Ocean Indigo
Ci sono anime che hanno cieli azzurri e vibrazioni indaco nel cuore...
là, dove cantano le megattere ai confini del mare.


mercoledì, settembre 30, 2009, 11:08
«Gli uomini? Nessun problema a farsi comandare da una di noi»
Donne in missione sulla Libeccio
Sulla fregata che pattuglia il Corno D'Africa la presenza femminile è limitata. Ma le ragazze si fanno valere

Da sinistra, il responsabile delle telecomunicazioni, Paolo Tresca, il direttore di macchina, Claudio Rizza, il comandante, Alberto Sodomaco, l'ufficiale di rotta, Clelia Del Giacco, il comandante in seconda Luca Esposito e il commissario di bordo, Alfonso Romeo.
Da sinistra, il responsabile delle telecomunicazioni, Paolo Tresca, il direttore di macchina, Claudio Rizza, il comandante, Alberto Sodomaco, l'ufficiale di rotta, Clelia Del Giacco, il comandante in seconda Luca Esposito e il commissario di bordo, Alfonso Romeo.
 
Ormai anche sulle navi da guerra italiane la componente femminile sta giocando un ruolo sempre più importante. Ci sono ancora problemi logistici da risolvere, perché le zone riservate alle donne (camerate, bagni, docce e così via) sono ristrette; comunque il loro numero in navigazione aumenta.

Sulla fregata Libeccio, che sta pattugliando le acque del Corno d'Africa, le donne sono 15 su 210 membri dell’equipaggio, cioè il 7 per cento. Pochine, per la verità, ma il numero un p0' basso è dovuto soprattutto agli spazi limitati, appunto, come conferma il comandante Alberto Sodomaco. Gli ufficiali donne a bordo avrebbero dovuto essere due. All'ultimo momento una di esse, il medico, ha dovuto rinunciare e così è rimasta sola Clelia Del Giacco, quasi trent'anni, di Napoli, tenente di vascello. Il suo compito principale è ufficiale di rotta con competenze sulla condotta della nave in base alla condizioni meteorologiche.

«La passione per il mare mi ha spinto in Marina – confessa la giovane donna -. E poi il rispetto delle regole e della disciplina. Qui vengono esaltati principi e valori morali in cui credo e che francamente al giorno d’oggi è difficile trovare. Mi piace molto il senso d’appartenenza. Sulle navi si crea l’idea del team, anche se alla fine si afferma il singolo».

L’ufficiale è entrata in accademia a 23 anni: «Appena passata la legge sulla possibilità anche per le donne di entrare nelle Forze Armate ho presentato la mia domanda. Era il Duemila e arrivai alla selezione finale. Non mi presero perché allora c’era il limite del 20 per cento per il personale femminile. Ci sono rimasta molto male ma non ho rinunciato e così nel 2002 (le regole erano nel frattempo cambiate) ho passato le selezione e sono entrata in accademia. Ho scelto il ramo Stato Maggiore: è il top. Ero iscritta all’Università, facoltà di fisica, e ho congelato gli esami. Spero un giorno di completare il corso, ma qui le giornate passano velocemente. C’è sempre qualcosa da fare, molto da imparare e quindi mi manca il tempo per studiare».

Lei è imbarcata sul Libeccio da un anno e in navigazione nel Corno d’Africa da giugno. Tornerà in Italia poco prima di Natale. Non le manca la famiglia, gli amici, il marito (un collega) con cui si è sposata pochi giorni prima di partire rinunciando al viaggio di nozze? «Beh, sì. Non abbiamo i cuori di ghiaccio. Gli amici, i veri amici, compagni di liceo o di vacanze, ci sono sempre anche se ci vediamo poco. Sono però punti di riferimento sicuri. Su una nave si fanno esperienze diverse, si trovano anche altri amici. Occorre guardare avanti e non indietro».

Figli ancora non ne ha, ma ci pensa? «Certo. Magari non ora, ma prima o poi sicuramente sì. Ci sono colleghe che restano a terra nel periodo di gravidanza, poi ricominciano a navigare. Non ci sono problemi grossi. In marina è previsto tutto e siamo ben organizzati».

