Ocean Indigo
Ci sono anime che hanno cieli azzurri e vibrazioni indaco nel cuore...
là, dove cantano le megattere ai confini del mare.
venerdì, ottobre 30, 2009, 23:34
Tesori nascosti in alto mare
Dal 3 al 5 novembre si terrà a Marrakesh il prossimo incontro delle Parti della Convenzione di Barcellona. Saremo presenti anche noi. La nostra responsabile della Campagna Mare, Giorgia Monti, parlerà dell'importanza di proteggere aree particolarmente sensibili e ricche di biodiversità nel Mediterraneo, come il Canale di Sicilia.
Roma, Italia, 30 Ottobre 2009 - La Convenzione di Barcellona è il principale accordo internazionale per la protezione del Mediterraneo. La nostra delegazione sosterrà la necessità dell'istituzione di una rete di riserve marine e lo sviluppo di un nuovo modello di "governance" integrata per salvaguardare il fragile ecosistema marino del Mediterraneo.
Il Mediterraneo rappresenta solamente lo 0.7 per cento della superficie marina globale, ma ospita circa il 9 per cento delle specie marine conosciute. Oggi, purtroppo, si trova in uno stato di grave degrado per diverse ragioni:
- l'impatto di attività di pesca eccessive e distruttive;
- inquinamento;
- esagerato sviluppo costiero;
- cambiamenti climatici.
Nonostante gli stati mediterranei si siano impegnati ad avere una rete attiva di aree marine protette entro il 2012, meno dell'1 per cento del Mediterraneo è davvero protetto.
All'incontro in Marocco saranno presenti i rappresentanti per l'ambiente dei vari paesi del Mediterraneo, tra cui l'Italia, chiamati a sviluppare un piano concreto per la designazione di aree marine a speciale protezione. Come contributo a questo processo, abbiamo condotto uno studio che dimostra il grande valore biologico del Canale di Sicilia. Questa estate la Rainbow Warrior ha navigato nel canale raccogliendo una notevole documentazione fotografica di questi habitat unici.
Due giorni fa abbiamo inviato una lettera al Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, con una copia dei documenti che presenteremo in Marocco. Affinché il canale di Sicilia possa essere dichiarata area a protezione speciale, il governo italiano dovrà presentare entro il 2011 agli stati aderenti alla Convenzione di Barcellona, una proposta congiunta con un altro stato del Mediterraneo.
Durante l'incontro delle Parti proporremo, inoltre, di rinnovare l'intero sistema, ora estremamente frammentato, che si occupa di gestire e proteggere il Mediterraneo. Un esempio di quanto questo cambio di rotta sia necessario e urgente è rappresentato dal pericolo di estinzione in cui ora si trova il tonno rosso, specie chiave per l'ecosistema mediterraneo.
www.greenpeace.org
giovedì, ottobre 29, 2009, 16:57
Inaugurato il rigassificatore di Rovigo
29 Ottobre 2009 - Era arrivato in Italia trainato da 4 grandi rimorchiatori dopo un aver percorso una rotta di circa 1700 miglia nautiche, dalla Spagna in Adriatico. Stiamo parlando dell’imponente impianto off-shore di “rigassificazione” posizionato a circa 15 chilometri al largo di Rovigo inaugurato ufficialmente nei giorni scorsi alla presenza del ministro dello sviluppo economico, del governatore del Veneto e di un ministro del Qatar (paese da cui proviene il metano).
Quello di Rovigo è uno dei più sviluppati rigassificatori off-shore al mondo ed è in grado di soddisfare il 10% della domanda energetica italiana. Visto che la maggior parte della produzione di energia elettrica del nostro paese si ricava dal gas metano grazie a questo impianto viene scongiurato il rischio di “blackout”.
Il rigassificatore posizionato al largo del Delta del Po può infatti immettere in rete ben 8 miliardi di metri cubi di gas metano all’anno. Il metano arriva dal Qatar e viene portato in forma liquida su apposite navi metaniere e ritrasformato in gas nell’impianto, una struttura di 90000 tonn. di cemento e 30000 di acciaio, che poggia ad una profondità di circa 30 metri.
