arrivare ad alterazioni del sistema nervoso nelle forme croniche.
Nell’avifauna, uno studio svedese evidenzia che da tale carenza ne risultano compromesse anche le covate (alcune femmine hanno smesso di ovideporre) e tutta una serie di modelli comportamentali che vanno da una minore aggressività a minori grida nel gabbiano reale. Il fenomeno riguarderebbe tutto il Mar Baltico ed in particolare l’Islanda. In realtà il suddetto studio pone un problema più grave.
Tonno rosso: stop alla pesca per Francia e Gran Bretagna
20 luglio 2009
Della questione del tonno rosso e dei seri problemi di estinzione a cui sta andando incontro questa specie abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Gran Bretagna abbia preso la decisione di affiancare la Francia per porre un freno alla pesca di questa pregiata specie.
Il Regno Unito appoggerà infatti la proposta di divieto di pesca della Convenzione Cites (Convention on the International Trade in Endangered Species) ovvero l’associazione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. La decisione è stata presa dopo un lungo colloquio il cui obiettivo era quello di trovare soluzioni per impedire che la specie potesse andare incontro ad una diminuzione senza possibilità di ritorno del suo stock.
La soluzione trovata è stata quella ovviamente obbligata ovvero porre un fermo illimitato alla pesca del tonno rosso ed evitare qualsiasi forma di pesca della specie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è detto compiaciuto commentando come la presa di tale decisione non solo sia stata una scelta obbligata, ma soprattutto un importante segnale in quanto o si agiva ora o sarebbe stato poi troppo tardi.
L’Italia? La decisione di aderire a questo tipo di accordi è purtroppo ancora in fase di stand-by e questo nonostante le ammonizioni della Comunità Internazionale che poco tempo fa ha inserito il nostro Paese fra quelli pirata per quel che riguarda la pesca ed il rispetto per le specie ittiche.
Nessun fotomontaggio, niente trucchi. Il calamaro ride davvero. Questo scatto sta facendo il giro del mondo e sta tenendo sulla corda gli esperti. L'espressione è eloquente e sembra non avere precedenti. Questo esemplare di Helicocranchia pfefferi è custodito in California nel Cabrillo Marine Aquarium di San Pedro dove il direttore Mike Schaat è riuscito a filmare lo "strano" calamaro.