Il comandante degli elicotteri, Antonio Strina
Il comandante degli elicotteri, Antonio Strina
Dal lavoro del sottotenente di vascello Del Giacco dipende non solo il continuo controllo della rotta da seguire durante la navigazione
, ma anche lo studio dei porti dove “atterrare” (come si dice in gergo militare), il cambio delle previsioni di arrivo in base alle mutevoli condizioni meteorologiche e altre cose, forse minori, ma di altrettanta importanza. In plancia dà ordini (sempre con estrema gentilezza ma con grande professionalità) a marescialli dalla lunga esperienza e anche assai più vecchi di lei.

Ha mai avuto problemi con colleghi maschi che si sentono comandati da una giovane donna? «No, direi di no. Almeno non credo e non mi sono accorta di nulla. Qui siamo tutti innamorati del mare. Tra anziani e giovani si cerca di creare un clima sereno. Sappiamo che su una nave non conviene a nessuno creare tensioni».

Durante il saluto finale sul Libeccio alla presenza di tutti gli ufficiali, il comandante Sodomaco mi regala una fotografia della fregata con tutte le firme. Non sapendo come ricambiare, prendo il mio portachiavi da collo con il marchio Corriere della Sera e, scusandomi con tutti gli altri, lo regalo all’unico ufficiale donna. La signora Del Giacco resta un po’ confusa e quasi non ringrazia. Poco dopo, alla fine della piccola cerimonia, bussa alla mia stanza: «Mi dispiace non volevo essere scortese. Qui a bordo siamo tutti uguali, non ci sono differenze tra uomini e donne e non sono più abituata ad essere trattata così. La ringrazio di cuore». Bene, si vede che la presenza femminile sulle nostre navi è riuscita a scalfire la rudezza degli uomini di mare. Tutti uguali sì, ma con un netto miglioramento da quando a bordo ci sono anche le donne.

Massimo A. Alberizzi
malberizzi@corriere.it
30 settembre 2009
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martedì, settembre 29, 2009, 18:47
Gli esperti temono una riduzione del 20% delle colonie
Cambia il clima, in pericolo i pinguini
Gli esemplari della specie Magellano che vivono in Patagonia fanno i conti con ghiacci sciolti e poco cibo

Un esemplare di pinguino di Magellano (Ansa)
Un esemplare di pinguino di Magellano (Ansa)
MILANO - I cambiamenti climatici e la pesca a fini commerciali stanno mettendo sotto pressione i «pinguini di Magallanes» (Magellano): a rilanciare l'allarme è stato un gruppo di scienziati argentini, sulla base di quanto fatto qualche mese fa dall'Associzione americana per lo sviluppo della Scienza.

LA COLONIA - Il 70% della colonia di questi animali ha già raggiunto, come avviene ogni anno in questa stagione, Punta Tombo, nella Patagonia argentina, la principale colonia di pinguini nel continente americano, dove più di un milione di palmipedi resterà fino a febbraio per cambiare le piume, deporre le uova e crescere i piccoli. I primi ad arrivare sono i maschi che prendono possesso del nido, in genere lo stesso dell'anno precedente, e lo preparano per l'arrivo delle femmine, prima di partire in cerca di cibo da portare alla compagna - i pinguini sono animali monogami - e ai piccoli nascituri. Ai «magellani», definiti «l'esercito più pacifico del mondo», dedica ampio spazio il sito Argentina Online che spiega abitudini e stili di vita di questi simpatici uccelli che si sono bene adattati anche alla vita di terraferma.