Il vantaggio dei rigassificatori consiste nel fatto che permette di diversificare le fonti di approvvigionamento del gas, cosa che non è possibile fare con i metanodotti che costringono l’Italia a dipendere da pochi paesi.
www.mareinitaly.it
martedì, ottobre 27, 2009, 10:11
Lav: "Il Giappone fermi la mattanza di delfini"
20 ottobre 2009. Salviamo i delfini dalla terribile mattanza compiuta ogni anno a Taiji", cittadina giapponese a circa 500 chilometri a Sud-Ovest di Tokyo, che si trova in corrispondenza di una delle grandi rotte di migrazione di questi meravigliosi cetacei.
E` questo l`appello che la Lav ha rivolto all`ambasciatore del Giappone in Italia, Hiroyasu Ando, unitamente alla richiesta di farsi portavoce presso il suo Governo di quanto orrore provi la popolazione italiana nei confronti di questa strage, che si ripete ogni anno e che non fa che mettere ulteriormente a rischio questa specie, tra la famiglia dei cetacei, universalmente protetta perché considerata gravemente in via di estinzione.
La crudeltà di questa caccia è stata recentemente documentata anche dal film americano "The Cove", realizzato da Louie Psihoyos con microfoni e telecamere subacquee camuffati da rocce, nella acque della piccola città giapponese dove i pescatori ogni anno uccidono più di 20mila delfini e balene.
Quasi il 65% dei delfini detenuti nei parchi divertimento proviene da catture in mare. Qest'attività è praticata soprattutto in Giappone, dove si cacciano i cetacei sia per soddisfare le richieste dei delfinari, che per scopi alimentari. Senegal, Russia, Isole Solomon e Cuba sono alcuni dei paesi coinvolti nella cattura e nel traffico, spesso illegale, di questi mammiferi marini.
Redazione Tiscali
martedì, ottobre 27, 2009, 09:15
Catturate due balene al fenolo, tossiche per l'uomo
Mosca, 27 ottobre 2009 - Due balene emananti un forte odore di fenolo, un derivato tossico degli idrocarburi aromatici, sono state catturate dagli abitanti del villaggio di Lorinò, in Ciukotka, nell'estremo oriente russo, al confine con l'Alaska. Gli animali sono stati classificati come fortemente velenosi per l'uomo, e dunque non commestibili, a causa del loro odore di farmaco. Lo riporta l'agenzia di stampa Itar-Tass.
Il caso dei due mammiferi "al fenolo", unico nel suo genere, è stato studiato dagli scienziati dell'istituto federale russo del Pacifico, specializzato nei problemi della pesca, in collaborazione con un centro scientifico governativo americano in Alaska.
Una delle ipotesi formulate da Denise Litovk, scienziato dell'istituto russo, è legata alle biotossine. La concentrazione di queste "alghe tossiche" nelle acque russe e americane è in crescita e sempre più esseri marini si cibano di esse.
(ANSA)
lunedì, ottobre 26, 2009, 21:46
Golfo di Aden – Nave Libeccio salva la vita di tre pescatori
Il 15 ottobre l’equipaggio della fregata Libeccio al comando del Capitano di Fregata Alberto Sodomaco ha salvato la vita a tre pescatori somali in alto mare. La nave della nostra Marina si trovava in navigazione per raggiungere l’area di pattugliamento quando è stata individuata una piccola imbarcazione alla deriva. La squadra di sicurezza inviata con la motobarca ha trovato tre pescatori che si trovavano allo stremo delle forze, alla deriva da 15 giorni dopo la rottura del motore.
I tre pescatori, disidratati e indeboliti, sono stati accolti a bordo e visitati dal medico, rifocillati e rassicurati. Il 16 ottobre sono stati consegnati alle autorità della città portuale di Bosaso per poi fare rientro a casa.
www.marina.difesa.it
lunedì, ottobre 26, 2009, 09:31
Sequestrate all'aeroporto conchiglie di molluschi a rischio da Caraibi
Firenze, 26 ottobre 2009 - Sequestrate all’aeroporto di Firenze otto conchiglie di molluschi a rischio estinzione e protette dalla convenzione di Washington. Il sequestro è stato effettuato dal Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con l’agenzia delle dogane e la Guardia di finanza. La Forestale è intervenuta a esaminare le otto conchiglie trasportate in valigia da un ragazzo italiano di ritorno dai Caraibi, via Madrid. Da un primo esame le conchiglie sono state classificate come Strombus gigas il cui commercio è regolato proprio dalla Convenzione di Washington. Il ragazzo non aveva però la documentazione di accompagnamento richiesta dalla convenzione e quindi le conchiglie sono state sequestrate. Il ragazzo è stato sanzionato con 2.064 euro.
da Leggo
domenica, ottobre 25, 2009, 16:38
“Sirene” all’Acquario di Genova
25 Ottobre 2009 - Due grossi esemplari di Lamantino, sono i nuovi eccezionali ospiti all’Acquario di Genova.Mammiferi marini non molto conosciuti e di aspetto decisamente goffo assomigliano a grossi trichechi, sono molto simpatici ed hanno subito familiarizzato con i biologi dell’Acquario.
I due Lamantini provenienti da Norimberga pesano circa 400 chili, hanno 11 e 5 anni e sono stati chiamati Husar e Pepe. Sono arrivati dalla Germania in grandi casse piene d’acqua e sono stati accolti in una grande vasca dell’acquario.
I Lamantini sono gli unici mammiferi marini completamente erbivori, ingoiano fino a 250 chili di alghe che mangiano per 5 ore al giorno. Visto però che siamo in Italia i Lamantini hanno accettato anche dei maccheroni offerti dal personale dell’acquario.
I Lamantini hanno una vita media di 60-70 anni,vivono nella fascia “tropicale” e “sub-tropicale”, si immergono in apnea anche per diversi minuti e non amano le acque troppo fredde. Come i Dugonghi appartengono all’ordine dei Sirenidi e pare proprio che il mito delle “Sirene” nasca da questi animali che quando allattano i loro piccoli assumono atteggiamenti simili a quelli degli esseri umani e per questo chi per primo li vide li chiamò “donne-pesce”.
L’arrivo a Genova dei due esemplari rientra in un progetto di protezione europeo. I Lamantini infatti sono animali a rischio di estinzione.
www.mareinitaly.it
sabato, ottobre 24, 2009, 15:36
Nave veleni: manifestazione ad Amantea
Tra gli striscioni ''No a Calabria pattumiera'' e ''le scorie portatele in Parlamento''
AMANTEA (COSENZA), 24 ottobre, 2009 - Grande partecipazione popolare alla manifestazione ''Basta veleni. Riprendiamoci la vita'' che si sta svolgendo ad Amantea. In migliaia, sfidando la pioggia, hanno invaso il centro della cittadina tirrenica calabrese formando un lungo serpentone aperto dallo striscione del ''Comitato civico Natale De Grazia per non dimenticare'', che ha promosso l'iniziativa.
I manifestanti sono arrivati ad Amantea dando vita ad un corteo che ha bloccato, di fatto, il traffico lungo la strada statale 18. In mezzo a bandiere, gonfaloni e striscioni, i manifestanti, tra cui molti studenti, hanno manifestato la loro rabbia e il loro bisogno di verita' sulla vicenda della ''nave dei veleni'' il cui relitto e' stato trovato al largo di Cetraro e delle scorie radioattive ad Aiello Calabro e Crotone che mettono a repentaglio, hanno sostenuto, la salute e l'economia di interi territori. ''No a Calabria pattumiera'' e ''le scorie portatele in Parlamento'' sono le scritte che campeggiavano su due degli striscioni innalzati dalle persone che hanno partecipato alla protesta. In prima linea le organizzazioni ambientaliste Legambiente e Wwf, con una riproduzione in cartapesta di una delle navi dei veleni inabissata nel mare calabrese. In piazza anche i pescatori del litorale tirrenico, la cui economia e' stata messa a dura prova dalla vicenda della nave dei veleni. Il leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha partecipato alla manifestazione, ha parlato di ''legalita' violentata'', sostenendo che ''occorre lavorare per risvegliare le coscienze. Il silenzio e l'omerta' sono atteggiamenti mafiosi''. Ferma la presa di posizione anche da parte del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, secondo il quale ''la manifestazione di Amantea e' importante perche' dimostra che qui in Calabria c'e' la coscienza di quanto questo territorio sia stato bistrattato. Assistiamo qui - ha aggiunto - ad un'insurrezione popolare pacifica anche perche' siamo in presenza di un'emergenza inedita''.