Un cucciolo di Magellano
Un cucciolo di Magellano
I TIMORI DEGLI ESPERTI -
Il timore dei ricercatori è che i cambiamenti climatici, uniti alla pesca intensiva riducano la quantità nei mari dei piccoli pesci di cui si nutrono i pinguini, costringendo i maschi a restare a caccia per tempi sempre più lunghi e ritardando così l'approvvigionamento di femmine e neonati. Una situazione che era in qualche modo stata immaginata anche dai creatori di «Happy Feet», il film di animazione dove il protagonista Mambo, un pinguino imperatore, riesce, grazie alla sua innata capacità di danzare e attirare l'attenzione degli umani, a convincere addirittura le Nazioni Unite ad intervenire contro i prelievi indiscriminati di pesce che affamano la sua colonia.

LE PREVISIONI - Le previsioni più pessimiste parlano di una riduzione del 20% degli esemplari dei «pinguini di Magallanes» anche se, al momento, non è ancora stato confermato il pericolo: «Quest'anno i pinguini sono arrivati a Punta Tombo in buone condizioni e molto numerosi. Fino ad ora non abbiamo trovato esemplari sottoalimentati», ha precisato uno degli esperti del luogo, Oscar Ferraria.


29 settembre 2009

www.corriere.it

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martedì, settembre 29, 2009, 10:32
SQUALI, MOBILITAZIONE CONTRO PESCA ILLEGALE
Promossa da Shark Alliance.

29 settembre 2009 - Si svolgerà dal 10 al 18 ottobre la settimana europea dello squalo 2009, un'opportunità per i cittadini europei di dimostrare il loro sostegno alla salvaguardia degli squali.
L'iniziativa, promossa dall'associazione Shark Alliance, vuole dare maggiore visibilità al problema degli squali.
Gran parte delle popolazioni di squali in Europa sono in declino a causa della pesca eccessiva e un terzo delle specie sono a rischio di estinzione. Il divieto di 'finning', la pratica di tagliare le pinne agli squali e gettarne la carcassa in mare, attualmente in vigore in Europa, è tra i più deboli al mondo. Per questo, con la settimana europea dello squalo 2009 ci si rivolge ai Governi nazionali affinché applichino alcune delle misure previste dal Piano d'Azione, tra cui il rafforzamento del divieto di finning ed il divieto assoluto di pesca di alcune specie di squali particolarmente a rischio.
Grazie alla collaborazione di acquari, diving, organizzazioni ambientaliste e della ricerca scientifica, durante l'edizione 2008 della Settimana europea dello squalo sono state organizzate oltre 200 attività e raccolte più di 100.000 sottoscrizioni alla petizione indirizzata ai ministri della pesca europei, che hanno risposto in modo incisivo, sottolineando la grave situazione degli squali e mostrandosi favorevoli ad un rafforzamento del divieto di finning.

(ANSA)
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martedì, settembre 29, 2009, 10:29
TONNO ROSSO SEMPRE PIU’ A RISCHIO, APPELLO DELLA LAV A GOVERNO ITALIANO
Rivedere posizione in favore di maggiore tutela e contrasto a pesca illegale.

29 settembre 2009 - L'Italia è tra i Paesi che hanno posto il veto alla Commissione Europea che intendeva inserire il tonno rosso mediterraneo tra le specie di cui è vietata la commercializzazione, in quanto a grave rischio di estinzione. La LAV, pur consapevole che la pesca rappresenta per l’Italia una risorsa economica e fonte di posti di lavoro, chiede al Governo italiano di rivedere la propria posizione e di esprimersi per una maggiore tutela del tonno rosso mediterraneo, favorendo la costituzione di oasi naturali di riproduzione, e di intervenire laddove la pesca illegale ed esasperata favorisca i mercati extracomunitari.

La proposta di porre il tonno rosso in regime di protezione, formulata dal Principato di Monaco, è scaturita dal pericoloso picco discendente che ha portato la popolazione dei tonni ad un grado di estinzione pari al 74,2%, avvicinandosi pericolosamente alla soglia dell'80% che la porterebbe di diritto ad essere inserita nella lista della convenzione di Washington.

Cominciare fin d'ora un programma di controllo della commercializzazione di questo pesce avrebbe potuto frenare il collasso della specie. Così non è stato a causa degli enormi interessi economici che girano intorno a questa pesca che, in prevalenza, va ad alimentare il mercato giapponese e non le tavole degli europei.

Sostenere oggi una pesca di annientamento significa solamente non avere più nulla da pescare in futuro; ma questa innegabile conseguenza non è stata sufficiente a far agire con coscienza i Governi di Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta e Cipro. In buona sostanza, i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo che non sono stati in grado di attuare uno sfruttamento sostenibile della specie, oltre che non attivarsi per bloccare la pesca illegale, hanno ulteriormente aggravato il loro comportamento facendo pressioni sullo scontro aperto tra la direzione dell'ambiente e la direzione del commercio dell'Unione Europea, per cui la decisione sulla riduzione del prelievo dei tonni viene rimandata a novembre quando sarà resa pubblica la relazione sugli stock del tonno rosso.

www.lav.it
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domenica, settembre 27, 2009, 11:03
Squali, Palau primo paese a vietarne la caccia
Il Paese metterà fuorilegge anche il tagliare, ancora in mare, le pinne degli squali

NEW YORK, 25 settembre 2009 - Niente più caccia agli squali. Palau, stato-arcipelago di isole nel Pacifico occidentale, sarà il primo paese a vietare la caccia di questa specie che rischia l’estinzione. Il presidente dell’isola Johnson Toribiong ha annunciato la sua decisione davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sessione di oggi.

Il divieto proteggerà un’area di cira 600 mila chilometri quadrati di oceano, pari circa alle dimensioni della Francia, e metterà fuorilegge anche il tagliare, ancora in mare, le pinne degli squali, una pratica indotta da un mercato internazionale molto redditizio.

Secondo quanto riportato dal sito internet della Bbc, il presidente Toribiong ha dichiarato che queste creature rischiano l’estinzione se non verranno prese azioni concrete per proteggerle: «La loro bellezza e la loro forza - ha detto - riflettono la salute dell’oceano».

Il 21% delle specie di squali è considerato a rischio e il 18% vicino alla soglia di rischio: con 100 milioni di esemplari uccisi ogni anno «Palau ha fatto ciò che gli altri paesi non hanno ancora fatto - nonostante alcune nazioni abbiano imposto qualche restrizione alla caccia - e cioè, capire l’importanza che questi animali hanno per l’ambiente marino», ha detto Matt Rand, direttore alla salvaguardia deli squali del Pew Environment Group.

www.lastampa.it
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sabato, settembre 26, 2009, 19:31
Violini all’Acquario di Cattolica

26 Settembre 2009 - Durante i giorni più bollenti dell’estate sono arrivati all’Acquario Le Navi di Cattolica dei nuovi Squali violino, squali molto particolari dal corpo stravagante che ricorda, appunto lo strumento musicale. Questi squali vengono considerati un po’ simili al re dei predatori ed un po’ ad una pacifica razza.
I nuovi inquilini danno un tocco ancora più emozionante alla “vasca degli Squali con le ali”, o danzatori del mare. Qui si trovano infatti numerosi esemplari di dasyatis, violacee, razze, aquile di mare, pastinache e spinaroli.
Gli squali violino, sono considerati fratelli maggiori delle razze tant’è che appartengono proprio all’ordine dei Rajiformi.Vivono in Mediterraneo su fondali sabbiosi a basse profondità e si nutrono di crostacei e molluschi e da adulti raggiungono il metro e mezzo di lunghezza. In Italia si trovano nelle acque più calde, in particolare in Sicilia.
L’Acquario di Cattolica ospita oltre 3000 esemplari appartenenti a 400 specie diverse e un ricco popolamento di oltre 70 esemplari di squali appartenenti a 16 specie tropicali e mediterranee. Fra questi troviamo i grandi squali toro di più di 3 metri.
Ricordiamo anche che nonostante la fama di terribile predatore lo squalo è fra le specie a rischio di estinzione a causa della pesca indiscriminata, soprattutto nei paesi orientali. www.acquariodicattolica.it.