ANSA
venerdì, ottobre 23, 2009, 11:49
REGISTA, FILM MATTANZA DELFINI E' UNA LETTERA D'AMORE
Sui danni alla salute del consumo di carne al mercurio
23 ottobre 2009 - The Cove (la baia), film-documentario americano sulla mattanza di delfini e balene che annualmente si ripete a Taiji, cittadina a 500 chilometri a sudovest di Tokyo, è "una lettera d'amore" per i giapponesi perché conoscano gli effetti dannosi sulla salute del consumo di carne di delfino.
E' stato lo stesso regista Louie Psihoyos a dirlo nella sessione di domande e risposte con il pubblico seguita alla proiezione della pellicola, nell'ambito del Tokyo International Film Festival (Tiff) nel cui programma è stato inserito tra grandi resistenze e all'ultimo momento. Il film, già proiettato nella capitale giapponese due giorni fa, ha provocato polemiche in Stati Uniti e Australia (e da ultimo in Giappone), ma è un lavoro più rivolto alla tutela dei diritti umani piuttosto che una discussione sulla protezione degli animali.
"E' molto difficile parlare di diritti degli animali perché di loro si abusa in ogni cultura: dalle esigenze alimentari, al divertimento, all'abbigliamento", ha spiegato Psihoyos: "E' un diritto umano, invece, mangiare cibi sani". Non ci sono scopi contro il popolo giapponese, ha assicurato l'ex fotografo del National Geographic: "per me è una lettera d'amore. Io vi sto dando informazioni che il governo non vi darà", ha osservato rivolto alla numerosa platea.
Un'ora e mezza di crudeli riprese, grazie a microfoni e telecamere subacquee camuffati da rocce, raccontano quanto avviene nella piccola città giapponese dove i pescatori ogni anno uccidono, secondo gli autori, circa 23mila delfini e balene.
La loro carne fa parte dell'alimentazione locale da oltre 400 anni. Sin dalla prima proiezione del 2008, il documentario ha riacceso l'attenzione internazionale sulla strage. In più, da giugno sono ripartiti nella cittadina i test per analizzare il livello di mercurio nella popolazione a causa alla ricca dieta di cetacei. Ai 3.500 abitanti sono stati offerti esami per accertare il livello del metallo e prevenirne le patologie.
"Un delfino - ha aggiunto Psihoyos - può avere da cinque a 5.000 volte il mercurio oltre i livelli consentiti dalla legge giapponese. La tragica ironia è che l'unico modo per salvare il delfino è dimostrare che abbiamo fatto l'ambiente così tossico da non poterne più mangiare la carne".
Il regista ha ringraziato gli organizzatori del festival per "l'atto di coraggio", dopo tutte le aspre polemiche nel Sol Levante, e il governo guidato dal partito Democratico, rilevando che soltanto "tre mesi fa sarebbe stato impossibile mostrare questo film", con i Liberaldemocratici al potere.
(ANSA)
giovedì, ottobre 22, 2009, 16:19
L'UNIONE EUROPEA IN DIFESA DEGLI SQUALI

Gli squali sono generalmente noti come i maggiori predatori dei mari e degli oceani. Si tratta tuttavia di specie estremamente vulnerabili, le cui popolazioni registrano un notevole declino e, in alcuni casi, sono addirittura a rischio di estinzione nelle acque dell’Unione Europea.
Benché la pesca degli squali rappresenti ancora una percentuale limitata della produzione ittica mondiale, essa ha registrato un rapido aumento a partire dalla metà degli anni ‘80. Tale aumento è stato indotto da una crescente domanda di prodotti derivati (in particolare pinne, ma anche carne, pelle, cartilagini, ecc.), soprattutto sul mercato asiatico. Questi elementi hanno contribuito a rendere più redditizio il settore della pesca degli squali. Tra il 1984 e il 2004, le catture mondiali di squali sono passate da 600.000 a più di 810.000 tonnellate.