Foto: Faccia di Violino Foto di Marco Martoni © Copyright Acquario di Cattolica
www.mareinitaly.it
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venerdì, settembre 25, 2009, 09:38
Balene morte in Patagonia, si studia parassita killer

Buenos Aires, 24 settembre 2009 - Quarantadue balene pilota sono state trovate morte, la settimana scorsa, sulla spiaggia di Bahia Bustamante, nel sud dell'Argentina, con ogni probabilità a causa di un parassita.
Gli scienziati che hanno svolto le autopsie sulle balene morte hanno infatti ipotizzato, rileva la stampa di Buenos Aires, che lo spiaggiamento di massa sia dovuto a dei parassiti trovati nell'orecchio interno dei cetacei, un organo vitale per questi animali, che serve loro per mantenere l'equilibrio e orientarsi.
Gli etologi che indagano sul caso non hanno ancora confermato che il parassita sia effettivamente la causa della morte delle balene. "La Caleta Malaspina, dove è avvenuto lo spiaggiamento é una vera trappola per i cetacei - hanno spiegato - perché è molto stretta e la marea si abbassa rapidamente. Gli animali possono venir sorpresi dal fenomeno e non riuscire a tornare in mare aperto". Il recente episodio ha inoltre un precedente rilevante, visto che nel 1991, sulla stessa spiaggia, vennero trovate morte 420 balene senza che ne venisse mai scoperta la ragione.
Le balene pilota vengono chiamate così perché guidano il banco dei cetacei nei loro spostamenti: se la balena pilota si perde tutte le altre sono in pericolo.

(ANSA)
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giovedì, settembre 24, 2009, 10:14
Approvata la legge campi-boe per ormeggi attrezzati lungo le coste

24 settembre 2009

legge campi boe per tutela coste

Il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge Campi-Boe, proposta dal senatore del PD Ranucci, per un progetto relativo alla costruzione di ormeggi attrezzati per imbarcazioni da diporto nelle isole minori e nelle aree marine di maggior pregio ambientale e paesaggistico, secondo quanto leggiamo sul Notiziario delle Eolie.

Saranno le isole minori a beneficiare della legge, oltre a tratti di coste appartenenti ad aree marine protette: l’approvazione della legge mira a promuovere lo sviluppo di infrastrutture leggere, ovvero di ormeggi attrezzati e campi-boe che permettano di eliminare quasi del tutto gli ancoraggi là dove i fondali sono preziosi.

La regolamentazione degli ancoraggi e degli accessi nelle aree protette delle zone costiere si rende necessaria sia per la tutela dei fondali protetti, sia per regolamentare l’approdo alla costa da parte dei turisti nel periodo estivo.

www.ecoblog.it

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mercoledì, settembre 23, 2009, 10:33
Delfino trovato morto. Aveva ferite

23 settembre 2009 - Forte dei Marmi - Esami sulla carcassa di un delfino trovato morto ieri pomeriggio sulla spiaggia di Forte dei Marmi (Lucca), a pochi metri dalla riva, sono stati disposti dalla capitaneria di porto e dall'Arpat per risalire alle cause della morte. Il cetaceo presentava delle ferite sulle parti dorsale, laterale e ventrale.
Il delfino è stato trasferito a Livorno per essere analizzato dagli esperti dell'Arpat e da biologi. Per determinare l'età avverrà l'estrazione di un dente, inoltre verranno analizzati anche campioni di tessuto biologico per vedere se il delfino fosse stato affetto da un'infezione che causa patologie all'apparato respiratorio e al sistema nervoso dei cetacei.