Lo "shark finning" è una pratica che prevede l'amputazione della pinna dorsale ai pescecani, i quali vengono poi rigettati in mare, dove vanno incontro a morte certa. Tutto questo senza che alcuna disposizione prescriva la taglia, l'età o la specie degli squali pescati.
In tutto il mondo la caccia prosegue per coprire una domanda sempre crescente, con uno sfruttamento delle popolazioni di squalo, messe in serie difficoltà dall'età elevata in cui questi animali raggiungono la maturità sessuale e dallo scarso tasso riproduttivo che li contraddistingue.
Aumenta quindi il pericolo che lo squalo si estingua.
L'Unione mondiale per la conservazione della natura (IUCN) ha redatto un elenco delle specie minacciate in tutto il mondo, mettendo in testa di lista il pesce martello maggiore, lo squalo martello smerlato e il diavolo di mare o mobula, un tipo di razza.
Secondo l'IUCN è urgente adottare un piano internazionale coordinato di protezione di questi animali. Il commissario europeo per gli Affari marittimi e la pesca Joe Borg ha quindi presentato un piano d'azione per la conservazione e la gestione degli squali, approvato in aprile dal Consiglio europeo.
Il piano prevede la protezione di tutti i pesci cartilaginei (quindi non solo degli squali, ma anche razze e chimere), per un totale di oltre 1.000 specie. Nella UE, lo “shark finning” è già proibito da alcuni anni, ma il piano d'azione introdurrà misure di sorveglianza più severe per alleviare la pressione che pesa sull'ecosistema marino in conseguenza di una pesca sempre più intensiva.
Entro la fine dell'anno, il gruppo d'esperti dell'IUCN in materia di squali pubblicherà una relazione aggiornata sulla situazione di 400 pesci cartilaginei.
L’OIPA plaude gli sforzi dell’Unione Europea per proteggere gli squali. Nostro auspicio è che questi animali, possano vivere liberi e tranquilli nei mari a cui appartengono, a questo fine servono leggi ed il Piano d’azione è il primo importante passo nella giusta direzione.
Come consumatori possiamo aiutare gli squali: l’Italia, è uno dei maggiori importatori di squali, non mangiando piatti a base di squalo (ma neppure di altri animali) possiamo contribuire a proteggerli.
Puoi vedere il Video L'UE in difesa degli squali
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director
giovedì, ottobre 22, 2009, 09:59
La missione
Un "mostro" del mare contro le baleniere
Il battello "Ady Gil" sarà utilizzato dagli ecologisti contro le navi nipponiche in Antartico
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| Ecco il battello "Ady Gil" |
WASHINGTON – Lo hanno battezzato "Ady Gil", dal nome dell'uomo d’affari di Hollywood che ne ha finanziato l'acquisto. È un mostro del mare, spinto da un motore diesel ecologico, capace di raggiungere i 50 nodi. Un battello eccezionale che detiene il record del giro del mondo in 60 giorni. Tra qualche mese lo "Ady Gil" partirà per una missione impegnativa: ostacolare le baleniere giapponesi in Antartico. Il trimarano è entrato nella flottiglia della "Sea Shepherd", la fondazione che da anni si batte con coraggio e inventiva contro la strage delle balene.
LA CAMPAGNA - Con lo “Ady Gil”, gli ecologisti sono convinti di poter tenere testa alle navi nipponiche impegnate nella pesca. Insieme al trimarano opererà la già famosa "Steve Irwin" che durante la campagna 2007-2008, conosciuta come Operazione Migaloo, è riuscita a ridurre la quota di balene catturate dai giapponesi. Durante le spedizioni le unità della Sea Shepherd ingaggiano vere battaglie manovrando in modo spericolato, tirando fumogeni e "bombe puzzolenti". I giapponesi rispondono con cannoni ad acqua, granate stordenti e bulloni. Per portare avanti la sua missione la "Shepherd" conta sulle donazioni private e il lavoro dei volontari che prestano servizio a bordo.
giovedì, ottobre 22, 2009, 09:33
Declino squali minaccia il turismo
Sydney, 22 ottobre 2009 - Gli squali, che vengono pescati a decine di migliaia in acque australiane, valgono molto più da vivi che da morti. Una nuova ricerca citata dal gruppo ambientalista Wwf mostra che i predatori dell'oceano fruttano all'economia australiana una grossa fetta dei dollari turistici, mentre la loro popolazione continua a declinare.