(ANSA)
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martedì, settembre 22, 2009, 11:10
50mila tonnellate di rifiuti sepolti accanto a un fiume nel catanese

18 settembre 2009 - La scoperta della Guardia di finanza di Caltagironein un terreno agricolo di Ramacca, attiguo al fiume Gornalunga. Coperti dalla terra c'erano tracce evidenti di scarti di prodotti medicinali. Ora si attendono le analisi dell'arpa per verificare il grado di pericolosità dei rifiuti e le conseguenze sulle coltivazioni vicine

Circa 50mila tonnellate di rifiuti sono state scoperte dalla Guardia di finanza di Caltagirone sotterrate a una profondità di tre metri in un terreno agricolo di Ramacca, attiguo al fiume Gornalunga. Coperti dalla terra c'erano tracce evidenti di scarti di prodotti medicinali, come siringhe e guanti sterili monouso, che fanno sospettare agli investigatori che la discarica sia stata utilizzata per occultare anche rifiuti speciali provenienti da ospedali o cliniche. Il sito è stato scoperto ieri dopo l'analisi di alcune immagini dal satellite di Google Earth, che lasciavano intravedere delle irregolarità nella zona: accanto una verdeggiante area coltivata a meloni bianchi c'era un'area abbandonata che sembrava presentare delle 'gobbe' e che aveva delle piante selvatiche particolarmente sviluppate. Inoltre si intravedevano delle strane scie bianche sul terreno.

Un sopralluogo sul posto ha fatto aumentare i sospetti tanto da avviare degli scavi di controllo: con l'asportazione della terra il dubbio è diventato certezza a partire dagli odori nauseabondi che emanava. Poi, via via, sono stati trovate le tracce evidente dei rifiuti sepolti sotto tre metri di terra, la maggior parte dei quali si sospetta siano di natura speciale e quindi altamente tossica. Secondo i primi primi accertamenti, i rifiuti sarebbero stati seppelliti in tempi non recenti. Saranno i tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente a stabilire i tipi di scarti nascosti sotto terra, la loro tossicità e il tasso di inquinamento del fondo, che si trova tra coltivazioni di meloni bianchi e allevamenti e non distante dalle falde acquifere del fiume Gornalunga.

E proprio ieri mattina mentre i militari eseguivano le campionature del terreno con i tecnici dell'Arpa a poche decine di metri diversi operai erano impegnati nella raccolta di frutta. Sulla vicenda è intervenuto il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, che ha parlato di "un vero e proprio attentato alla salute dell'ambiente e dei cittadini". "Le sostanze tossiche - ha spiegato il rappresentate dell'associazione di consumatori - penetrano facilmente nel terreno, si diffondono nell'aria, spezzano l'equilibrio dell'ecosistema circostanze e portano disturbi e malattie nei soggetti che vengono malauguratamente in contatto con queste fonti di inquinamento".

(Ansa)
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lunedì, settembre 21, 2009, 22:14

Inaugurato in Danimarca il più grande parco eolico marino del mondo

21 settembre 2009

Eolico off shoreQualche giorno fa in Danimarca ha avuto inizio l’attività di Horns Rev 2, quello che è considerato il parco eolico off shore più grande del mondo. A sottolineare l’importanza dell’evento erano presenti il Principe Federico ed il Primo Ministro danese Rasmussen Lars Løkke. Il parco è di dimensioni enormi, dispone infatti di 91 aerogeneratori e, secondo alcune stime, sarebbe capace di fornire una quantità di energia elettrica pari al consumo annuale di 200.000 famiglie.

La Danimarca, da tempo impegnata nello sviluppo dei parchi eolici off shore, prevede di triplicarne la sua capacità già nei prossimi quattro anni. Attualmente nel territorio danese sono presenti sei parchi di questo tipo e e già si pensa di costruirne altri tre più grandi di Horns Rev 2. Il punto di forza dell’obiettivo di diffusione di questi “parchi acquatici” è senza dubbio rappresentato dal fatto che le acque del Mar del Nord ben si prestano, in quanto poco profonde, all’installazione di questo tipo di impianti.

La società che gestisce il progetto, la Dong Energy, intende inoltre triplicare la sua capacità di produzione di energia rinnovabile entro il 2020, e già dai prossimi mesi metter mano su cinque nuovi progetti di costruzione di parchi eolici nel Paese.