Secondo una ricerca dell'università James Cook a Townsville la prospettiva di avvistare squali è una grande attrazione per gli appassionati di nuoto subacqueo. A Cairns e a Port Douglas, presso la Grande barriera corallina nel nordest dell'Australia, fino al 25% della spesa media di un visitatore, circa 825 euro, sono dedicati all'opportunità di vedere gli squali.
Il portavoce di Wwf Australia, Nick Heath, sottolinea che la popolazione di squali in alcune parti della barriera corallina si è intanto ridotta dal 3 al 12% rispetto alle dimensioni originali. Più di 70 mila pescicani vengono pescati ogni anno al largo del nord Queensland, molti entro l'area della Grande barriera corallina. "Dobbiamo fare di più per proteggere questi supremi predatori, se non per il bene dell'ambiente, per il loro valore in dollari. Un avvistamento garantito vale oro per l'industria del turismo".
(ANSA)
mercoledì, ottobre 21, 2009, 12:44
PESCA DI FRODO: SEQUESTRATI 11 CHILI DI ESPLOSIVO A TARANTO
Azione della Polizia di Stato
21 ottobre 2009 - Proseguono i servizi degli agenti della Squadra Mobile in collaborazione con personale della Squadra Nautica della Polizia di Stato per contrastare la pesca di frodo e recuperare esplosivo illecitamente detenuto. Gli agenti hanno passato al setaccio le zone che si affacciano sullo specchio d'acqua del Mar Piccolo. In particolare a bordo di un piccolo rimorchiatore in disarmo, ormeggiato sulla banchina di via delle Fornaci - zona Isola Porta Napoli, e' stata scoperta e sequestrata una busta di cellophane contenente oltre 11 chilogrammi di esplosivo, nonche' una rete chiusa alle due estremita' con dentro due pietre,la rete e le due pietre vengono usati affinche' l'esplosivo raggiunga fondali piu' profondi. L'artificiere della Polizia di Stato ha stabilito che si trattava di ANFO (ammonital-nitrate-fueloil), un potente composto chimico ad alto potenziale detonante, efficacissimo per la pesca di frodo anche in altura.
(AGI)
martedì, ottobre 20, 2009, 11:55
L'incredibile viaggio di una tartaruga
20 ottobre 2009
Arriverà il 22 ottobre nei cinema il commovente documentario di Nick Stringer, scuola National Geographic, sul lungo e pernicioso viaggio che da millenni affrontano le Caretta Caretta per garantirsi la sopravvivenza nel primo anno di vita, quando questa risulta più difficile e disperata.
Dalla schiusa sulle spiagge della Florida - combattendo tra stupidità umane, granchi, uccelli… - al Mar dei Caraibi - laddove, Cuba in testa, procacciarsi una tartaruga rappresenta solo un vergognoso palliativo per il palato - passando per il periglioso Oceano Atlantico. Un viaggio lungo un anno nella magia della vita che inizia e che finisce, epopea dagli intenti non solo animalisti ma simbolicamente sul valore dell’esistenza in genere e della biodiversità. L’epica colonna sonora di Hennig Lohner, in Italia la voce di Paola Cortellesi e il lavoro dei numerosissimi operatori subacquei seguiti da biologi marini intenzionati a non arrecare il benché minimo disturbo agli animali ne fanno un documentario assolutamente imperdibile.
Il tutto, a sottolineare quanto la razza umana incida su ecosistemi millenari e tuttavia estremamente fragili. Non è un caso, infatti, se con la promozione del film anche il CTS ambiente si sia attivato chiedendo un piccolo aiuto per i centri di recupero in Sicilia, Sardegna e Calabria: adottare simbolicamente una tartaruga potrebbe significare avere a disposizione apparecchiature più sofisticate per gli innumerevoli interventi chirurgici a cui esse sono sottoposte, infilzate da ami di straordinarie dimensioni, con le pinne lacerate a causa dei motori delle imbarcazioni, e vasche per la riabilitazione.
www.ecoblog.it
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