Il Paese scandinavo in tal senso è sicuramente fra quelli che, in quanto a sviluppo nel settore eolico, è all’avanguardia sia da un punto di vista di innovazione tecnologica che per quel che riguarda la potenza eolica installata, basti pensare che attualmente addirittura il 20% del consumo dell’elettricità del Paese proviene da questa fonte.

Via | Dongenergy.com
Foto | Flickr

www.ecoblog.it

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lunedì, settembre 21, 2009, 11:34
Doppiamente fragile

Una tartaruga albina nuota in mezzo a un gruppo di tartarughe verdi (Chelonia mydas).

Sopravvivere sarà una vera sfida per questa candida tartarughina (Chelonia mydas), temporanea ospite in un centro veterinario dell'isola di Khram, in Thailandia. E non solo per il suo candore di albina che la rende immediatamente visibile ai predatori, ma anche perché appartiene a una specie ad alto rischio di estinzione. Le tartarughe verdi, che vivono ai Tropici, infatti, hanno un'altissima mortalità infantile. Secondo i ricercatori solo 2 esemplari su 100 sopravvivono al primo anno di vita. Gli altri finiscono in pasto ai predatori: granchi, ratti, gabbiani e serpenti.

www.focus.it
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lunedì, settembre 21, 2009, 10:49
Oggi si decide futuro del tonno rosso con voto Cites. Cosa farà l'Italia?

Roma, 21 settembre 2009 - Il 21 settembre, nell'ambito della riunione del Comitato della Cites (Convenzione Internazionale sul commercio delle specie in pericolo di fauna e flora) dei Paesi UE, anche l'Italia dovrà votare per decidere se appoggiare o respingere l'inclusione.
Lo sottolinea il Wwf che, con la campagna di sensibilizzazione diffusa su tutti i giornali in cui appare un tonno pescato con bacchette da sushi, vuole sensibilizzare il Governo italiano a votare l'inclusione del tonno rosso del Mediterraneo nell'Appendice I della Cites.
"Il Wwf - si legge in una nota - chiede che il nostro governo voti a favore dell'inclusione per salvare una specie prossima al collasso commerciale, anticamera di una possibile estinzione, e per salvare un'attività di pesca tradizionale ed industriale di notevole importanza economica e culturale".
Secondo l'associazione ambientalista "sono ormai numerose le analisi tecnico-scientifica che richiedono in maniera chiara che la gestione del tonno rosso in Mediterraneo deve cambiare se si vuole evitare un declino drammatico della popolazione di tonni entro i prossimi due anni".

(ANSA)
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lunedì, settembre 21, 2009, 10:44
TRIESTE; LIBERATA MAMOLA, TARTARUGA CARETTA CARETTTA DI 80 CHILI
E' stata curata al Centro recupero tartarughe del Wwf Italia, presso l'Area marina protetta di Miramare.

21 settembre 2009 - Ha ripreso la via del mare, ma continuera' ad essere seguita, la tartaruga 'Mamola', che in dialetto gradese significa 'ragazza', esemplare della specie Caretta Caretta di circa 80 chilogrammi, recuperata il 25 agosto scorso nel porto di Grado (Gorizia). Sottoposta a un intervento chirurgico per rimuovere un amo che le era rimasto incastrato nella gola, Mamola ha trascorso la convalescenza al Centro recupero tartarughe del Wwf Italia, presso l'Area marina protetta di Miramare (Trieste). ''Abbiamo applicato una targhetta di riconoscimento a questo splendido esemplare - ha affermato Maurizio Spoto, direttore dell'Area - in linea con quello che e' il programma Tartarughe del Wwf Italia''. Un accorgimento, ha spiegato Spoto, ''che ci consentira', se mai venisse ritrovata, di censire i suoi spostamenti e di apprendere qualche informazione in piu' sulle abitudini e il comportamento di una specie ancora poco conosciuta''. Mamola e' stata liberata insieme a un'altro esemplare adulto di tartaruga, ricoverato per circa venti giorni presso l'Area dopo essere stato raccolto nelle acque di Marina Nova (Monfalcone).

(ANSA)
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